Che grinta in curva

Fuori città

Quell’assetto basso e irrigidito, che dava filo da torcere alle vertebre in città, fra le curve dimostra tutta la sua efficacia: i movimenti del corpo vettura sono contenuti, il rollio ridotto non dà l’idea di guidare una piccola MPV e i quattro Yokohama da 17” si aggrappano con tenacia all’asfalto. Che, preferibilmente, deve essere liscio: la durezza di molle e ammortizzatori, infatti, fa saltellare un filo la classe B in presenza di sconnessioni, facendole perdere un po’ del suo ferreo aplomb. Lo sterzo diretto, con rapporto variabile in funzione dell’angolo di sterzata, ci mette del suo per rallegravi la giornata. Inizialmente va preso con le pinze, perché dopo un certo angolo il rapporto si fa molto più diretto e si desidererebbe, quasi, maggior progressività. Ma è sufficiente far passare qualche km per apprezzarlo anche nel feeling di risposta, non male per un servocomando elettromeccanico. Al milleotto - pur brillante per la categoria - non si possono chiedere grinta e carattere nei pressi della zona rossa. La spinta dei 136 CV cala già dopo i 3.000 giri e appare subito evidente che insistere fino ai 4.000 è inutile e deleterio. Conviene gustarsi il brio disponibile intorno a quota 2.000 e passare al rapporto superiore ben prima del regime massimo, certi che di coppia non ne sentirete mai la mancanza. A proposito: il cambio è un vero burro e ha innesti tutto sommato precisi per il tipo di auto. Da qui a definirlo sportivo, però, ce ne passa, soprattutto a causa di una certa lunghezza nella corsa della leva.

10/02/2012 14:10
10/02/2012 14:10
mercedes, classe b, monovolume
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