Mazda Mazda6 Wagon vista frontale
  • pubblicato il 09-07-2011

Mazda6 Wagon: elogio della razionalità

di Adriano Tosi

Elogio della razionalità

PAGELLA
Città
21/30
Fuori città
25/30
Autostrada
24/30
Vita a bordo
23/30
Tempo libero
22/30
Sicurezza
25/30
Prezzo e costi
24/30
VERDETTO
164/210
Intro

Auto che si comprano con la testa: la Mazda 6 è una delle più illustri portabandiera di questa categoria, che ufficialmente non esiste ma che gli automobilisti più attenti al portafoglio conoscono eccome. Prezzo fra i più bassi del segmento (ma non per forza il più contenuto), dotazione completa già dalle versioni “base”, tanta solidità e, generalmente, poco spazio per la fantasia: sono queste le caratteristiche salienti di queste automobili. Un rapporto favorevole fra prezzi e contenuti, in sostanza, su cui punta anche la giapponese di Hiroshima, pur senza scadere nella banalità delle forme, anzi. Perché se il design è innegabilmente materia che attiene al gusto personale, da parte della Mazda 6 è molto evidente una certa attenzione per il look, come testimoniano esternamente i passaruota scolpiti e, all’interno, la plancia molto elaborata.

GLOBALIZZAZIONE MODERATA

Piattaforme, motori, sospensioni, sistemi di infotainment: dietro marchi apparentemente agli antipodi, spesso si nascondono strettissime “parentele” (Audi e Skoda, per dirne due, ma anche Maserati e Peugeot, che condividono il sistema di navigazione). Da questa omologazione, la Mazda ha cercato di smarcarsi fin dai tempi in cui il legame con Ford era molto stretto. Una filosofia che si manifesta in modo chiaro al capitolo motore, per quanto riguarda la media di Casa. Il 2.2 turbodiesel common rail che spinge la 6 è completamente “made in Mazda” e, va detto, non ha nulla da invidiare ai migliori diesel europei. A 1.000 giri non vibra, a 1.200 inizia a spingere e fino a 3.500 allunga senza soluzione di continuità. Nella versione da noi provata, quella da 163 cavalli, difetta solo un po’ di brio agli alti regimi, intorno cioè ai 4.000 giri. Un temperamento comunque coerente con la missione della vettura, se si considera che la fluidità di marcia è l’obiettivo principale di chi opta per una wagon di tali dimensioni. A proposito di questo, però, lascia perplessi la mancanza di un cambio automatico per le motorizzazioni diesel (è disponibile solo per la 2.0 a benzina). Ok, il manuale a 6 marce è esemplare, come tutti i cambi prodotti in Giappone, sia per precisione sia per puntualità degli innesti, e l’elasticità del motore non costringe a un uso frequente della leva. Tuttavia, la mancanza di un automatico limita non poco il relax di guida (oltre che il numero di potenzali clienti...).

UN TELAIO, UNA GARANZIA

Retaggio dell’alleanza con Ford è il telaio, in condivisione con la Mondeo. Ovvero, uno degli aspetti più riusciti della Ford. Infatti, come la rivale dell’Ovale Blu, anche la nipponica riesce a coniugare al meglio l’assorbimento delle asperità e la precisione di guida. Pur non disponendo delle sospensioni regolabili, la giapponese passa dal selciato dei centri storici alle curve di un misto stretto di montagna senza prestare il fianco a critiche. Nel primo caso emerge uno smorzamento ottimale: le risposte non sono propriamente morbide, ma non si innescano mai fastidiosi scossoni né vibrazioni dalle plastiche degli interni. Nel secondo, anche forzando il ritmo, il rollio rimane entro limiti più che accettabili, garantendo elevati limiti di tenuta, oltre a un elevata compostezza anche nei bruschi cambi di direzione.

