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Sospensioni elettroniche su un’auto di grandi numeri: trovata di marketing o una vera arma tecnica dell’Opel per dare all’Astra qualcosa in più delle rivali? Per rispondere a questa domanda, posta dai giornalisti di Panoramauto, mi sono fatto portare una vettura in pista, banco prova indispensabile per torturare gomme e sospensioni. E non ho chiesto un’Astra OPC, tutta cavalli e assetto: sarebbe stato troppo facile. Invece ho preferito una versione turbodiesel, pesante di motore, che metta più a nudo l’efficienza del telaio. Il sistema elettronico Flexride dell’Astra mette a disposizione del guidatore tre differenti programmi di utilizzo. All’avviamento il sistema si posiziona su “automatico” e le sospensioni si adattano allo stile di guida: morbide se si va piano, progressivamente più rigide se si alza il ritmo di guida. Poi ci sono due alternative: con il tasto Tour si seleziona una strategia di smorzamento degli ammortizzatori che migliora il comfort. Con Sport si ha l’effetto opposto: l’auto diventa rigida e reattiva (lo sterzo si indurisce e l’acceleratore è più pronto). Su strada tutto funziona benissimo e si percepiscono subito i cambiamenti di comportamento. In pista tutto è ancora più evidente. Se nel traffico la posizione Tour aumenta il comfort, tra i cordoli, con l’assetto in Sport, l’auto è pronta nei cambi di direzione, con il muso che entra prima in traiettoria e minore sottosterzo. Ma l’effetto più appagante, dal mio punto di vista, è la sensazione che le ruote stiano più attaccate all’asfalto quando si scordola, con meno lavoro per l’ASR (controllo trazione). I tempi rilevati sembrano darmi ragione. Flexride promosse!

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24/01/2012 13:18
24/01/2012 13:18
astra, opel, auto sportiva
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Tags: astra astra , Opel Opel , sportive sportive