Opel Astra GTC profilo
  • pubblicato il 26-03-2012

Opel Astra GTC: questo telaio fa miracoli

di Andrea Rapelli

Questo telaio fa miracoli

PAGELLA
Città
18/25
Fuori città
18/25
Autostrada
19/25
Vita a bordo
17/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
110/150
Intro

Dite addio a forme ruvide, spigolose, di un passato ormai, per fortuna sibilerà qualcuno, destinato a non tornare.

Ad inaugurare questa festa di superfici curve e sostenute ci pensò la Insignia, nel 2009, e fu subito successo.

Oggi, a distanza di due anni dal lancio dell’Astra a cinque aperture, Opel torna a concentrasi su queste tre lettere: GTC.

Che, per la Casa di Russelsheim, significano tre porte e un set-up che fa venir voglia di guidare.

In effetti, le sorprese più interessanti arrivano dal telaio, con sospensioni più pepate rispetto alla berlina e assetto regolabile: quel sistema FlexRide che già aveva stupito il nostro pilota Fabio Babini, alle prese con l’Astra 2.0 CDTI 5 porte tra i cordoli di Adria (Panoramauto 01/2012), e che ora arriva di diritto, compreso nel prezzo, sulla più cattiva della gamma.

Naturalmente, non manca una buone dose di cavalli: sotto il cofano ce ne sono 180, sprigionati dall’1.6 Ecotec con turbo e iniezione diretta di benzina. Insomma, roba da GTI.

Cerchiamo allora - in attesa di una versione più pompata dall’Opel Performance Center - di scoprire se questa Astra al peperoncino sarà in grado di battersi valorosamente contro Golf e compagnia bella.

Pronti?

Città

Una delle funzioni basilari che una compatta a tre porte deve assolvere è quella di shuttle casa-lavoro, spesso tra pavé e rotaie.

Scoprirete ben presto che il vostro principale alleato, tra le mura, si chiama FlexRide: premendo il tasto Tour, infatti, gli ammortizzatori si addolciscono.

Le auto confortevoli saranno pure altre, tuttavia il compromesso raggiunto è più che buono per una sportiva, sia dal punto di vista acustico sia dell’assorbimento.

Ottima pure la risposta dell’1.6 ai bassissimi regimi, con il turbo che spinge da subito e consente di levarsi d’impaccio in fretta.

Il cambio disturba un po’ l’idillio: legnoso nella manovrabilità (ne parleremo) ma, soprattutto, con una frizione piuttosto pesante da azionare.

Infine, un consiglio: ordinate i sensori, perché la visuale posteriore è compromessa da lunotto piccolo e linea di cintura alta.

Fuori città

In Opel lo sanno bene: confrontarsi con un mostro sacro come la Golf GTI non è affar semplice.

Specie se puoi contare su qualche cavallo in meno (180 contro i 211 del 2 litri Volkswagen).

In ogni caso, i tecnici tedeschi non si sono fatti prendere dallo sconforto. E, sfruttando la tecnologia FlexRide, già presente sulla 5 porte, hanno sviluppato un assetto davvero divertente.

Specie selezionando la modalità Sport, che incattivisce servo-assistenza, pedale del gas e ammortizzatori. Così settata, la GTC vira piuttosto piatta, con poco sottosterzo e una coda che è ben felice di prendere parte al gioco, senza mai diventare troppo invadente.

Lo sterzo, dal canto suo, permette di gestire con semplicità eventuali correzioni, dimostrandosi pure prontissimo e dotato di un feeling notevole per un “servo” elettrico.

Le note negative arrivano dal cambio, che soffre di corsa lunga.

La rapportatura è corretta, ma non brutale.

La spinta sviluppata già dai bassi giri mette l’acquolina in bocca ma, dai 3.500 giri in poi il carattere si addolcisce, perdendosi in un bel rombo di sottofondo.

Però, quando si vuole risparmiare, si possono usare le marce alte a bassa velocità.

Autostrada

Posto che un’auto del genere non verrà scelta da chi prevede di macinare molti km fra le tre corsie a colpire è, prima di ogni altra cosa, il risultato del fonometro: a velocità codice, infatti, il nostro strumento ha registrato solo 66 decibel, un valore da berlina più che da compatta sportivetta.

