Opel Mokka 2
  • pubblicato il 12-04-2013

Opel Mokka: fa la trendy senza svuotare il portafogli

di Andrea Rapelli

Fa la trendy senza svuotare il portafogli

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
18/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
18/25
Prezzo e costi
20/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
110/150
Intro

Checché ne pensiate, il grazioso nome della vettura in oggetto nulla ha a che fare con bovini e simili.

Piuttosto, il concetto arriva dritto dritto dal chicco di caffè che, secondo i vulcanici esperti di marketing di Rüsselsheim (dove c’è il quartier generale Opel), dovrebbe riportare alla mente un’idea di simpatia.

In effetti, non si può dire che laOpel Mokkasia noiosa, anzi: muso e coda sono sostenuti da sostanziosi paraurti e la minuscola finestratura, unita agli sbalzi ridotti, contribuisce a rendere lo stile piuttosto accattivante (in soli 4,28 m).

Sottopelle il carattere è imperniato alla sostanza: il pianale - in comune con la Chevrolet Trax - è nuovo e si può avere la trazione integrale ad inserimento automatico.

Imotori, invece, hanno qualche anno sulle spalle, come l’1.7 CDTI da 130 CV della nostra prova, in accoppiata con la trazione anteriore. E, poi, la concorrenza è agguerrita.

Il terreno, insomma, è minato, ma la Mokka si getta nella mischia con argomenti forti.

Primi fra tutti, un prezzo che strizza l’occhio alla crisi e consumi in grado di salvaguardare il bilancio familiare.

Città

Viste e considerate le dimensioni strizzate (4,28x1,78x1,66 m), c’è da giurarci che la Mokka diventerà ben presto la compagna più fidata per affrontare tutte le insidie della giungla urbana.

La convivenza, tuttavia, si rivelerà più difficile del previsto.

Perché se la posizione di guida, alta, favorisce il controllo della situazione, in fase di parcheggio dovrete giocoforza affidarvi a sensori di parcheggio (di serie davanti e dietro) e telecamera posteriore (in combinazione con il Navi Pack a 950 euro): il mix tra il lunotto piccolo e il terzo montante massiccio trae facilmente in inganno.

Per fortuna ci sono i robusti fascioni in plastica scura. L’1.7 CDTI da 130 CV, una vecchia conoscenza di casa Opel, è pronto ai bassi regimi e permette spunti brillanti al semaforo verde.

Peccato che la frizione, pesantuccia, possa stancare il polpaccio in coda. Bene il sistema stop&start, lesto quanto basta nei riavvii, in chiaroscuro il reparto sospensioni: tra gli ammortizzatori, piuttosto rigidi, e il timbro sonoro, non troppo ovattato, la sensazione è quella di una certa scomodità quando l’asfalto si macchia di tombini e buche.

Fuori città

Come per magia, tra le curve di un passo montano la Opel Mokka si trasforma: l’assetto, che fra le mura cittadine non coccolava troppo le vertebre rimbalzando un po’ sui tombini, in collina restituisce una sensazione di precisione e compostezza quasi “automobilistica”, che poche altre concorrenti possono vantare.

Merito del rollio decisamente contenuto, certo, ma anche di uno sterzo che, pur non esageratamente preciso, può contare su prontezza e progressività ottime per una SUV compatta.

Ecco perché la Mokka rende un gioco entrare e uscire dalle curve (anche le più strette), accompagnata, come vedremo alla voce sicurezza, da un retrotreno che difficilmente divaga dalla traiettoria impostata con il volante.

Il motore, dal canto suo, mostra di avere un certo caratterino: i 130 CV ci sono, d’accordo, ma per sentirli davvero non ci sarà bisogno di esplorare la zona intorno al limitatore.

Molto meglio (pure per il portafogli) rimanere con la lancetta del contagiri fra i 2.000 e i 3.500, godendosi così i medi regimi, ben più ricchi e articolati.

Per farlo, però, dovrete prendere le misure ad un cambio a sei rapporti non precisissimo negli innesti e dalla corsa lunga. L’offroad? L’altezza da terra, buona, aiuta.

Più a superare i marciapiedi che i terrapieni, però: la trazione anteriore è un limite.

Autostrada

Alzata la sbarra e raggiunti i fatidici 130 km/h, la Mokka mette in luce aspetti lievemente contrastanti.

Alla lista dei pro bisogna certamente aggiungere il cruise control (di serie), l’autonomia, davvero notevole grazie ai consumi contenuti, e senza dubbio la sensazione di sicurezza percepita: sembra di viaggiare su un’auto di qualche taglia più grande.

Il rovescio della medaglia, tuttavia, arriva ben presto quando passate sulle traversine, specie se queste ultime si trovano in curva: noterete una risposta sgarbata delle sospensioni, che s’irrigidiscono facendo sussultare la Mokka, con una timbrica colpevole di amplificare un po’ il disagio.

Acusticamente, se l’abitacolo è tutto sommato ben isolato dai fruscii, non si può dire lo stesso dei pneumatici - il rumore di rotolamento, soprattutto sui granulosi asfalti drenanti, è ben presente - e del motore, che romba fino alle orecchie dei passeggeri (in piena accelerazione).

