I “porschisti” fanno festa

Fuori città

Il protagonista numero uno è ancora il 6 cilindri boxer.

Non tanto e non solo per le doti di spinta, di “canto” e di parsimonia (sì, anche di questo è capace il 3.8 tedesco, se non lo si spreme), ma per la posizione. Montato dietro l’asse posteriore, conferisce un comportamento unico alla 911.

Stiamo parlando dello sterzo - che in accelerazione si alleggerisce ma senza smarrire feeling - della sensibilità ai trasferimenti di carico e della capacità di mettere su asfalto la potenza.

Tutti elementi che la 991 ripropone intatti, solo leggermente più “filtrati” che in passato: è questo il prezzo da pagare al miglioramento del comfort.

La differenza fondamentale rispetto alla 997 sta nell’inserimento in curva.

Rapidissimo, non mette in crisi il retrotreno.

Certo, se si “butta dentro” l’auto con violenza, la  posizione a sbalzo torna prepotentemente in gioco e impone rapide correzioni (a ESP disinserito): i trasferimenti di carico sono sensibili e il sovrasterzo sempre in agguato.

Se invece si lascia il tempo alla vettura di trovare l’appoggio, la percorrenza di curva è velocissima e la motricità impareggiabile, grazie al peso del motore che schiaccia le ruote posteriori a terra.

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04/07/2012 16:05
04/07/2012 16:05
porsche, 911, auto sportiva
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