Toyota GT86 - IN motion
  • pubblicato il 04-03-2013

Toyota GT86: quando la seduzione non è pericolosa

di Fabio Babini

Quando la seduzione non è pericolosa

IN BREVE
Il nostro tester, al volante di questa coupé trasgressiva, non ha resistito al fascino della Guida “sporca”: ha sottoposto le gomme agli straordinari e ha sfruttato ogni cm della pista di Adria.E si è divertito parecchio.

Se siete padri di famiglia, difficilmente questa affascinantissima coupé giapponese potrà essere l’unica auto di casa.

Molto più probabile che sia “l’altra”, l’alternativa un po’ osée alle solite station wagon tedesche: comode, spaziose e affidabili ma anche prevedibili e un filo noiose... Insomma, che sia l’amante, la terza incomoda.

Se, invece, siete ancora single e non dovete combattere con seggiolini per bambini, valigie, borse e borsette, la GT86 è una soluzione meno trasgressiva ma decisamente stuzzicante.

Che siate ammogliati o scapoli, poco importa: la GT86 è seducente già al primo sguardo, è “l’altra”, quella capace di regalarti weekend galeotti e brividi che sembravano dimenticati.

Quella che porti in pista e che, curva dopo curva, ti annega nel testosterone con la danza del posteriore.

Con il lato B che la GT86 dimena senza vergogna.

Bastano pochi preliminari: si inizia con escludere parzialmente il controllo di stabilità e a giocare con lo sterzo.

Pochi  giri e fare il pendolo prima dei tornantini diventa una droga. Chi se ne importa del tempo sul giro: la GT86 non è solo una sportiva da sparo, da giro lanciato.

Questa coupé è Jap nel profondo, pronta per diventare una vera drift car per quelle pazze gare a chi fa il traverso più lungo.

Lo step successivo? Premo un altro pulsante e tolgo completamente l’ESP.

Così, anche se la potenza del motore realizzato dalla Subaru non è esuberante (200 CV), in un attimo mi trovo a danzare con il volante: arriva la curva, scarico il retrotreno con il pendolo, metto di traverso l’auto e la porto verso il punto di corda, apro e chiudo con lo sterzo per tenere la linea ideale e poi via, verso il prossimo rettilineo, tengo giù il gas senza rispetto per il battistrada delle gomme, che si sbriciola in fumo azzurro sull’asfalto.

Un vero (scusatemi l’azzardo) amplesso a quattro ruote in direzione della prossima tornata. La GT86, che sulla carta sembra una sportivetta come tante, tira fuori una grinta che non ti aspetti.

Il motore ha un tiro fluido e allunga bene fino al limitatore: un’erogazione perfetta per tenere l’auto impegnata in lunghi traversi, gestendo la traiettoria con la potenza scaricata sulla trazione posteriore.

Lo sterzo, poi, aiuta parecchio: è sensibile per far capire al pilota l’attimo esatto in cui la coda inizia a sfuggire alle leggi della fisica ed è rapido e sensibile per controllare l’auto mentre avanza di traverso priva di stabilità.

Per fortuna il comando è efficiente, perché, a volte, la GT86 perde l’aderenza del posteriore quando non te lo aspetti.

Guidando al limite senza ESP capita che, cambiando marcia in appoggio, anche tra la terza e la quarta, la coda parta all’improvviso per la tangente e, senza un volante rapido a ruotare in direzione opposta, il testacoda sarebbe inevitabile.

Così ai meno esperti suggerisco di non togliere del tutto l’ESP in pista ma soprattutto nell’uso quotidiano, rispettando e mi raccomando sempre le regole del Codice della strada.

In pista, invece, vi stimolo a cercare di arrivare al limite di questa vettura per appagarvi con la sua sportività “vecchia scuola”.

A rendere sicuro il track day concorrono i freni: i dischi e le pinze sono forse meno scenografici che su altre vetture più aggressive nel look, ma fanno alla grande il loro dovere.

Il pedale trasmette mordente fin dall’inizio e aiuta a contrastare il sottosterzo in fase di inserimento, perché la decelerazione è immediata e potente e trasferisce il carico alle ruote anteriori, che così restano ben schiacciate sull’asfalto a guidare il muso.

Anche il cambio lavora bene con una leva dalla corsa corta e gli innesti precisi. E la sesta è abbastanza lunga per viaggiare in autostrada.

Sul tracciato di Adria ho provato anche una serie di hot lap alla ricerca del tempo migliore.

All’inizio non è stato facile: per battere la lancetta del cronometro bisogna guidare molto puliti ed evitare ogni sbavatura perché, se il posteriore si anima, è un attimo lasciare qualche decimo di secondo in una scodata.

Quindi occorre prestare attenzione ai trasferimenti di carico e non bisogna eccedere con le staccate vigorose.

In questo modo si ottengono dei tempi interessanti, soprattutto considerando la potenza non esagerata della vettura.

E con un telaio così efficiente mi viene da pensare che la Subaru potrebbe prestare a questa coupé un motore anche più potente e, perché no, pure la trazione integrale.

A fine giornata ho capito che la Toyota GT86 è davvero ottima per chi cerca il divertimento senza rischiare guai.

In fondo, la giapponesina è un’amante che costa poco.

E non soltanto di listino: giusto due gomme (quelle posteriori) per ogni track day.

SCHEDA TECNICA
  • Motore ant. boxer.
    4 cil., 1.998 cc
  • Potenza
    147 kW/200 CV a 7.000 giri
  • Coppia
    205 Nm a 6.400 giri
  • Cambio
    manuale a 6 rapporti
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    226 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    7,6 secondi
  • Consumo misto
    12,8 km/l
  • Emissioni CO2
    181 g/km
  • Dimensioni
    4,24/1,78/1,29 m
  • Bagagliaio
    243 l 1 0
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