Mini Coupè Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 02-12-2011

Mini Coupè: la componente più frizzante della famiglia

di Andrea Rapelli

La componente più frizzante della famiglia

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
23/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
16/25
Prezzo e costi
17/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
109/150
Intro

La Mini dei record, questa coupé. Perché è la prima due posti secchi della famiglia (la GP era a tiratura limitata), nonché quella che inaugura il formato tre volumi (three box design, secondo Mini). Il risultato stilistico lo lasciamo giudicare a voi: in giro abbiamo incontrato gente totalmente rapita dal nuovo look, ma anche chi proprio non l’ha mandata giù. Il riferimento è a quel tetto spalmato, curvo e basso, energico catalizzatore d’attenzione. Considerazioni stilistiche a parte, sottopelle c’è tanto: la base è quella della Mini che tutti conosciamo, ma la scocca è stata irrobustita nella parte posteriore, per offrire un comportamento dinamico ancora più graffiante e preciso. Tutto ciò per quasi 3.400 euro in più, a parità di versione, rispetto alla Mini tradizionale. Vale tanto? Vediamo...

Città

Chi conosce la filosofia Mini sa bene che, per ottenere il celeberrimo “go-kart feeling” bisogna sottostare a qualche rinuncia. Quella di questa coupé è il comfort, praticamente inesistente in città: le sospensioni sono davvero marmoree e dovrete sentirvi un po’ fachiri per passare sereni su lunghi tratti di pavé, tombini e rotaie del tram. Ciò detto, al semaforo avrete davvero pochi rivali: lo scatto è prontissimo, così come il superbo 1.6 da 184 CV, con turbo e iniezione diretta. Lo sguardo si incupisce un po’ quando si tratta di parcheggiare: se le dimensioni, come sulla Mini classica, aiutano, a peggiorare drasticamente è la visibilità posteriore. Fortunatamente, i sensori di parcheggio posteriori - con indicazione sonora e visiva sul display centrale - sono compresi nella dotazione di serie. Così non si rischia di stringere i rapporti con il carrozziere...

Fuori città

Nelle parole dei tecnici, questa Coupé è ancora più precisa, agile e tagliente della Mini che tutti conosciamo. Il segreto? I soli 25 kg in più stanno tutti nei rinforzi telaistici, che hanno contribuito a irrigidire la parte posteriore. Tutto ciò, su strada, si sente: gli inserimenti sono veloci, il retrotreno prende vivamente parte al gioco e la reattività è al top. Lo sterzo - pur con qualche reazione di coppia - si rivela preciso e dotato di un notevole feedback di risposta. Peccato però che, sui fondi dissestati, diventi improvvisamente fin troppo reattivo. Se si esagera, la coda richiede mani veloci ed esperte per le correzioni, soprattutto se disattivate il primo step del controllo di stabilità (ne riparleremo al capitolo sicurezza). Quando arriva il momento di attaccarsi ai freni, poi, sperimenterete un pedale dall’attacco pronto e dalla modulabilità ok. Il cambio è forse la componente meno riuscita: si riesce a passare velocemente da un rapporto all’altro, tuttavia gli innesti sono gommosi. Solo lodi per il motore, che spinge come un ossesso fino alla zona rossa, accompagnato da un sound “godurioso”, caratterizzato da scoppiettii ben udubili in rilascio.

Autostrada

Non sarà certo l’auto preferita dagli agenti di commercio, nè da chi è abituato a percorrere molti km. Perché il flusso d’informazioni che giunge da fondoschiena e timpani la dice lunga sul carattere senza compromessi di questa coupé. Perché il già citato reparto sospensioni - è proprio il caso di dirlo - non ve ne fa passare liscia una, specie sulle traversine. Sugli avvallamenti il comportamento migliora, ma bisogna sempre fare i conti con il forte rumore di rotolamento dei pneumatici, il rombo del motore e pure qualche fruscio aerodinamico all’altezza dei finestrini. In tutto fanno 76 dB, registrati dal nostro fonometro a 130 km/h. Un risultato che colloca questa inedita esponente della famiglia Mini tra le... cabriolet. Già perché, scorrendo il nostro database, si scopre che nessuna tra le auto “chiuse” da noi testate è stata così chiassosa. Solo le spider, infatti, riescono a raggiungere tali livelli di rumore, per di più misurati a capote aperta! Magra consolazione arriva dalla dotazione, con il cruise control offerto senza sovrapprezzo. Bene l’autonomia, pur con un serbatoio non esattamente da grandi percorrenze, e la sicurezza percepita. Da riferimento l’impianto frenante: che siano dolci rallentamenti o inchiodate decise, non avrete di che lamentarvi, con una modulabilità gestibile al millimetro.