PRAGMATISMO E STILE

Basata (come detto) sulla piattaforma della Mondeo, anche la Mazda ha nell’abitabilità e nella capacità di carico due dei propri punti di forza. Viaggiare in cinque non si trasforma in un gioco a incastri, mentre sono poche le valigie che devono essere lasciate a casa. Tipicamente Mazda, poi, i comandi: plancia, console e volante sono un trionfo di tasti di non immediata comprensione. Colpa, o merito, della forte caratterizzazione della Marca. Lo schema differisce sensibilmente da quello utilizzato sulla maggior parte delle concorrenti e richiede un periodo di “apprendistato”. I materiali e le finiture? Non siamo al top della categoria per la scelta delle plastiche (Ford Mondeo e Renault Laguna si collocano un gradino più su), ma l’accuratezza dell'assemblaggio è innegabile. Le tolleranze fra le superfici sono minime e, anche nel passaggio sui fondi sconnessi, non si generano scricchiolii.

PREZZO TUTTO COMPRESO

Quello che si definisce un prezzo trasparente: tolti i 550 euro della vernice metallizzata, optional, la cifra dell’assegno difficilmente si discosterà da quella del listino. Anche perché le alternative sono poche: Mazda propone il navigatore (2.000 euro) e, per chi percorre tanta strada, l’estensione di garanzia fino a 5 anni o 200.000 km (610 euro). Infine, consumi e tenuta del valore. Quanto ai primi, il 2.2 ha limitato la richiesta di gasolio, nelle nostre prove, a un litro ogni 15,8 km: uno dei dati migliori del segmento. Sulla seconda, la “proiezione” sui 3 anni vede una svalutazione di oltre il 60%: sensibile.

Città

Dimenticarsi del cambio

360 Nm di coppia a 1.800 giri: il dato non fa gridare al miracolo, eppure il 4 cilindri del Sol Levante è uno dei diesel di media cilindrata più elastici. Misure impegnative, in manovra, ma i sensori di parcheggio anteriori e posteriori (di serie) traggono d’impaccio.

Fuori città

Sa come divertire

Datele un mix di curve lente e veloci e la Mazda 6 vi stupirà: per la rapidità dello sterzo, per il controllo del rollio e per la precisione del cambio anche nell’uso più impegnato. E se il motore non ha un allungo irresistibile, di certo non gli manca brio in uscita di curva.

Autostrada

Scarsa assistenza

Cruise control attivo e sistema di avviso scavalcamento corsia non fanno ancora parte del “corredo” della 6. Peccato, perché insieme al cambio automatico (altra lacuna, questa volta imperdonabile), avrebbero innalzato non poco relax e percezione di sicurezza a bordo.

Vita a bordo

Ospitale e ben costruita

Non mira a stupire, ma è capace di non deludere: se è vero che le plastiche non sono al top, è anche vero che l’assemblaggio è accurato e offre una rassicurante sensazione di solidità. Ampio lo spazio a bordo, anche se dietro c’è qualche cm in meno rispetto alla Mondeo.

Tempo libero

Caricare in libertà

Da 519 a 1.751 litri: è questo il range della capacità di carico, in configurazione due o cinque posti. Uno spazio che si sfrutta bene grazie alla regolarità del vano. E poi, i 59 cm fra soglia e asfalto non impongono grossi sforzi e la bocca di accesso è davvero ampia.

Sicurezza

Frenata da sportiva

Se i fondamentali non si discutono (poco più di di 60 metri per arrestarsi da 130 km/h e retrotreno affidabile nei cambi di direzione più severi), la 6 paga la mancanza del cruise control attivo, del sistema anti tamponamento e di quello per il mantenimento della corsia.

Prezzo e costi

È tutto di serie

Sedili in pelle riscaldabili e regolabili elettricamente, impianto Bose, Bluetooth, fari bixeno attivi, clima bi-zona... La lista della dotazione di serie è davvero nutrita, mentre la garanzia di 3 anni e i 15,8 km/l rilevati rassicurano. Occhio alla svalutazione precoce, però.

Verdetto

Tradotto in decimi, il 164/210 ottenuto dalla Mazda si tradurrebbe in un 7,8: una “pagella” che rispecchia una vettura che è riuscita da tutti i punti di vista, benché non svetti per qualche aspetto in particolare. Appagante alla guida ma confortevole, brillante ed elastica senza essere la più rapida del segmento, la Mazda 6 ha nella mancanza del cambio automatico il suo più grosso limite. Il prezzo non è il più basso in assoluto, ma uno dei più competitivi in rapporto ai contenuti offerti.

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