Mini Clubman Cooper SD tre quarti posteriore
  • pubblicato il 27-10-2011

Mini Clubman Cooper SD: un motore frizzante per dimenticarsi che è una station

di Andrea Rapelli

Un motore frizzante per dimenticarsi che è una station

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
23/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
17/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
113/150
Intro

Stretta, quasi stritolata tra l’incombente presenza della Countryman e l’inossidabile versione a tre porte, la Clubman pareva quasi spacciata. Un po’ più pratica - ma senza esagerare - rispetto alla più piccola della famiglia Mini, perde ogni confronto, in fatto di spazio e abitabilità, con la più giovane Countryman. La quale, per giunta, può anche offrire la trazione integrale. Insomma, questa lillipuziana station aveva proprio bisogno di una bella rinvigorita. Che è arrivata, puntualmente, sotto forma di un nuovo (non per il gruppo BMW) motore a gasolio: quattro cilindri, due litri, 143 CV. Così, al nomignolo Cooper S si è aggiunta una D. A significare che, prima di ogni altra cosa, la Clubman punta sulle prestazioni, senza tuttavia porre in secondo piano i consumi. E l’ambiente, ovvio: filtro antiparticolato, sistema Start&Stop e recupero dell’energia in frenata sono di serie. Ecco la cronaca di qualche giorno da “Mini-addicted”.

Città

Se c’è una cosa che viene bene a questa Mini è proprio lo struscio in centro, meglio se fra le pettinate vie dello shopping. Perché l’immagine, glamour e chic come sempre, piacerà al pubblico femminile, soprattutto. Poi, certo, c’è la maneggevolezza, favorita dalle dimensioni ridotte (anche se la Clubman è più lunga di 24 centimetri rispetto alla 3 porte): se si volta sempre con poco angolo di volante, bisogna tuttavia imparare a convivere con una certa durezza del reparto sospensioni e una frizione consistente. Lo Start&Stop non è mai brusco nel riavvio del 2 litri, che si apprezza per fluidità e dolcezza di funzionamento ai bassi regimi. Parcheggiarla risulta semplice, ma vi consigliamo d’investire i 360 euro necessari per i sensori posteriori: il lunotto sdoppiato può disturbare in manovra. E, negli spazi angusti, accedere al bagagliaio non è sempre facile...

Fuori città

Non serve cercare passi alpini o strade tortuose. Basta qualche rotonda presa in successione per accorgersi che la Clubman, in particolar modo la SD, non ha perso un briciolo dello smalto che da sempre contraddistingue la sorellina a tre porte. D’accordo, gli 85 kg in più si sentono tutti nello stretto, così come un sottosterzo più corposo se si esagera con il gas nell’uscita di curva. Quisquilie, diciamolo, che disturberanno solo i palati più fini. Per tutti gli altri, le impressioni saranno più che positive. Perché lo sterzo è quasi chirurgico (anche se trasmette qualche reazione di troppo sullo sconnesso), il cambio mai recalcitrante e il retrotreno piuttosto svelto a seguire gli input impartiti dal pilota. Premendo il tasto Sport (optional a 170 euro) che modifica assistenza dello sterzo e taratura dell’acceleratore, il 2 litri a gasolio si fa più frizzante e - le prestazioni rilevate sono lì a dimostrarlo - regala un brio notevole a questa Clubman, “calmandosi” solo dopo i 4.000 giri. Così, i sorpassi non sono mai un problema...

Autostrada

Se nel misto c’è da godere, qui si soffre un po’. Perché il motore sarà pur brillantissimo e i freni non prestano il fianco a critiche, ma l’assetto rigido tende a insaccare il corpo vettura sugli avvallamenti. Note non proprio positive anche nel capitolo insonorizzazione: il propulsore difficilmente urla (a meno che non lo stuzzichiate), ciononostante il rumore di rotolamento dei grossi Continental da 17 pollici è piuttosto presente, così come qualche piccolo fruscio aerodinamico. Risultato: 71 dB a velocità codice, valore comunque nella media del segmento piccole.

Vita a bordo

«Quanto pesi?». La domanda, piuttosto imbarazzante - soprattutto se posta a rappresentanti del gentil sesso - è obbligatoriamente da destinare al quinto trasportato, quello che dovrà occupare il posto centrale sul divano (di serie). Perché il limite, fissato dagli ingegneri Mini in 49 kg, costringe a non poche rinunce. Detto questo, le auto abitabili sono altre, ma la Clubman si difende con onore, pur con un accesso ai sedili posteriori sempre difficoltoso, anche aprendo la porticina sul lato destro. Il vano bagagli, che conquista 100 litri rispetto alla 3 porte, è scomodo da caricare in spazi ristretti, a causa del portellone a doppio battente. Le finiture? Poco da segnalare nelle zone visibili, qualche risparmio in più dove l’occhio difficilmente arriva. Tuttavia, nel complesso, non ci si può lamentare: design curato, materiali scelti attentamente, assemblaggi piuttosto rigorosi. Qualche ombra nella disposizione dei comandi secondari: belle le classiche levette, peccato sia difficile trovare quella giusta al primo colpo.

