Mercedes Classe C SW  Vista dall'alto
  • pubblicato il 04-08-2011

Mercedes Classe C SW: sotto il restyling ci sono duemila cambiamenti

di Stefano Cossetti

Sotto il restyling ci sono duemila cambiamenti

PAGELLA
Città
20/25
Fuori città
21/25
Autostrada
21/25
Vita a bordo
21/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
122/150
Intro

In epoche dell’automobile neanche troppo lontane, il lancio di un restyling era molto diverso rispetto a quanto accade oggi.

Prendete la nuova classe C Mercedes, sulla quale le novità, più che di contenuti prettamente estetici, sono di sostanza.

Se un tempo si esaltava il facelift, ora si preferisce mettere l’accento su dispositivi e preziosità da segmenti superiori, “ottimizzando” così i grandi investimenti in ricerca e sviluppo richiesti dalle novità tecniche.

In pratica, per quanto riguarda la classe C, se i responsabili del progetto indicano in oltre 2.000 le variazioni rispetto al modello precedente, la lista frutto del nostro test si concentra su alcuni aspetti: ecco dunque (in un pacchetto che costa 900 euro) il Blind Spot Assist (per le manovre di sorpasso) ed il Lane Keep Assist (vi avverte se invadete l’altra carreggiata). Ma non solo.

Questa volta, di serie, sulla classe C è presente l’avvisatore di stanchezza, che abbiamo sperimentato inducendo il sistema a cogliere i segnali di (presunta) spossatezza del conducente.

Durante il test abbiamo saggiato il cruise control attivo ed il Comand Online: diciamo che con questi due dispositivi, l’unica attenzione richiesta al guidatore (fondamentale) è tenere gli occhi bene aperti sulla strada.

Città

Per arrivare a cinque metri mancano solo 40 centimetri e il dato si fa sentire in termini di ingombri, anche se l’elettronica arriva puntuale in aiuto non solo nelle fasi di parcheggio, ma anche nella servoassistenza quando le manovre si fanno complesse, alla ricerca di un “varco” in cui entrare. Merito del servosterzo parametrico previsto dal pacchetto AMG. Lo star&stop non si fa desiderare neanche in condizioni di caldo notevole, per merito di una buona riserva d’energia nel pacchetto batterie. Per nulla brusco il riavvio del motore, ed è una nota di merito in un panorama dove qualcuno si deve ancora perfezionare. Inoltre, garantisce un utilizzo decisamente corretto, con 159 grammi di CO2 emessi al chilometro. Il filtraggio delle asperità non sempre è ottimale, a causa del profilo ribassato dei pneumatici e delle sospensioni che hanno un precarico degli ammortizzatori dalla risposta secca, soprattutto sulle sconnessioni sporgenti, come i rallentatori urbani. Il motore ha un tiro fluido, non manca a basso regime e il cambio automatico innesta sempre la marcia giusta per avere la spinta ottimale secondo le necessità imposte dal traffico.

Fuori città

Abbandonata la città con tutti i suoi “tranelli” più o meno prevedibili, e non ancora in autostrada, abbiamo cercato di comprendere a fondo il comportamento su strada extraurbana di questa wagon, consapevoli che la sua missione a pieno carico impone delle attenzioni particolari verso la massa sospesa che può diventare un peso importante. Quel che la classe C dimostra, anche in condizioni abbastanza estreme, è il bilanciamento tra anteriore e posteriore. Per cui, nonostante il sofisticato pacchetto di assistenza elettronica alla guida, in caso di “maltrattamento” si avverte una lieve tendenza al sovrasterzo, che però viene ridotta dall’elettronica a doti di handling che rendono l’auto più pronta a entrare in curva. Anche il comfort risulta aumentato, grazie a un doppio braccio inferiore nello schema Mc Pherson. Si tratta di un accorgimento che, di fatto, quando la ruota entra in una buca o incorre in un fondo stradale “problematico”, mantiene la vita a bordo gradevole come se si stesse viaggiando in autostrada. Fondamentale, qui, si rivela lo smorzamento variabile dell’ammortizzatore, che diventa rigido nella parte finale della compressione. Il tutto, nonostante una mole “importante” alla quale, in effetti, ci si abitua ben presto, non perché “ingannati”, ma perché assistiti da condizioni di guida in cui uno sterzo sorprendentemente sportivo permette di “puntare” la corda della curva e di percorrere le traiettorie di uscita con sicurezza e precisione. Quanto al cambio, vi rimandiamo al box “non ci è piaciuto”.

Autostrada

Una formidabile stradista che non vi stanca mai e che anzi, vi assiste con una quantità esorbitante d’elettronica dall’inizio alla fine del vostro viaggio. Ecco cos’è la classe C nelle lunghe tratte autostradali italiane, dove il rispetto del codice diventa un’occasione doppia: si evitano, infatti, le “antipatiche” sottrazioni di punti dalla patente e si diminuisce la frequenza delle soste alla stazione di rifornimento. A 130 all’ora si viaggia in “drive” a 2.100 giri con una percorrenza di 20 chilometri con un litro di gasolio, vale a dire 5 litri ogni cento chilometri. Ovviamente, la cifra si inverte curiosamente non appena si affonda il piede sul pedale dell’acceleratore: a quel punto scoprirete che state consumando (questione di pochi istanti, per fortuna) 20 litri ogni 100 chilometri. Stiamo parlando del kick-down, quando serve l’indispensabile dose di potenza per trarsi d’impaccio da situazioni scomode. In questo, davvero, il 220 CDI è ciò che ci vuole. La risposta e pronta e progressiva, grazie al cambio automatico 7G Tronic, capace di migliorare i tempi di cambiata contribuendo alla riduzione dei consumi.