Merito dell’accurato lavoro svolto sull’isolamento di pneumatici, carrozzeria e motore che, a 130 km/h, gira pur sempre intorno a quota 3.000.

Selezionando la modalità Tour, inoltre, traversine a avvallamenti ravvicinati vengono digeriti dalle sospensioni con grande nonchalance, regalando agli occupanti una dose più che discreta di comfort.

Vita a bordo

Tre porte, lo sapete, non fanno rima con praticità.

Ciononostante, se accomodarsi sul divano posteriore è piuttosto difficile, trovare posto si rivela più semplice del previsto: tutto dipende dalle dimensioni di chi siede davanti.

Siete spilungoni? Preparate i vostri amici a viaggi con le ginocchia “in bocca”.

Altrimenti lo spazio è sufficiente, pure in senso verticale.

Ok la capacità del bagagliaio - dotato della botola per gli sci - che può essere arricchito con il FlexFloor (80 euro), il piano di carico multilivello.

Bene le finiture, ma troppo affollata di pulsanti la console.

Prezzo e costi

Con un listino pari a 24.350 euro questa GTC diventa la più economica della sua categoria.

Tanto per fare un esempio, la Renault Megane 2.0 TCe 180 CV MonacoGP costa 24.400 euro, mentre per mettervi in garage una Volkswagen Golf GTI 3 porte dovrete sborsare altri 4.150 euro in più...

Oltretutto, la dotazione appare completa: ci sono da aggiungere solo i sensori di parcheggio anteriori e posteriori (City Pack: 520 euro) e i fari allo xeno adattativi (1.225 euro).

Se i consumi non strabiliano, con 12,5 km/ litro rilevati, va ricordato che Opel si è rivelata onesta nel dato dichiarato (13,9).

Infine, la garanzia di due anni a chilometri illimitati non soddisfa, mentre la tenuta del valore è ancora un’incognita.

Sicurezza

Partiamo dalle cinque stelle: la frenata di quest’Astra è paragonabile a quella di una sportiva ben più cavallata.

Da 130 km/h la GTC si è fermata in soli 60,5 metri, un soffio dopo la Mercedes C63 AMG (60,13), tanto per dirne una.

Molto del merito va alla gommatura generosissima, che contribuisce pure ad aumentare la tenuta di strada. Le sospensioni raffinate fanno il resto: anche nelle manovre d’emergenza, l’Astra non si produce mai in reazioni incontrollabili.

Nessun problema neppure contro le barriere dell’Euro NCAP, viste le 5 stelle conquistate. L’unico punto in chiaroscuro? La visibilità.

Se davanti e di lato ci sono pochi problemi, l’ingombrante presenza del terzo montante e il lunotto piccolo complicano la vita.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,19
  • 0-100 km/h
    8,41
  • 0-130 km/h
    13,09
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in 2a
    2,60
  • 50-90 km/h in 4a
    7,89
  • 80-120 km/h in 4a
    11,76
  • 90-130 km/h in 6a
    17,14
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    8,9
  • 100-0 km/h
    39,5
  • 130-0 km/h
    60,2
  • Rumorosità
  • al minimo
    41
  • max clima
    70
  • 50 km/h
    46
  • 90 km/h
    61
  • 130 km/h
    66
  • Carburante
  • consumato
    96
  • Distanza
  • percorsa
    1.200
  • Percorrenza
  • media
    12,5
  • a 50 km/h
    47
  • a 90 km/h
    88
  • a 130 km/h
    126
  • Diametro
  • di volta
    12,1
  • Giri
  • al volante
    2,2
  • a 130 km/h in 6a
    3.000
Verdetto

Proposta affascinante, questa GTC.

Perché unisce i pregi di un’auto sportiva con la fruibilità quotidiana.

Così, si può godere di un certo comfort nel traffico e, quando ci si vuole divertire, basta premere il tasto sport per gustarsi la reattività di sterzo e sospensioni.

Peccato che tutto ciò metta in evidenza un motore non troppo pimpante agli alti regimi e consumi non proprio da “economy run”.

Ma con listino e sicurezza ok.

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