Ambiente raccolto

Vita a bordo

Una volta a bordo, l’impressione è quella di trovarsi in uno spazio piuttosto intimo. Sarà la finestratura piccola e sottile, o la disponibilità di centimetri piuttosto risicata, fatto sta che, in confronto, la Mini con 3 aperture sembra quasi una MPV. Tanto che lo spazio verticale è stato aumentato dai progettisti con due gobbe sul padiglione. Nessun guizzo - c’era da aspettarselo - nel design, con le solite levette argentee, il tachimetrone centrale, le ampie regolazioni di volante e sedile, le cromie azzeccate (pure nelle ore notturne). Alla disposizione dei comandi principali bisogna fare l’abitudine, soprattutto per gli alzacristalli, posti alla base della console centrale, e il complesso sistema radio-navigatore, con il lillipuziano joystick centrale non sempre semplice da interpretare, specie mentre si sta guidando. Qualche nota stonata arriva a sorpresa dagli assemblaggi, che talvolta producono lievi scricchiolii sugli asfalti più rovinati. Il vano bagagli non è affatto risicato ma, complice l’assenza del divano posteriore, non può essere ampliato: l’unica concessione alla flessibilità è una generosa botola di plastica per far passare gli oggetti più ingombranti. Che comunque non devono essere più lunghi di circa 130/135 cm, altrimenti devono rimanere a casa.

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02/12/2011 12:45
02/12/2011 12:45
mini, coupè
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Tags: coupé coupé , MINI MINI