Subaru WRX STi Vista anteriore
  • pubblicato il 01-09-2011

Subaru Impreza WRX STi: ritorno alle origini, per sentirsi piloti tutti i santi giorni

di Andrea Rapelli

Ritorno alle origini, per sentirsi piloti tutti i santi giorni

PAGELLA
Città
15/25
Fuori città
22/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
17/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
110/150
Intro

Diciamoci la verità: la STi hatchback, con il portellone, ai “subaristi” veri non è mai andata giù. D’altra parte, anche là in Giappone, dove queste creature nascono, non dev’essere stato facile abbandonare un’immagine ben precisa per abbracciarne un’altra. Più pratica, certo, ma forse meno appagante di un tempo: quello dei campionati mondiali rally vinti a man bassa, ormai decisamente lontani... Passa qualche anno (4, per essere precisi) et voilà, riecco la tre volumi. Con tutti i miglioramenti del caso: aumento della lunghezza, testosteronico spoiler sulla coda, meccanica affinata... E, per la prima volta nella storia, una nuova denominazione: che inizia per WRX e finisce per STi (Subaru Tecnica International). Quasi a voler troncare i rapporti con l’universo Impreza. Insomma un’auto molto impegnativa. Per capirla fino in fondo abbiamo chiesto la collaborazione di Fabio Babini: girando fra i cordoli della pista Pirelli ci ha svelato, senza peli sulla lingua, pregi e difetti di questa Subaru. Con qualche consiglio utile per domare al meglio 300 CV, turbo e trazione integrale (a pagina 108 tutti i dettagli). Naturalmente non abbiamo dimenticato la vita quotidiana: gite fuori porta, tragitto casa-lavoro... Vediamo com’è andata.

Città

Farsi prendere dalla soggezione, dopo che il 2.5 boxer dà il buongiorno con voce cupa e possente, è fin troppo facile. Giù la frizione, dentro la prima: i comandi sono pesanti, granitici, a conferma delle prime impressioni. In marcia lo sterzo diventa leggero, ma le sospensioni, tarate per divorare l’asfalto delle prove speciali, mostrano una certa riluttanza ad assorbire le insidie metropolitane. Fatte anche di caccia al parcheggio: con lo spoiler, proprio in mezzo al lunotto, la visibilità, però, è critica. D’obbligo, per evitare costose visite dal carrozziere, i sensori di parcheggio (a partire da 252 euro). Lo scatto al semaforo? Dipende da come vi svegliate: se vi sentite rilassati e volete risparmiare carburante, la modalità Intelligent - selezionabile premendo la manopola sul tunnel - dimezza le prestazioni e indica il momento giusto per cambiare marcia. Altrimenti, potete sempre ruotarla su Sport: a quel punto, sarà difficile resistere a non affondare il piede sull’acceleratore.

Fuori città

Va un po’ saputa prendere, questa Subaru. Non è tanto per i 300 CV o per la consapevolezza che, sul vecchio Nürburgring, Tommi Mäkinen ha girato più veloce di 4 secondi rispetto al vecchio modello. Si tratta delle risposte che l’auto dà ad ogni azione del pilota: alle basse velocità sembra stranita, impacciata. Sulle prime lo sterzo si dimostra distaccato e “assente”, il cambio preciso, ma estremamente duro, i freni poco pronti. Tuttavia, selezionando la modalità Sport, la turbina comincia a soffiare a pieni polmoni: il pedale del gas diventa sensibilissimo e, alla minima pressione, capace di scatenare l’inferno. Ecco ciò di cui la “Subby” ha bisogno: carattere, decisione, manovre precise e fulminee. Sarà come sentirsi in prova speciale: se accelerate prima della corda, il muso punterà con decisione verso l’esterno. Ergo, abbiate un po’ di pazienza e sfruttate la reattività della coda in ingresso, affidandovi alla generosissima tenuta di strada e a un assetto che lascia un po’ di spazio al rollio, ma rimane sempre reattivo e preciso nel seguire gli input impartiti da chi guida. Il giro con Babini? Girate due pagine...

