Mitsubishi ASX vista frontale
  • pubblicato il 09-07-2011

Mitsubishi ASX: passaggio obbligato

di Andrea Rapelli

Passaggio obbligato

PAGELLA
Città
22/30
Autostrada
23/30
Fuori città
20/30
Vita a bordo
22/30
Prezzo e costi
23/30
Sicurezza
20/25
VERDETTO
130/175
Intro

Tutto cominciò con l’esigenza di accorciare gli spazi. Esterni, si capisce, per avere più praticità. Senza però sacrificare il carattere libero (leggi carrozzeria alta, trazione a scelta) e disponibilità di centimetri interni a prova di famiglia. La capostipite di questa “generazione di fenomeni” è, manco a dirlo, una jap: la Nissan Qashqai. Anche se Mitsubishi è arrivata un po’ ritardo sulla tabella di marcia, non si può nascondere che la ASX abbia tutte le carte in regola per sfidare le concorrenti a viso aperto. Misure quasi da compatta (la base è quella della Outlander), vestito cattivo e trazione “a la carte”, sfrutta un progetto innovativo, che punta molto sul contenimento dei consumi. Già perché il cuore, l’1.8 DI-D da 150 CV con fasatura variabile, promette percorrenze da citycar grazie anche al sistema Start&Stop. Se massimo risparmio dev’essere, che sia: ecco perché la nostra scelta è caduta sulla due ruote motrici. Soluzione limitante rispetto alla 4x4? Vediamo...

Città

L’indole sarà anche quella “libera” ma, giocoforza, i compiti più gravosi e, contemporaneamente, assidui della ASX avranno come teatro le vie cittadine. Portare i figli a scuola, recarsi al supermercato per la spesa settimanale, lo shopping in centro... Tutti questi impegni vengono assolti con assoluta nonchalance dalla piccola Mitsu, che non se la tira per nulla. Oddio, quel cambio un po’ scontroso e la frizione da pesi “Welter” non aiutano, tuttavia la convivenza in colonna è quasi felice. Lo Start&Stop potrebbe essere più lesto ma, all’atto pratico, non disturba poi troppo e le sospensioni raggiungono un buon compromesso. Chiaro, ci sono concorrenti un po’ più morbide sui dossi, ma lamentarsi ci pare eccessivo. Piuttosto, qualche lamento (lo vedremo) proviene dalle plastiche della plancia, segno di materiali non proprio al top. Ci si può consolare con una visibilità da prima fila sul traffico e, in parcheggio, si può trovare nella telecamera posteriore (attenzione: esclude i sensori) una valida alleata. Infine, lo sterzo non è un mostro di rapidità, l’1.8 è fruibilissimo dai 1.500 giri in su ma potete sognarvi, almeno per ora, il cambio automatico.

Autostrada

Generosi trasferimenti

Punto secondo: i viaggi, a medio o lungo raggio che siano. Qui la (spesso) bistrattata libertà di movimento di cui accennavamo prima entra in gioco, eccome. Perché l’obiettivo non è mica da nulla: portare famiglia e figli in vacanza, con tutti gli annessi e connessi del caso. Leggasi amici, bagagli, vettovaglie... Bene, sappiate che pure sulle tre corsie la ASX se la cava piuttosto bene. Raggiunti i 130 km/h, infatti, a disturbare leggermente è solo la rombosità caratteristica del motore, che provoca più fastidi al timpano umano rispetto ai decibel provenienti da asfalto e aerodinamica: prova ne sia il fatto che, al limite autostradale, la Mitsubishi fa segnare 70,6 dB, risultato al livello delle principali concorrenti e perfino in grado di impensierire qualche berlina. Ok l’erogazione dell’1.8 che, pur non essendo straripante, soddisfa per dolcezza e, se ci si sa accontentare, non costringe ad usare il cambio. Nessun problema neppure nel reparto sospensioni, afflitto solo da qualche vibrazione di troppo della scocca sulle traversine più pronunciate. Dulcis in fundo l’autonomia, praticamente da raid nel deserto, grazie ai bassi consumi (ne parleremo).

Fuori città

Convince ma non brilla

Il segreto sta tutto (o in buona parte) nel passo: 267 cm, esattamente uguale a quello della Outlander, sviluppata in collaborazione con il gruppo PSA. Questo, l’avrete intuito, significa che buona parte della meccanica (come per esempio le sospensioni posteriori Multilink) è stata ripresa dalla sorellona. Tutto ciò, in ogni caso, non deve per forza diventare un limite. E infatti, finché si guida tranquilli, non si presentano increspature: la piccola SUV Mitsu passa con dolcezza da una curva all’altra, senza richiedere un grosso impegno al conducente. Tuttavia, basta avere un po’ più di fretta per veder cambiare le cose: giunti all’ingresso di una curva a velocità più sostenuta, non è difficile accorgersi dello scarso feeling di sterzo (poco preciso e diretto), del cambio leggermente recalcitrante negli innesti e dell’assetto che si lascia facilmente conquistare da una certa quantità di rollio. Insomma, come avrete capito, quel frontale da... “battaglia”, stile Lancer Evolution, non la racconta tutta giusta: se le prestazioni, come dimostrano i dati rilevati, non sono affatto malvagie, il mix di assetto e sterzo invita a non esagerare con il gas. In fuoristrada? Gli angoli caratteristici sono buoni e la trazione solo anteriore difficilmente diventa un limite, a patto di calzare gomme giuste e di non esagerare con le pendenze.

