Renault Wind profilo
  • pubblicato il 09-07-2011

Renault Wind: vento di primavera

di Andrea Rapelli

Vento di primavera

PAGELLA
Città
17/30
Fuori città
22/30
Autostrada
21/30
Vita a bordo
17/25
Tempo libero
14/30
Sicurezza
19/25
Prezzo e costi
19/30
VERDETTO
129/200
Intro

La primavera che bussa alla porta, da sola, varrebbe come motivo d’acquisto per una roadster. Perché la mezza stagione è il periodo ideale per godersi il vento nei capelli: non fa troppo caldo nè troppo freddo e sentire il tepore del sole sulla pelle, dopo lunghi mesi d’inverno, è una sensazione fantastica. Già sappiamo, tuttavia, le obiezioni che molti padri, in un periodo come questo, muoveranno ai figli “malati” di vento e motori: le spiderine costano (e consumano) tanto, non hanno spazio per i bagagli, la capote in tela è bellissima ma fragile... Seguendo i dettami di un segmento inventato qualche anno fa dalla Peugeot 206 CC, Renault prova, con la Wind, a mirare dritto al cuore dei giovani senza però scontentare mamme e papà. Per realizzare tutto questo, non si poteva che partire da “basi” robuste ed economiche: il pianale deriva da quello della Clio II, mentre i motori arrivano dalla gamma Twingo. Poi, certo, c’è il tetto rigido, capace di scomparire nel bagagliaio in 12 secondi, con un ingegnoso meccanismo “rotativo”. Così, quando è chiusa, la Wind diventa una pratica coupé.

Dentro non stupisce

E allora, che vera Wind sia: prima di tutto, scopriamo (in 12 secondi) un angolo di cielo. I raggi di sole che picchiano contro le linee della plancia mettono in luce un certo impegno, da parte degli stilisti, per diversificare il design rispetto agli interni della Twingo. Il risultato sarà anche poco appagante al tatto (plastiche rigide) ma un filo più brillante, fortunatamente, dal punto di vista del look puro. Certo, qualche comando è sparso qua e là e non si può far a meno di notare il parabrezza basso, che dà fastidio ai più alti, ma nel complesso è difficile individuare vere cadute di stile. Menzione particolare per i ben realizzati e contenitivi sedili in pelle (850 euro).

Cuore tradizionalista

Passa qualche curva e la mano “santa” del reparto RS, che cura tutte le Renault sportive, si sente: inserimenti rapidi e precisi, favoriti dalla gommatura generosa e dal limitato rollio, fanno compagnia ad un reparto sospensioni tarato per divertire i più smaliziati. Che non avranno remore a mantenere l’1.6 (da poco diventato Euro 5) su di giri: senza turbo e con normative antinquinamento sempre più restrittive, infatti, questo 4 cilindri ha bisogno di girare vicino alla zona rossa per dare il meglio di sè. Le informazioni che arrivano ai polpastrelli sono piuttosto filtrate a causa della servoassistenza elettrica, ciononostante lo sterzo è sufficientemente pronto e preciso: il rapporto di demoltiplicazione ricalca quello della Clio RS. Il tornante che si sta avvicinando molto rapidamente consiglia di pestare con decisione sul freno: la Wind rallenta composta e il pedale è davvero aggressivo, oltre che ben tarato, così come il cambio, corto anche se leggermente recalcitrante negli innesti veloci. Fin qui, l’aspetto ludico. Ma la vita quotidiana è anche fatta di traffico, città, tragitto casalavoro, l’aperitivo in centro... Basta incontrare qualche tratto in pavé per scurirsi in volto: la gommatura ribassata (/40) e le sospensioni marmoree tramutano ogni asperità pronunciata in uno schiaffo alle vertebre. Il prezzo da pagare per un comportamento graffiante tra le curve... Non è finita: il lunotto posteriore alto una spanna la dice lunga sulla visibilità in parcheggio. Se non volete trasformare ogni retromarcia in un salasso dal carrozziere, i sensori (218,30 euro) diventano indispensabili. Così come l’utilizzo di borse morbide alla partenza per un lungo viaggio, perché la capacità del bagagliaio è buona ma la forma piuttosto difficile da sfruttare al meglio.

