Porsche Boxster - Fronte retro
  • pubblicato il 14-12-2012

Porsche Boxster: guidarla è sempre emozionante guardate i tempi sul giro

di Fabio Babini

Guidarla è sempre emozionante guardate i tempi sul giro

IN BREVE
Fabio Babini e l’ultima roadster nata a Zuffenhausen: un’accoppiata di quelle giuste.Ecco come, ad Adria, il nostro tester ha saputo sfruttare tutta la potenza del motore e l’efficacia del telaio.

Tutte le volte che butto giù il pedale destro di una Porsche, quel sound inconfondibile del boxer sei cilindri che rimbalza per l’abitacolo mi riporta al 2001: “Le Mans, ore 14 e 58, dopo una notte insonne sto uscendo dalla Porsche Curve.

Meno di due chilometri al traguardo: infilo la quarta, poi, la quinta e il motore canta come un orologio.

Solo un’altra curva, la esse Ford, mi divide dalla bandiera a scacchi, dalla mia prima vittoria alla 24 ore della Sarthe con una 911 Carrera GT2.

Tanta emozione, ma anche una certezza: il motore non mi tradirà... come nel 2000, quando sempre con una 911 ho trionfato nella 24 ore di Daytona mentre il sole della Florida mi penetrava la visiera brunita del casco.

Non c’è niente da fare, quando ti siedi dentro una Porsche scatta la macchina del tempo e, per quanto sia diventata moderna, la sportiva di Stoccarda ha tre cose che non cambieranno mai: l’avviamento a sinistra, il sound del motore e la certezza di poter contare su una meccanica a prova di pilota.

Adria non sarà Daytona, ma vedendo arrivare la Boxster S l’emozione è la stessa.

Questa sportiva, del resto, non teme la pista, anzi sembra che il suo muso sia nato per buttarsi tra i cordoli, alla ricerca di un limite di aderenza che non si raggiunge alla svelta: l’auto entra rapida in curva, con poco sottosterzo e il corpo vettura solido, che nulla concede al rollio, anche con le sospensioni in comfort.

Se queste ultime sono poi settate su sport, tutto è ancora più rapido e gratificante; ti senti in grado di buttare la vettura in tutte le direzioni, fin quasi a mettere in discussione le teorie della fisica.

Perché il bello della Porsche è questo... anche se arrivi lungo, in qualche modo, in curva ci entri.

Il problema, poi, può essere uscirne dritti... ma con la Boxster S ci sono due grandi aiuti: il motore centrale (sulla 911 è a sbalzo), che rende l’auto più bilanciata, e l’elettronica con un PSM (il controllo di stabilità) efficace e per niente mortificante per il pilota.

Con gli ausilii alla guida attivi è davvero difficile perdere il controllo del mezzo.

Se però li mettiamo in “off”, la musica cambia.

Per gestire le reazioni ci vogliono un po’ di tecnica e tanta prontezza, perché l’assenza di rollio rende i trasferimenti di carico molto veloci: la roadster è sempre sicura, per carità, ma solo per professionisti, che sappiano correggere con prontezza.

Il cambio è rapidissimo, peccato per i comandi al volante che continuo a ritenere poco intuitivi (vedi box a lato). E i freni? Da vera Porsche, anche tirando al limite in pista.

Insomma la Boxster S è la quadratura dell’auto sportiva.

Vi sembro poco obiettivo? Forse sì.

Forse i ricordi legati a questo marchio mi influenzano un po’, forse starò invecchiando.

Anzi no.

A Stoccarda sanno quello che fanno.

Parola di pilota.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    centr. 6 cil. boxer, 3.436 cc
  • Potenza
    232 kW/315 CV a 6.700 giri
  • Coppia
    360 Nm a 4.500 giri
  • Cambio
    robotizzato a 7 rapporti
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    279 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    5,1 secondi
  • Consumo misto
    11,4 km/l
  • Emissioni
    CO2 206 g/km
  • Dimensioni
    4,37/1,80/1,28 m
  • Bagagliaio
    150 l
IDENTIKIT
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