Mazda 6 2012 - Frontale in motion
  • pubblicato il 19-07-2013

Mazda 6: stile orientale tecnica europea

di Renato Dainotto

Stile orientale tecnica europea

IN BREVE
I giapponesi lo sanno: farsi spazio tra le case tedesche con una berlina non è facile.Mazda però non molla e punta molto sul design e sulla qualità degli interni.Il risultato è un’auto comoda, sportiva e originale
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Ci sono due strade per progettare auto nuove.

La più semplice è, scelta la meccanica e fissati gli standard di sicurezza, adattare la linea al pianale che si sta usando.

Oppure si può procedere in direzione contraria: si modella una forma, si affinano la linea e lo stile e poi si completa la vettura.

Alla Mazda, da anni, lavorano così, dando al design un ruolo centrale.

Ed è per questo che, nel bene e nel male, i modelli della Casa di Hiroshima (dove ha sede il costruttore giapponese) non sono piatti, anonimi e omologati.

Non è un caso se il team che ha progettato la nuova Mazda6, protagonista del nostro test, è stato al centro dell’attenzione durante il Salone del mobile (e il Fuorisalone) di Milano.

Davanti a un pubblico di giornalisti specializzati in arredamento e a un manipolo di infiltrati (designer pronti a rubare le idee, sorry, in cerca d’ispirazione), gli uomini dello stile Mazda hanno svelato una poltrona, disegnata con la stessa fluidità delle forme espresse dalKodo Design.

Questa filosofia della forma e dei volumi è alla base della nuova berlina. La sedia è davvero affascinante: la seduta sembra sospesa nel vento con le gambe lunghe e sinuose.

È bella e originale, ma a vederla così da vicino (non ci hanno permesso di provarla) dà l’idea di essere “roba” da giovani.

Perché, con la postura così infossata, un over 60 potrebbe restare bloccato. Speriamo che Ikuo Maeda (il capo del design della Mazda) non legga mai queste pagine.

Comunque, per diplomazia, ribadiamo subito che la posizione di guida della Mazda6 è molto più comoda, praticamente perfetta.

Città: l’ambiente abbassa il livello dello stress

L’auto non nasce per il solo tragitto casaufficio, ma ha ben altre ambizioni.

Eppure, tra le vie trafficate delle grandi città, sfodera tre armi interessanti.

Il cambio automatico rende la guida fluida e pronta.

Il sistema stop&start affina l’abbattimento dei consumi e rende più gradevole la sosta con un apprezzabile silenzio, ma è anche lesto a riavviare il motore appena si allenta la pressione sul freno.

E, per finire, l’ambiente è ospitale: i sedili sono comodi, il clima è perfetto nel tenere temperatura e umidità e l’isolamento acustico è elevato.

Dicevamo del motore e del cambio: al semaforo lo scatto c’è e il 2.2 turbodiesel invoglia a guidare, restando nella fascia bassa del contagiri.

In marcia, usando con delicatezza l’acceleratore, il cambio passa subito ai rapporti superiori e spesso si circola a 50 km/h già con la quarta inserita.

Quando arriva il momento di parcheggiare, il taglio della coda e le dimensioni del lunotto non concedono alternative: bisogna manovrare affidandosi ai sensori elettronici e alla telecamera.

I consumi? In città si percorrono circa 12 km/l.

Fuori città: l’assetto è affilato ma in sicurezza

Quando una Casa come la Mazda ha sul libro paga ingegneri che hanno realizzato le sospensioni della MX-5 e della RX-8, non c’è da stupirsi se anche con questa berlina hanno fatto centro.

L’ultima arrivata, infatti, è molto agile e pronta tra le curve.

Il volante è preciso e diretto quanto basta per far sentire il guidatore un pilota che ha tutto sotto controllo.

Arrivando in curva, il muso va nella direzione giusta con un modesto sottosterzo e poi l’auto scorre pulita verso l’uscita. Forzando il ritmo, con l’ESP attivo, il sottosterzo aumenta un po’.

Se, invece, si esclude il controllo di stabilità, aumenta la precisione dell’avantreno, senza per questo ritrovarsi con una coda che fa quello che vuole.

Come direbbe Crozza nelle sue “Lega-imitazioni”, divertente sì, impegnativo no! Il cambio automatico (di serie), invece, non diverte: in salita è lento, pigro. In scalata va meglio.

Usandolo in manuale con le palette al volante e raggiunto il limite massimo dei giri del motore, tiene la marcia come fosse una vera trasmissione meccanica.

Se, però, ai regimi intermedi si affonda sul gas, scala subito. Stranezza.

I consumi, penalizzati dal cambio automatico, si assestano su 14,5 km/l.

Autostrada: il cruise control attivo aiuta

Nel suo terreno d’elezione, la Mazda6 va oltre le attese.

Le sospensioni filtrano le asperità senza insaccare i passeggeri negli avvallamenti o dare scossoni sulle scossaline dei viadotti.

E la musica, diffusa dall’impianto hi-fi, non viene coperta dai rumori: il motore, infatti, resta ben confinato sotto il cofano e i fruscii aerodinamici si fanno sentire solo alle velocità più elevate.

