Ssangyong Korando Profilo
  • pubblicato il 28-09-2011

Ssangyong Korando: costa poco, offre molto e porta una firma italiana

di Stefano Cossetti

Costa poco, offre molto e porta una firma italiana

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
17/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
18/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
18/25
VERDETTO
107/150
Intro

Se esiste una “vox populi” nel mondo dell’auto, i benzinai sono candidati a esserne gli interpreti.

Sono abituati a osservare qualsiasi marca o modello e gli basta uno sguardo per formulare un giudizio. L’auto con la quale entriamo nell’area di servizio è subito oggetto di attenzione e presto sentiamo la frase: «Questa è tutta un’altra Korando…».

Esattamente ciò che la Casa coreana, oggi controllata dall’indiana Mahindra, ha voluto dimostrare con la riedizione della sua SUV.

Non c’è l’originalità dei modelli precedenti, ma le linee sono ora più allineate ai gusti occidentali, ovvero ai mercati dell’Ovest, quelli ai quali la Ssangyong si rivolge. La firma di Giorgetto Giugiaro lo conferma.

Accattivante nel prezzo di listino, la Korando lo è ancora di più grazie alla lunga lista di accessori di serie, che è una delle sue qualità più apprezzate.

Città

Lecito aspettarsi, da una SUV, una buona visibilità in parcheggio, e invece…

Per fortuna, i sensori di distanza sono di serie; le sospensioni, poi, filtrano i fondi stradali cittadini.

Peccato che il cambio manuale e una coppia che in basso stenta a farsi sentire rendano tutto poco agevole, soprattutto quando servirebbe un po’ di energia per “sgusciare” attraverso il caos della città.

Fuori città

Per una gita fuori porta con famiglia a bordo la Korando è pronta a dare il meglio di sé, in modo molto onesto. Quel che spicca sono le sue doti di ospitalità. Il cambio manuale della versione da noi provata non rende la vita agevole, tanto vale spendere 2mila euro in più per viaggiare senza l’assillo di un ricorso a cambiate che impegnano a fondo il piede sinistro sul pedale di una frizione dalla corsa abbastanza lunga; del resto, la coppia c’è solo sopra i 2.000 giri e bisogna farci l’abitudine. Ovviamente, non serve affondare il piede sull’acceleratore. Bisogna aumentare la frequenza delle cambiate, vista anche l’ottima spaziatura dei rapporti del cambio. L’assetto, infine, non è male, l’auto si lascia guidare brillantemente.

Autostrada

L’ultima creatura della Casa coreana è un “compromesso” tra più soluzioni e come tale va interpretata, anche quando si entra in autostrada dove peraltro ci si può affidare al cruise control di serie. A 130 km/h costanti, il comfort a bordo potrebbe essere migliore se il motore non facesse sentire in modo invadente il suo “sound”. Il servosterzo elettrico non garantisce quella progressività che ci si attende e quando le traiettorie appenniniche impongono ampi cambi di direzione ci si ritrova a volte a “cercare” la reattività di uno sterzo che pare avere delle “amnesie” circa le sue funzioni. Ciò che viene in aiuto è, invece, il disegno delle sospensioni, ora decisamente più automobilistico, con schema McPherson anteriore e multilink posteriore. Una soluzione che offre sicurezza e comfort. Ne danno un po’ meno i freni, efficaci, ma non troppo progressivi.

Vita a bordo

La gestione dello spazio interno della nuova Korando è un’alchimia ben riuscita tra stile e praticità. Ne consegue un’abitabilità ideale per quattro persone. Il divano posteriore è comodo per due e accettabile per tre. Sufficiente anche il volume del bagagliaio, dove si trovano una utile rete fermaoggetti e il tendalino; entrambi già compresi nel prezzo. Sotto il piano di carico c’è un altro vano, come pretende la moda attuale, alla ricerca esasperata di luoghi dove mettere di tutto. Per chi guida, la disposizione dei comandi è buona, tranne che per i pulsanti del riscaldamento dei sedili, che si trovano in prossimità di un vano portaoggetti. C’è il rischio che il dispositivo venga attivato inavvertitamente. E quando fa caldo, ritrovarsi con un sedile bollente può dare un certo fastidio. Le plastiche interne non sono un inno al lusso, ma considerando il prezzo di listino sono da considerarsi adeguate. In ogni caso, sullo sconnesso non danno luogo a rumorosità evidenti e fastidiose.

Prezzo e costi

La Korando è sicuramente concorrenziale per la formidabile dotazione di accessori di serie. Sulla versione da noi provata abbiamo trovato auspicabile soltanto l’acquisto del cambio automatico (2.000 euro), che su questo tipo di vetture è sempre consigliabile. Quanto al resto, la Classy ha tutto di serie tranne la regolazione elettrica del sedile del guidatore, alla quale ha diritto solo chi sceglie la versione con il cambio automatico (questa proprio non l’abbiamo capita). Sul fronte dei costi d’uso, la Symi (la società che vende Ssangyong in Italia) non fa pagare la manodopera del primo tagliando. Inoltre, la garanzia è di 5 anni o 100 mila chilometri, mentre freni e frizione sono garantiti per 2 anni o 40 mila km. Attraente, ma occhio all’alta svalutazione dei primi anni.

Sicurezza

Se alla Ssangyong volevano stupire con effetti speciali, diremmo che ci sono riusciti mettendo a bordo della nuova Korando tutto quello che riguarda il capitolo della sicurezza passiva, ma non solo. Iniziamo dagli airbag, frontali, da quelli a tendina sia davanti che dietro e per finire quelli laterali. Inoltre, le cinture di sicurezza anteriori hanno il pretensionatore e il limitatore di forza. Sono dotazioni di serie. Discorso analogo per l’elettronica, anche questa di serie: all’ABS è abbinato il controllo della stabilità con antiribaltamento; poi c’è il BAS, che assiste la frenata; il sistema è affiancato dall’EBD, che distribuisce la forza dove le condizioni di emergenza lo indicano. L’elenco prosegue con la partenza assistita in salita, l’attivazione delle luci di emergenza in caso di frenata brusca. Quando le condizioni lo richiedono, a una velocità che non sia superiore ai 40 km/h, c’è la soluzione “lock mode” con il blocco della trazione che viene trasferita in parti uguali tra anteriore e posteriore. Su percorsi estremamente ripidi e sconnessi si “avverte” nitidamente la spinta che viene anche dal ponte posteriore. La conferma di una frenata poco modulabile ce la danno i numeri. A confronto con modelli del suo segmento, la Korando accorcia gli spazi di arresto solo quando si frena ad alta velocità quando il guidatore è portato a premere con più forza sul pedale. Sul fronte della stabilità e della tenuta di strada, il lavoro sulle sospensioni è apprezzabile. Non c’è ancora il crash test, ma il nuovo concetto costruttivo è già una buona premessa per ottenere un risultato positivo.

Verdetto

Dopo quattro anni di totale inattività (nessun nuovo modello) la Casa coreana, oggi controllata dall’indiana Mahindra, gioca la carta del prezzo e si presenta con la riedizione di un modello che pesca nei ricordi del passato, consapevole che il cliente è cambiato. Se non si pretendono prestazioni esasperate, con una dotazione di serie molto completa questa SUV ha tutte le carte in regola per confrontarsi con la concorrenza.i ha

Ssangyong Korando: costa poco, offre molto e porta una firma italiana

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