Vita a bordo

Contrariamente a quello che si può pensare, metro alla mano, lo spazio interno della versione wagon della classe C non è poi di molto superiore alla berlina. Al di là pertanto del fattore estetico, le misure si equivalgono e, comunque, i progettisti hanno fatto ancora una volta un lavoro degno delle aspettative di chi sceglie la classe C per i suoi spostamenti. I rivestimenti degli interni del modello in prova erano un misto pelle/stoffa, una combinazione sobria ed elegante. Quel che si coglie, una volta seduti al posto guida, è la meticolosa ricerca con la quale sono state studiate le distanze tra il guidatore e l’enorme massa di funzioni alle quali si accede. A prescindere dal fatto che molte cose si possono fare tenendo le mani sul volante, anche le regolazioni in plancia sono agevolate dal giusto posizionamento, persino se si è tra coloro i quali preferiscono guidare con il sedile “sul pavimento” (solo il bracciolo è troppo alto). Sul volante ci sono, a sinistra le regolazioni del computer e della radio, mentre sulla destra si regola volume e telefono bluetooth. Le rilevazioni dei limiti di velocità, colti dalla segnaletica stradale, vengono riportate al centro del display, nella stessa zona del trip computer: interfaccia universale per comandare, dal volante multifunzione, l’elettronica di bordo.

Prezzo e costi

Nonostante si parta da un prezzo di listino relativamente basso, alla fine, chiavi in mano, la classe C Station Wagon da noi provata supera i 47 mila euro. Ai 43.271 euro di partenza vanno aggiunti i 1.566 del pacchetto AMG. Non è tutto: il cambio automatico a 7 marce 7G Tronic Plus con Tempomat costa 2.163 euro, mentre per il Media Interface ce ne vogliono 264: è un’ interfaccia universale per comandare, dal volante multifunzione, unità audio esterne come lettori mp3, chiavette usb o l’I-pod. Infine, è un dettaglio ma costa anche quello, il pacchetto fumatori fa altri 54 euro. La classe C richiede una cifra ovviamente impegnativa che però non si discosta dalle rivali (Audi, BMW e Volvo). Il pacchetto sportivo AMG si fa apprezzare per contenuti estetici, ma non solo. I primi sono importanti e a volte anche funzionali come nel caso dei cerchi in lega a doppie razze, dei dischi freno forati e del servosterzo parametrico; poi ci sono paraurti anteriori e posteriori e sottoporta AMG, volante sportivo a tre razze con parte inferiore piatta, pedaliera sportiva con gommini antiscivolo, leva del cambio sportiva, sedili in pelle sintetica Artico e tessuto e comandi del cambio al volante quando si acquista la versione con il 7G Tronic. I consumi si sono rivelati assolutamente interessanti, ma suscettibili dello stile di guida. La tenuta sul mercato dell’usato di questo modello è buona.

Sicurezza

Il pacchetto dell’Avantgarde comprende l’assistenza nell’indicare l’eventuale salto di corsia involontario e lo speed limit, vale a dire il dispositivo che “legge” i limiti di velocità e li riproduce sul display. Ma prima ancora, sulla nuova classe C, ci sono altre dotazioni elettroniche di cui abbiamo già parlato, come l’avvisatore se state per addormentarvi. Poi, sul fronte della sicurezza, ecco ABS con brake assist, adptive brake con assistenza alla partenza in salita, airbag fullsize lato guida e passeggero a doppio stadio d’attivazione e airbag per le ginocchia del guidatore. Assolutamente in linea con quel che si attende il cliente Mercedes, dunque, le dotazioni previste. Frenata e stabilità, nel caso del nostro test, sono state “nobilitate” da alcuni accorgimenti (dischi forati) ma siamo certi che lo standard sia altrettanto elevato anche in assenza di questi. La visibilità risulta ovviamente ottima, trattandosi di una wagon. In materia di tenuta di strada, da ricordare che l’ESP ha tre soglie di intervento selezionabili, pertanto si tratta di soluzioni che si adattano alle capacità di guida: Normale, Sport e Off. La selezione va fatta con criterio. Infine, per quanto concerne la sicurezza passiva, gli airbag laterali posteriori costano 345 euro (consigliabili).

Verdetto

Viaggiare consumando meno e con un miglioramento delle prestazioni fa parte dei risultati che ogni Casa oggi cerca di ottenere. In Mercedes hanno scelto di migliorare la sicurezza della classe C, trasferendo dotazioni tecnologiche da segmenti superiori. Inoltre, la station wagon della stella a tre punte si fa apprezzare anche per le sue qualità dinamiche e per la maneggevolezza. Non è cosa da poco per un’auto di quasi cinque metri.

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