L’impianto frenante è potente e ben gestibile.

Nelle rapide decelerazioni il muso si abbassa, ma la coda resta composta e non trasmette sensazioni sgradevoli al guidatore.

Infine, il cruise control attivo (di serie) si occupa di mantenere la distanza di sicurezza dalla vettura che precede: si impara facilmente a usarne i comandi, raggruppati sul volante.

Vita a bordo: eleganza, classe e praticità

La stessa ricerca stilistica applicata alla pelle della vettura si ritrova nell’abitacolo.

La Mazda6 è arredata con cura e fonde funzionalità e stile.

La plancia è davvero scolpita, ma alcuni display, come quello del clima automatico (di serie), sono fonte di riflessi, tanto da non poter più leggere le informazioni.

La finitura è da vettura tedesca con montaggi ben fatti e materiali che, al tatto, trasmettono solidità.

Le poltrone in pelle regalano all’ambiente un tocco chic, ma sono optional: costano 1.250 euro con il leather pack (per la pelle bianca ne occorrono 1.400).

I sedili anteriori sono a regolazione elettrica e quello del guidatore ha le memorie.

Il sistema di navigazione viene offerto di serie e lo schermo a colori permette di visionare la zona posteriore della vettura nelle manovre, grazie a una telecamera.

Nella migliore tradizione giapponese, l’auto ha parecchi vani portaoggetti e quello di carico si può ampliare con il divano abbattibile asimmetricamente.

Quanto all’intrattenimento, la radio con lettore di musica mp3 è di serie e ci sono pure le prese multimediali per connettere le chiavette di memoria via usb oppure l’iPod con la presa aux.

Prezzo e costi: ha una dotazione completa

Dovendo sfidare le rivali tedesche, la Mazda6 ha un compito difficile.

Ma il prezzo è un’arma che i giapponesi sanno usare: se 35.350 euro non sono pochi in assoluto, bisogna considerare che la dotazione è molto ricca e che le integrazioni sono davvero poche.

In pratica, si deve mettere mano al portafogli solo per gli interni in pelle e per la vernice metallizzata.

Il resto è tutto di serie, compreso l’importante pacchetto i-Activesense che include accessori molto utili per la sicurezza (vedi riquadro in basso).

Infine, la garanzia è di tre anni, estensibile a cinque spendendo 615 euro.

Sicurezza: tutto viene offerto di serie

Sotto la voce “i-Activesense” Mazda racchiude tutti i dispositivi di ausilio alla guida montati (di serie) su questa berlina.

I fari hanno gli abbaglianti automatici, così da garantire sempre la massima illuminazione possibile.

In caso di cambio involontario di carreggiata, il guidatore viene allertato con allarmi luminosi e sonori.

Inoltre, vengono segnalati i veicoli nelle zone buie degli specchi.

Un altro utile dispositivo di sicurezza è la frenata automatica, che utilizza il radar del cruise control attivo: tra i 15 e i 145 km/h il sistema avvisa il conducente del rischio di un impatto e, se necessario, procede con una frenata automatica per evitare il sinistro o ridurne gli effetti.

Ma c’è anche un altro dispositivo che opera tra i 4 e i 30 km/h, per cercare di evitare l’investimento dei pedoni.

Con tutte queste innovazioni, l’ESP con l’assistenza alla partenza in salita e il sistema che controlla la pressione delle gomme sembrano già tecnologie... da museo.

Ma, oltre all’elettronica, la Mazda6 ha dalla sua un comportamento stradale sicuro e una dotazione completa degli airbag.

Infine, i tecnicijapnon si sono dimenticati dei passeggeri più piccoli: gli attacchi Isofix sono montati di serie.

Un equipaggiamento, quindi, da vera prima della classe.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore trasversale/turbodiesel
  • Cilindrata/disposizione
    2.191 cc/4 cilindri in linea
  • Distribuzione
    2 alberi, 4 valvole per cilindro
  • Potenza max/giri
    129 kW (175 CV) a 4.500 giri
  • Coppia max/giri
    420 Nm a 2.000 giri
  • Alimentazione
    iniezione diretta common rail, turbo
  • Omologazione
    Euro 6
  • Trasmissione/Trazione
    automatica a 6 marce/anteriore
  • Sospensioni anteriori
    McPherson
  • Sospensioni posteriori
    a bracci multipli
  • Freni
    A disco, anteriori ventilati
  • Sterzo
    assistenza elettrica
  • Pneumatici
    225/45-19
  • Peso a vuoto
    1.430 kg
  • Capacità bagagliaio m/M
    489/n.d. litri
  • Capacità
    serbatoio 62 l
  • Velocità max
    215 km/h
  • Acc 0-100 km/h
    8,6 sec
  • Cons urb/extra/mix
    16,4/23,8/20,4 km/l
  • Autonomia
    1.265 km
  • Emissione CO2
    129 g/km
  • Bollo
    370,23 euro
  • Costi chilometrici ACI
    n.d.
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