Tempo libero

Da sempre uno dei punti dolenti della Mini, anche sulla Clubman, non si può nascondere, il prezzo è impegnativo. Oltretutto, la lista degli optional s’allunga a dismisura: clima automatico (380 euro), comandi al volante (200), computer di bordo (180), navigatore (1.600), sensori parcheggio posteriori (360), vivavoce Bluetooth (500) sono a pagamento, così come i cerchi in lega da 17” (590 euro), il pacchetto portaoggetti (170 euro), i sensori luci e pioggia (140)... Il consiglio è quello di soppesare attentamente la dotazione e scegliere ciò che serve davvero.

Bene la garanzia: per i primi due anni, come da legge europea, avrete una copertura totale sull’automobile. Poi interverrà la Best4Mini, mano invisibile che proteggerà per altri due anni (e 100.000 km) tutte le parti lubrifricate. Assolutamente di rilievo i consumi: guidando “cum grano salis” si riescono a percorrere circa 16 km con un litro di gasolio. Un risultato lontano dal dato dichiarato, d’accordo, ma pur sempre interessante. Tuttavia, c’è da tener presente che, se ci si fa prendere il piede, le medie possono calare molto velocemente, fin troppo per una piccola turbodiesel. La tenuta del valore nel tempo? Buona, ma non sempre al livello delle altre Mini.

Sicurezza

La precisione e il divertimento di guida che da sempre contraddistingue le anglo-tedesche sono ottenuti attraverso sterzo pronto e retrotreno reattivo: di qui, la spiccata tendenza a chiudere la traiettoria quando si rilascia il gas in curva. In ogni caso, il controllo di stabilità (volendo, a 200 euro si può avere la funzione Dynamic Traction Control, che alza la soglia d’intervento dell’elettronica) sorveglia e agisce, con discrezione, quando le cose si mettono male. Nulla da eccepire sulla dotazione: a mancare sono solo i fari allo xeno (750 euro), volendo con funzione adattiva (1.300). Per il resto, c’è praticamente tutto, dai sei airbag fino al sensore per il controllo della pressione pneumatici. Che si comportano molto bene, al pari di dischi e pastiglie, nella prova di frenata: 62,6 metri per fermarsi da 130 km/h sono un ottimo risultato, vicino a quello di alcune sportive ben più cavallate. Una nota di demerito va invece alla visibilità: se davanti non c’è da preoccuparsi, dietro il lunotto piccolo e diviso in due - a causa della apertura a battente - può nascondere le auto che sopraggiungono.

Verdetto

Dici Mini e pensi a un’auto piccola e aspra: con la Clubman potete dire addio a un po’ di scomodità senza perdere per strada il leggendario piacere di guida che da sempre contraddistingue le anglo-tedesche. Con consumi da citycar, per dimenticarsi del benzinaio. Cosa manca? La “vittima” del go-kart feeling è il comfort, tuttavia il più grosso scoglio da superare prima dell’acquisto rimane il listino elevato e bisognoso d’integrazioni.

I NOSTRI RILEVAMENTI
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,11 s
  • 0-100 km/h
    8,56 s
  • 0-130 km/h
    14,22 s
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in 2a
    2,94 s
  • 50-90 km/h in 4a
    5,44 s
  • 80-120 km/h in 5a
    7,87 s
  • 90-130 km/h in 5a
    6,62 s
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,5 m
  • 100-0 km/h
    34,5 m
  • 130-0 km/h
    62,6 m
  • Rumorosità
  • al minimo
    48 dB
  • max clima
    72 dB
  • 50 km/h
    59 dB
  • 90 km/h
    62 dB
  • 130 km/h
    71 dB
  • Carburante
  • consumato
    82,3 l
  • Distanza
  • percorsa
    1.300 km
  • Percorrenza
  • media
    15,8 km/l
  • Scarto tachimetro
  • a 50 km/h
    47 km/h
  • a 90 km/h
    87 km/h
  • a 130 km/h
    126 km/h
  • Diametro
  • di volta
    10,1
  • Giri
  • al volante
    2,1
  • a 130 km/h in 5a
    2.400
Mini Clubman Cooper SD: un motore frizzante per dimenticarsi che è una station

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