Nessun problema, invece, nella modulabilità della frenata: dopo una prima parte di corsa un po’ vuota, il pedale “morde” bene.

Vita a bordo

La lunghezza di quasi 4,30 metri e una certa imponenza della carrozzeria non devono trarre in inganno: la Mokka è e rimane una SUV di taglia small.

Per accorgersene, basta accomodarsi - con facilità, a dispetto del taglio basso del padiglione - sul divano posteriore (abbattibile separatamente in percentuale 60/40): in due si sta bene, in tre decisamente stretti, soprattutto a livello delle spalle.

Fortunatamente, grazie al tunnel quasi inesistente, i piedi e le caviglie stanno sempre comode e non manca una buona quantità di centimetri in altezza.

Davanti? Quanto a spazio, tutto ok.

Le finiture, invece, mostrano qualche piccolo risparmio.

Non tanto nei materiali, di buon livello, quanto negli assemblaggi, specie quelli più lontani alla vista.

Questo il motivo di qualche piccolo scricchiolio della plancia sui fondi dissestati.

Piace, invece, l’attenzione nei dettagli di stile, con giochi di luce su plancia e porte, piacevolmente illuminati nelle ore notturne.

Alla console centrale, piena zeppa di comandi, bisogna fare una certa abitudine: trovare il tasto per il navigatore o quello per cambiare stazione radio, sulle prime, non è cosa semplice, anche se i pulsanti sono di dimensioni piuttosto generose.

Per ultimo il bagagliaio, che soddisfa per capacità.

Volendo, a 750 euro c’è il FlexFix, il portabici integrato nel paraurti posteriore.

Prezzo e costi

Parlando di listino, inquadrare la Mokka non è affar facile.

Perché se per dimensioni è paragonabile al segmento della Nissan Qashqai, per prezzo scende fin quasi al livello della Juke.

Comunque la si guardi, quindi, una certa convenienza è indubbia.

Alla dotazione, piuttosto completa, gli incontentabili possono aggiungere i fari bixeno adattivi (1.000 euro) e il navigatore con vivavoce Bluetooth, prese aux/usb e lettore mp3 (950 euro).

Se non avete particolari esigenze fuoristradistiche, la scelta dell’1.7 CDTI da 130 CV con la sola trazione anteriore paga, soprattutto in termini di consumo: durante il nostro test abbiamo registrato una media di 19,2 km con un litro di gasolio, anche grazie al sistema stop e start.

Male, invece, la garanzia: di serie ci sono solo due anni a km illimitati, estendibili a pagamento fino a quattro o 120.000 km.

Sicurezza

La sicurezza, sulla Mokka, passa prima di tutto da un comportamento stradale davvero a punto: pur essendo agile, maneggevole e reattiva per essere una piccola SUV, questa Opel non impensierisce il guidatore che dovesse alleggerire bruscamente il gas in curva.

Anche la tenuta di strada - come dimostra il valore di 0,98 g ottenuto nella prova di accelerazione laterale - è da riferimento.

Inoltre, se è vero che le leggi della fisica non possono essere mai contraddette, il controllo di stabilità, di serie su tutte le Mokka, può sempre fare la differenza tra un bello spavento e una costosa visita al carrozziere.

Il giudizio sul sistema Opel Eye (vedi box a pag. 76) è discreto: la rilevazione dei cartelli appare lenta e, in caso di neve o in condizioni di scarsa visibilità, la telecamera dietro al parabrezza può alzare bandiera bianca.

Ottimi, invece, i fari bi-xeno adattivi, capaci di seguire bene e piuttosto velocemente l’andamento del nastro d’asfalto.

Per parcheggi a prova di errore consigliamo di mettere mano al portafogli e scegliere la telecamera posteriore (nel Navi Pack, a 950 euro): come già detto alla voce città, i montanti spessi e il lunotto piccolo complicano la vita in manovra.

L’ultima nota se la merita l’impianto frenante perché, da 130 km/h, è riuscito a fermare i 1.279 kg della SUV tedesca in meno di 62 metri (61,9 per la precisione).

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,6
  • 0-80 km/h
    6,9
  • 0-90 km/h
    8,3
  • 0-100 km/h
    9,8
  • 0-120 km/h
    14,1
  • 0-130 km/h
    17,6
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in
    4 6,7
  • 60-100 km/h in
    4 7,0
  • 80-120 km/h in
    5 10,3
  • 90-130 km/h in
    6 14,7
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,6
  • 100-0 km/h
    38,6
  • 130-0 km/h
    61,9
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    49
  • 90 km/h
    64
  • 130 km/h
    71
  • max clima
    n.d.
Verdetto

Ti colpisce con soluzioni eccentriche, come ildesign tormentatoepiacevole, senza trascurare l’economia, conconsumida utilitaria e un listino che non costringe a fare troppi sacrifici.

Senza dimenticare unpiacere di guidache pare quello di una berlina.

Tutto bene, dunque? Quasi, perché la SUV tedesca perde qualche punto nelcomforte nelle finiture, un po’ al risparmio.

Opel Mokka: fa la trendy senza svuotare il portafogli

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