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  • pubblicato il 20-09-2011

Mazda 5: tanto spazio, sette posti e un po’ di verve tra le curve

di Andrea Rapelli

Tanto spazio, sette posti e un po’ di verve tra le curve

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
17/25
Autostrada
20/25
Vita a bordo
21/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
113/150
Intro

Fine estate, tempo di bilanci. E di scelte. Come quella del vostro vicino d’ombrellone, che, forte della sua MPV nuova fiammante, riempiva con facilità esemplare l’ampio bagagliaio. Se siete tra quelli “berlina-dotati”, costretti agli incastri multipli per caricare le valigie al millimetro, ecco la soluzione Mazda per abbracciare definitivamente la praticità. Fatta di 7 posti e un diesel parco. Senza scontentare chi ama, almeno un po’, la bella guida.

Città

Naturale, se siete abituati a dimensioni più stringate, che le vie del centro incutano qualche timore. In ogni caso, i 4,59 metri di lunghezza non disturbano più di tanto in manovra, anche perché i sensori di parcheggio posteriori sono di serie e dal lunotto, se non viaggiate in 7, si percepiscono bene gli ingombri. Una volta nel traffico, bastano davvero pochi metri per apprezzare la notevole prontezza dell’1.6 D da 115 CV, che riprende senza problemi fin dai 1.500 giri. L’automatico? Non si può avere, ma il 6 marce manuale è morbidissimo (ne parleremo). Positivo anche il reparto sospensioni: assorbono bene, con un timbro cupo.

Fuori città

Forse non tutti lo sanno ma, nei cromosomi di ogni Mazda, c’è un po’ di sportività. In fin dei conti, è stata l’unica Casa giapponese a vincere la 24 ore di Le Mans nel 1991... Nessuno stupore, allora, per il modo in cui la Mazda 5 affronta le curve. Certo lo sterzo, pur preciso, potrebbe migliorare nel feeling di risposta e all’1.6 turbodiesel non si possono chiedere gli straordinari. Perché i 115 CV sotto al cofano spingono bene fino ai 3.000 giri, ma il carattere dell’erogazione è improntato alla souplesse. Tuttavia, se la si lascia scorrere dolcemente, senza pretendere accelerazioni esagerate, l’auto entra velocemente in curva e s’appoggia solida sulle ruote esterne, seppur con una certa quantità di rollio (ben controllato dal reparto sospensioni). Ultima menzione d’onore va al cambio manuale a 6 marce: rapidissimo, preciso negli innesti e dalla corsa corta, sembra preso in prestito dalla frizzante spiderina MX-5. Chapeau!

Autostrada

Ed eccoci in autostrada: superato il casello, l’unica (lieve) difficoltà è raggiungere i 130 km/h. Perché l’1.6 fatica un po’ nello spunto, soprattutto a pieno carico. Per il resto, una volta impostata sul cruise control (di serie) la velocità preferita, ci si può perfino rilassare. Tanto per cominciare, i 70 dB registrati dal nostro fonometro carezzano i timpani dei passeggeri, che possono conversare senza alzare troppo la voce. Merito del buon isolamento dai fruscii aerodinamici e dell’accurato lavoro svolto nella zona dei passaruota. L’assetto? Comodo, anche su traversine e avvallamenti. Potrebbe migliorare, invece, il feeling con i freni: la modulabilità è buona, ma il pedale affonda un po’.

Vita a bordo

Se è vero - e lo è - che una MPV si acquista prima di tutto per spazio e praticità, gli ingegneri di Hiroshima si sono prodotti in un sistema semplice, ma quanto mai efficace, in grado di variare la configurazione dell’abitacolo con poche e veloci mosse. Al di là dei due strapuntini annegati nel piano di carico, infatti, il cuore del sistema Karakuri (di serie) è nella seconda fila: la seduta del posto centrale si estrae dal sedile sinistro e, all’occorrenza, può essere sostituita da una pratica vasca portaoggetti (nascosta nel sedile di destra). C’è di più: tutta la seconda fila scorre longi-tudinalmente, permettendo di privilegiare lo spazio per i bagagli o per le gambe dei passeggeri. Che possono accedere con estrema facilità all’abitacolo - grazie alle porte posteriori scorrevoli e apribili elettricamente - disponendo di tanti cm in ogni direzione: solo i due occupanti della terza fila stanno un po’ stretti. Il vano, chiaramente, vive in simbiosi con i sedili: in configurazione 7 posti, lo spazio riservato alle valigie è poco più che da citycar. Migliora, e di molto, se si viaggia in cinque. Peccato, infine, per le (poche) plastiche rigide sparse sulla plancia.

Prezzo e costi

Per raggiungere l’optimum, nella dotazione, manca giusto il navigatore satellitare. Per il resto è tutto di serie, dal clima automatico alle porte posteriori apribili elettricamente, dai 7 posti al cruise control, dai sensori di parcheggio al vivavoce Bluetooth... Ecco, se un difetto c’è, è la scarsa possibilità di personalizzazione, “malattia” comune a molte jap: a pagamento si può avere solo la vernice metallizzata (che costa cara, fra l’altro) e l’estensione della garanzia a 5 anni. Se i consumi ci hanno favorevolmente colpito, con una media rilevata di 14,7 km con un litro di gasolio, il prezzo va interpretato: 27.351 euro non sono pochi, soprattutto se si considera che alcune rivali riescono a far meglio. Stiamo parlando, per esempio, della Renault Scenic 1.6 dCi 130 CV Dynamique (26.651 euro) o della Ford Focus C-Max7 1.6 TDCi 115 CV (24.651). Le quali, tuttavia, necessitano di qualche integrazione in più a pagamento per raggiungere la stessa dotazione della Mazda.

Sicurezza

Bada al sodo, la Mazda 5. Anche nel reparto sicurezza: non c’è traccia di angeli custodi elettronici come l’assistenza al sorpasso o il cruise control attivo, ciononostante la dotazione comprende tutto quello che serve per viaggiare tranquilli. Oltre ai classici ABS ed ESP ci sono 6 airbag, fendinebbia e fari allo xeno, oltre al sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici. L’Euro NCAP non ha ancora testato la nuova Mazda contro le temute barriere: al momento, ci si può consolare con il fatto che la vecchia versione conquistò, nel 2005, ben 5 stelle. Il comportamento stradale? La coda è vivace, va detto, ma nulla che il controllo di stabilità non possa tenere sotto controllo, con interventi un po’ invasivi in alcune situazioni. Ottime le performance dei freni, se si esclude una certa cedevolezza del pedale nei “pestoni” d’emergenza: da 130 km/h, questa Mazda si è fermata in soli 62,5 metri, comportandosi meglio di una compatta sportiva come l’Audi S3 (62,95). Infine, la visibilità: nessun problema davanti e di lato, ma dietro, se i posti sono tutti occupati, può sorgere qualche difficoltà.

Verdetto

Una monovolume un po’ atipica, questa Mazda. Perché a caratteristiche proprie della MPV, come la spiccata praticità e i sette posti, accompagna plus degni di un’automobile “classica”. Stiamo parlando della guida piacevole e non solo. Ci sono anche consumi piuttosto contenuti e una dotazione da categoria superiore. Il tutto a un prezzo commisurato. Difetti? Manca il cambio automatico e c’è qualche risparmio nelle finiture.

Mazda 5: tanto spazio, sette posti e un po’ di verve tra le curve

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