Vita a bordo

Poca versatilità

Famiglia numerosa? La ASX passa il testimone, perché se la Qashqai (eguagliata, fra l’altro, nella capacità del bagagliaio) offre la versione +2 a sette posti, con tanta praticità in più, la Mitsu si deve accontentare del quintetto base. Non solo: alla voce “flessibilità abitacolo” non si va oltre le tre stelle, perché la panchetta posteriore non scorre in senso longitudinale e gli schienali offrono solamente la possibilità di essere abbattuti separatamente. Certo non manca un pratico doppiofondo (un kit di riparazione prende il posto della ruota di scorta) ma lunotto apribile o altre soluzioni per organizzare il carico sono chimere. Meglio l’abitabilità, con tanti centimetri a disposizione sia davanti sia dietro, dove si viaggia stretti solo in tre. Semmai, a stonare un po’ è la sensazione di qualità delle plastiche: passi una certa rigidezza dei materiali ma, soprattutto sui fondi dissestati, compare qualche scricchiolio di troppo.

Prezzo e costi

Argomenti forti

Per i giapponesi, si sa, le tradizioni sono dure a morire. Questo, naturalmente (e fortunatamente per il cliente) si traduce in un listino che è la semplicità stampata su carta. I motivi? Alla voce “optional” figurano esclusivamente la vernice metallizzata (500 euro) e il Luxury&Navi Pack, che comprende: impianto audio Rockford Fosgate Premium con 9 altoparlanti, keyless system, navigatore satellitare a colori con schermo touch, hard disk da 40 Gb, lettore DVD e presa audio/video, sedili in pelle (anteriori riscaldabili) con regolazioni elettriche lato guida, telecamera posteriore. Il tutto, aggiungendo 3.400 euro al prezzo di listino, 25.951 euro. Che non è affatto elevato se si considera qualche rivale: la Nissan Qashqai 2.0 dCi n-tec supera quota 27 mila, mentre la Kuga sfonda addirittura la barriera dei 30.000 euro. Senza dimenticare che la ASX, anche senza il Luxury&Navi Pack, ha già una dotazione di tutto rispetto: clima automatico, tetto panoramico, radio cd/mp3, cruise control, prese Aux e Usb, specchi ripiegabili elettricamente... Infine i consumi, davvero bassi in ogni condizione di guida: non siamo riusciti a raggiungere i 18 km/litro dichiarati ma i 15,4 conquistati nella nostra prova sono un risultato che può far gola a molti. Merito, naturalmente, del “pacchetto” di accorgimenti Cleartec, che comprende (se ancora fosse necessario ricordarlo) pure il filtro antiparticolato. Nello standard jap la garanzia, che non supera i 3 anni/100.000 chilometri.

Sicurezza

Nessun problema

La dotazione, si diceva. Ebbene, anche per quanto riguarda il reparto sicurezza si possono dormire sonni tranquilli. Cullati da ben 7 airbag, controllo elettronico di stabilità e trazione, fari allo xeno, fendinebbia, sedili posteriori con attacchi Isofix. Vi basti questo, per il momento, perché l’Euro NCAP non ha ancora distrutto la ASX sulle proprie barriere. Possiamo però cominciare a raccontarvi, per esempio, del comportamento stradale. E dirvi che, oltre ai controlli elettronici (solerti ad intervenire in caso di bisogno), questa Mitsubishi è semplice da gestire, perché, al limite, tende a smusare in un placido sottosterzo, facile da controllare anche da chi non è un pilota. Quando - malauguratamente - vi doveste trovare ad evitare un ostacolo, potrete contare su un retrotreno piuttosto fermo, che non richiede veloci correzioni con lo sterzo, un po’ lento e demoltiplicato. Benone pure l’impianto frenante: nelle nostre prove, la ASX si è fermata sempre senza incertezze, con una buona modulabilità al pedale. Per esempio, da 130 km/h la piccola SUV Mitsubishi è riuscita ad arrestarsi dopo 64 metri, facendo meglio della BMW X1 (64,64) e riuscendo ad eguagliare la Mercedes E 350 CDI.

Verdetto

Macchina onesta, questa ASX. Che non sorprende per una qualità in particolare, ma è capace di meritarsi la fiducia piano piano, con costanza. E pazienza se non brilla nel piacere di guida o mostra qualche risparmio di troppo nei materiali interni. Perché i suoi argomenti “forti” toccano nel vivo, adesso più che mai, i portafogli degli automobilisti: consumi irrisori, listino non impossibile, dotazione completa. Mica poco...

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