Autostrada

Rumorosità meccaniche e dei pneumatici semislick: queste le caratteristiche salienti della STi oltrepassato il casello. Sul motore, non c’è nemmeno da chiederlo, potete sempre contare: i rapporti piuttosto corti (a 130 km/h si viaggia intorno ai 3.000 giri) permettono riprese piuttosto pronte, specie in modalità Sport. Purtroppo, se le sospensioni digeriscono senza troppi imbarazzi traversine e avvallamenti, il boxer fa sentire costantemente il suo vocione e i passaruota non riescono a filtrare perfettamente tutti i decibel provenienti dall’asfalto, soprattutto quello drenante. Ciò detto, settato il manopolone centrale su Intelligent e il cruise control (di serie), potete contare su sedili comodi, rivestiti in morbida Alcantara, anche se poco contenitivi.

Vita a bordo

La vittima sacrificale nel passaggio da 5 a 4 porte è il bagagliaio che, pur conservando gli schienali abbattibili separatamente, ha perso il portellone e una bella fetta di praticità. Delle finiture del vano, in teoria, dovrebbe interessare poco all’acquirente tipo di una STi: per la cronaca, sappiate che abbiamo visto bagagliai meglio confezionati. La stessa cosa si può dire degli interni, a causa di piccoli scricchiolii provenienti dalla plancia. Qualche ombra nella disposizione di alcuni comandi mentre dell’abitabilità non ci si può lamentare, soprattutto nello spazio per la gambe dei passeggeri posteriori.

Prezzo e costi

Scegliere lei o la hatchback è pura questione di gusti perché il listino è identico: 43.031 euro. Con quasi tutto di serie: autoradio con lettore cd/mp3 e presa aux/usb, clima automatico, cruise control, fari allo xeno, sistema di accesso/avviamento senza chiave, vivavoce Bluetooth, vernice metallizzata... Senza dimenticare i 3 anni/100.000 km di copertura a carico della Casa. La misera lista degli optional recita gli interni in pelle (1.950 euro), i sensori parcheggio anteriori e posteriori (circa 510), i fendinebbia (375) e poco altro. Sul fronte consumi non ci sono sorprese: andando piano, i 9,1 km/l rilevati, vicini al dato dichiarato, sono alla portata di tutti, se invece si spinge... Di rilievo, data la caratura tecnica, la tenuta del valore.

Sicurezza

Come ogni sportiva che si rispetti, anche questa WRX può vantare un livello di sicurezza piuttosto elevato. A cominciare da tanti di airbag, sei e tutti di serie, per finire con attacchi Isofix, controllo elettronico di stabilità, fari allo xeno... Compresi nel prezzo. A tutto ciò dovete aggiungere le quattro stelle conquistate nella prova di crash svolta dall’Euro NCAP e un impianto frenante Brembo da riferimento: pensate che, da 130 km/h, la Subaru è riuscita a fermarsi in soli 59,4 metri... Meglio di un’Audi R8, tanto per fare un esempio. Certo, il retrotreno è agile e può diventare “problematico” se stuzzicato a dovere. Ciononostante, il controllo di stabilità lavora bene e, finché lo si mantiene inserito, le scodate stanno alla larga.

Verdetto

Berlina pronto corsa, nell’utilizzo quotidiano costringe a qualche scomodità: in città soprattutto, per via della durezza dei comandi e delle sospensioni marmoree. Nonostante questo, appena l’asfalto si attorciglia, l’Impreza torna nel suo elemento. Così, sarà capace di stupirvi con il setup racing dell’assetto, la presa della trazione integrale e il soffio possente del boxer turbo in accelerazione. A un prezzo che vale cotanta tecnologia.

Subaru Impreza WRX STi: ritorno alle origini, per sentirsi piloti tutti i santi giorni

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