• pubblicato il 17-08-2011

Nissan Juke: farsi notare con stile

di Andrea Rapelli

Farsi notare con stile

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
16/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
16/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
106/150
Intro

Un fumetto. A partire dalle forme, levigate ma decise, sicuramente originali. Le impressioni visive raccolte durante il nostro test valgono più di mille ragionamenti: c’è chi la trova spettacolare, diversa da tutte le altre, e chi invece non riesce proprio a mandarla giù. Questione di gusti. Certo è che, dopo la Qashqai, gli uomini Nissan hanno estratto un altro “coniglio dal cappello” inventando, di fatto, un nuovo segmento. La ricetta è semplice: pianale della famiglia Clio, tecnica collaudata, assetto rialzato, possibilità della trazione integrale. E un comportamento stradale gratificante, come vedremo. Conditi con design curatissimo.

Città

Terreno d’elezione della Juke, la città mette in luce sfaccettature lievemente contrastanti. Se infatti il cambio automatico CVT rende la vita più dolce nel traffico, in parcheggio dovrete fare i conti con una visibilità scarsa, a causa del lunotto piccolo (per fortuna c’è la telecamera, di serie). Va meglio nel carattere del motore, soprattutto se viene selezionata la modalità Sport: in Eco, invece, il quattro cilindri a benzina aspirato, forte di 117 CV, tende a “sedersi” vistosamente. Buona la risposta delle sospensioni sul pavé e sui sampietrini, dove la Juke difficilmente rimbalza. Tuttavia, tombini e rotaie del tram vengono digeriti con più fatica.

Fuori città

Un bel caratterino, questa Juke. Soprattutto dal punto di vista dell’assetto: pur non potendo contare sulle sospensioni posteriori multilink (riservate alle versioni 4WD), la piccola Nissan si difende più che bene tra le curve. Il merito va ascritto alla bontà dell’assetto, che segue le traiettorie impostate senza perdersi in inutili divagazioni, e alle caratteristiche dello sterzo, più che soddisfacente per progressione e prontezza. Spulciando fra le schermate del D-Mode (foto a destra) potete anche avere notizie sulla spinta laterale raggiunta in curva (in gradi G), o sulla quantità di potenza erogata. Che non è mai tale da incollare al sedile. Perché, complice un cambio CVT (1.500 euro) lento e macchinoso nel passare al rapporto superiore, i 117 CV dell’1.6 a benzina con fasatura variabile faticano a farsi sentire quando si richiedono, ad esempio, brusche accelerazioni per un sorpasso.

Autostrada

Lungi dall’essere una “viaggiatrice DOC”, la Juke sa assolvere questo compito con semplicità. Una volta raggiunti (un po’ faticosamente) i 130 km/h, si scopre un assetto poco sensibile alle variazioni del manto stradale, che difficilmente provoca grossi disturbi agli occupanti. I quali dovranno alzare un po’ il tono di voce per chiacchierare, soprattutto con chi siede dietro. I 72,3 decibel registrati dal nostro fonometro provengono, in gran parte, dal rumore di rotolamento dei pneumatici sull’asfalto drenante. Ma una componente di disturbo “importante” è costituita anche dall’aria, con qualche vortice fastidioso. Dopo un repentino rallentamento (a proposito, i freni soddisfano per modulabilità e feeling al pedale) sappiate che la Juke non sarà lestissima a riprendere velocità: l’imputato è sempre il cambio a variazione continua, che ci mette un po’ troppo a reagire, variando il rapporto con una certa flemma, anche dopo la fase di spunto.

Vita a bordo

I centimetri interni a disposizione, grossomodo, sono quelli di una compatta. Con i dovuti distinguo: davanti, pur essendoci un tunnel piuttosto ingombrante, non si registrano problemi. Dietro, il discorso si complica: tetto spiovente e giro porta striminzito costringono ad abbassare la testa in ingresso, per evitare capocciate poco simpatiche. E, dentro, non è che si stia poi meglio (in altezza). Per fortuna c’è spazio sufficiente in lunghezza e larghezza, a patto di sedersi in due. In un ambiente ricco di colori, fanno storcere il naso l’ampio uso di plastiche rigide e qualche finitura non all’altezza, che si ritrova anche nel vano bagagli. Onesto nelle dimensioni, è coperto con una cappelliera intelligente, solidale al portellone. Ma non dispone di “effetti speciali” (se si esclude un doppiofondo) come il divano scorrevole.

Prezzo e costi

Come ogni jap che si rispetti, anche la Juke può vantare una dotazione di serie da far impallidire una berlina: c’è perfino il navigatore satellitare con telecamera posteriore. Oltre a clima automatico, cruise control, prese aux e usb, specchi ripiegabili elettricamente... Ad un prezzo che è un buon compromesso. Senza dimenticare la garanzia, pari a 3 anni/100.000 km. Tutto bene, dunque? No, perché l’accoppiata 1.6 benzina/cambio a variazione continua fa salire i consumi specie con uno stile di guida brillante.Tradotto in parole semplici, significa che la richiesta di carburante è sempre elevata: solo guidando con piede attento si riescono a raggiungere, faticosamente, i 10 km con un litro di verde. Ma, se si ha fretta o si viaggia spesso in città, questo valore è destinato a peggiorare inesorabilmente. A parità di allestimento, l’1.5 dCi da 110 CV (che non può montare l’automatico) costa 1.500 euro in più, con il punto di pareggio posto a quota 64.000 km: se non siete dei globetrotter va ancora bene l’1.6, magari con cambio manuale. Qualsiasi sia la vostra scelta, il valore dell’usato dovrebbe ben ripagarvi, sia che la Juke abbia un motore a gasolio o benzina.

Sicurezza

Seguendo le orme della sorellona Qashqai, anche la Juke ha dimostrato la sua resistenza contro le barriere dell’Euro NCAP, ottenendo ben cinque stelle nella prova di crash. C’è di più, perché si può contare su una dotazione completa: 6 airbag, controllo di stabilità e 2 attacchi Isofix per i seggiolini. Curiosamente, nella lista degli accessori figura un kit di sicurezza (100 euro) che contiene oggetti utili in caso di emergenza: cavi per avviamento d’emergenza, una tanica ripiegabile, guanti protettivi, spatola raschiaghiaccio e un kit di primo soccorso. Di rilievo anche la sicurezza attiva: se stabilità (grazie all’ESP) e tenuta di strada non prestano il fianco a critiche ed obiezioni, il comportamento in frenata soddisfa. Pur lontana dalle migliori, la crossover Nissan si è fermata, da 130 km/h, in 65,4 metri, un risultato in linea con il segmento. Anche se, va detto, c’è da considerare che la Juke pesa circa 1.300 kg, qualcosa in più rispetto alla maggior parte delle concorrenti piccole (Punto, Polo, ecc.). Qualche ombra, infine, nella visibilità, lievemente penalizzata dal design ricercato della carrozzeria.

Verdetto

Non era facile amalgamare l’anima da SUV con caratteristiche da piccola. Il pubblico femminile apprezzerà, senza dubbio, la consistente altezza da terra, mentre gli uomini potranno godere di un mix di assetto e sterzo azzeccato. Peccato che il cambio automatico (optional) sia lento nell’azione e penalizzi i consumi. Senza dimenticare un bagagliaio poco capiente. Ma dotazione e sicurezza sono ai massimi livelli.

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