Freni da primato

Se il comfort, giocoforza, non può essere quello di una berlina, quando si parla di sicurezza questa piccola Renault vanta argomenti forti. Non tanto nella dotazione - dove manca, per esempio, l’airbag per le ginocchia del conducente - quanto negli spazi di frenata. Potete dirlo agli amici: la Wind frena (quasi) come una Porsche. A dimostrarlo, i soli 40 cm in più necessari per fermarsi da 130 km/h rispetto ad una 911. E scusate se è poco... Una delle carte, questa, che potete giocarvi per convincere mamma e papà. Perché il prezzo, appena più vantaggioso rispetto ad alcune rivali (una su tutte la Peugeot 207 CC), rimane importante, specie in periodi di “magra” come questi. Fortuna che, se si viaggia tranquilli, il consumo s’assesta su livelli accettabili (circa 11 km/l). Garanzia sufficiente, tenuta del valore incerta.

Città

La salvano le misure

Dalla sua ci sono le dimensioni compatte e la brillantezza dell’1.6, amplificata dalla rapportatura corta del cambio. Peccato che la visibilità posteriore in parcheggio sia nulla (non dimenticate i sensori!) e le sospensioni provochino vistosi sobbalzi su tombini e pavè.

Fuori città

Venti di curve

Il terreno di caccia della Wind: pur con uno sterzo non rapidissimo, sa farsi voler bene nel misto stretto. Molto del merito va ascritto al reparto sospensioni, rigido e con poco rollio. Il motore? Ama gli alti regimi. Innesti un po’ contrastati per il cambio, “cattivi” i freni.

Autostrada

Viaggi “allegri”

Le automobili comode sono un’altra cosa: a infastire è soprattutto la taratura rigidissima delle sospensioni, seguita dall’urlo del 4 cilindri, che a 130 km/h (in quinta) supera di slancio i 4.000 giri. Fortunatamente, il cruise control è fornito senza sovrapprezzo.

Vita a bordo

Offre l’indispensabile

I due posti secchi non penalizzano l’abitabilità: solo i più alti potrebbero desiderare qualche cm in più sopra la testa e il volante regolabile in profondità. Bene i vani, meno la qualità dei materiali, rigidi e poco piacevoli al tatto. Non raffinate ma robuste, le finiture.

Tempo libero

Spazio immutabile

270 litri (dichiarati) non sono pochi per una piccola coupé-cabriolet. Inoltre, grazie al particolare meccanismo del tetto, la capacità rimane tale e quale sia che viaggiate aperti o chiusi. Sotto il vano c’è un piccolo scomparto per ruota di scorta (70 euro) e attrezzi.

Sicurezza

Miss frenata

Il retrotreno sensibile ha reso indispensabile un ESP, di serie, piuttosto solerte. Bene la tenuta di strada e la dotazione, ottimi gli spazi di frenata: da 130 km/h la Wind si ferma in soli 60,1 metri, 40 cm dopo una Porsche 911... Visibilità posteriore difficoltosa.

Prezzo e costi

Sfizio accessibile

Il prezzo, allineato alla concorrenza, è piuttosto contenuto rispetto ai plus che la Wind offre, anche in termini di equipaggiamento. Con il piede leggero il consumo non spaventa, ma la garanzia potrebbe migliorare: sono previsti i canonici due anni/km illimitati di legge.

Verdetto

Sfiziosa e sbarazzina, la Wind può far felici molti giovani (ma è proibita ai neopatentati) innamorati della guida “en plein air”. Gli assi nella manica? Un comportamento stradale divertente, l’ingegnoso meccanismo del tetto che non pregiudica il carico, costi di gestione tutto sommato contenuti. Qualche ombra, tuttavia, rimane. A cominciare dalla convivenza cittadina, talvolta complicata. Accompagnata da un comfort piuttosto “pistaiolo” e da una praticità da... weekend in coppia.

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