Vita a bordo

Una volta a bordo, l’impressione è quella di trovarsi in uno spazio piuttosto intimo. Sarà la finestratura piccola e sottile, o la disponibilità di centimetri piuttosto risicata, fatto sta che, in confronto, la Mini con 3 aperture sembra quasi una MPV. Tanto che lo spazio verticale è stato aumentato dai progettisti con due gobbe sul padiglione. Nessun guizzo - c’era da aspettarselo - nel design, con le solite levette argentee, il tachimetrone centrale, le ampie regolazioni di volante e sedile, le cromie azzeccate (pure nelle ore notturne). Alla disposizione dei comandi principali bisogna fare l’abitudine, soprattutto per gli alzacristalli, posti alla base della console centrale, e il complesso sistema radio-navigatore, con il lillipuziano joystick centrale non sempre semplice da interpretare, specie mentre si sta guidando. Qualche nota stonata arriva a sorpresa dagli assemblaggi, che talvolta producono lievi scricchiolii sugli asfalti più rovinati. Il vano bagagli non è affatto risicato ma, complice l’assenza del divano posteriore, non può essere ampliato: l’unica concessione alla flessibilità è una generosa botola di plastica per far passare gli oggetti più ingombranti. Che comunque non devono essere più lunghi di circa 130/135 cm, altrimenti devono rimanere a casa.

Prezzo e costi

Quasi tremilaquattrocento euro in più rispetto alla Cooper S con carrozzeria convenzionale. Troppi? La partita, qui, si gioca sulle vostre personalissime preferenze estetiche (e dinamiche). Sappiate però che la dotazione di base è un filo più ricca: la Coupé offre cruise control, clima automatico, sensori di parcheggio posteriori... Per un risultato che richiede poche aggiunte: presa usb e vivavoce Bluetooth, keyless system, sensori pioggia e luci, ad esempio. Bene la garanzia, di 2 anni a km illimitati su tutta l’auto più un altro biennio a protezione delle parti lubrificate. I consumi? Dipendono moltissimo dal vostro piede: se accelerate con garbo, i 14,5 km/litro sono alla portata. Altrimenti, si scende parecchio.

Sicurezza

Incattivita dai progettisti attraverso l’irrigidimento della zona posteriore, questa Mini è un autentico rasoio. Complice il passo corto, l’assetto piatto e lo sterzo prontissimo, in condizioni di scarsa aderenza la coda diventa assai nervosa, soprattutto se si rilascia maldestramente il gas in curva. Il DSC, di serie, è rapido a intervenire ma, se si esclude il primo “step” (cioè il controllo di trazione) i chip aspettano un po’ per entrare in azione in caso di sbandata che, nella fase iniziale, può esser veloce e impensierire i meno esperti. Ottimi i freni, al livello di alcune sportive e di riferimento la dotazione, alla quale basta aggiungere i soli fari allo xeno (756 euro). Un neo? La visibilità posteriore, scarsa.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    2,85
  • 0-100 km/h
    7,31
  • 0-130 km/h
    11,12
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in 2a
    2,47
  • 50-90 km/h in 4a
    5,25
  • 80-120 km/h in 5a
    6,95
  • 90-130 km/h in 6a
    8,64
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,2
  • 100-0 km/h
    40,4
  • 130-0 km/h
    61,8
  • Rumorosità
  • al minimo
    52
  • max clima
    68
  • 50 km/h
    64
  • 90 km/h
    72
  • 130 km/h
    76
  • Carburante
  • consumato
    103
  • Distanza
  • percorsa
    1.501
  • Percorrenza
  • media
    14,5
  • a 50 km/h
    47
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    126
  • Diametro
  • di volta
    n.r.
  • Giri
  • al volante
    2,1
  • a 130 km/h in 6a
    3.200
Verdetto

La quinta esponente della Mini-famiglia è una coupé graffiante e originale nel look, con una guidabilità divertentissima e prestazioni pistaiole, che richiedono mani esperte quando la velocità si alza. Tolti due posti e qualche cm in altezza rispetto alla 3 porte, cresce nel prezzo, pur con una dotazione che fortunatamente richiede integrazioni minime. Rimane un po’ d’amaro in bocca per il comfort e la visibilità posteriore, scarsi.

Mini Coupè: la componente più frizzante della famiglia

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