Toyota IQ Vista anteriore
  • pubblicato il 26-08-2011

Toyota IQ: sarà anche cara e pure un po’ snob, ma quanto è pratica!

di Simone La Rocca

Sarà anche cara e pure un po’, snob ma quanto è pratica!

PAGELLA
Città
19/25
Fuori città
18/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
16/25
Prezzo e costi
19/25
Sicurezza
21/25
VERDETTO
110/150
Intro

Le citycar sembrano tutte uguali: hanno dimensioni compatte, carrozzeria monovolume a cinque porte e un abitacolo spazioso per quattro adulti, ma senza trascurare la capacità di carico. Sembrano, perché ci sono le eccezioni come la Smart e l’antiSmart: cioè la Toyota iQ, che in soli 299 centimetri (circa mezzo metro meno della media del segmento e 29 cm più della Smart Fortwo) può ospitare quattro passeggeri (in realtà tre adulti più un bambino). Sono proprio questi centimetri a fare la differenza, 290 mm in cui i giapponesi, con tecniche da bonsai, hanno calato nella iQ il divanetto posteriore. Un bel vantaggio rispetto alla rivale perché dà la possibilità di poter usare l’auto quasi come una Fiat Panda: non male per chi si destreggia tra amici, famiglia e, magari, con qualche borsone per la palestra o i bambini. E capire come hanno fatto a trovare lo spazio per i 4 posti non è difficile: vista da fuori la iQ è squadrata, ma non banale; la linea si concede qualche vezzo stilistico, specialmente nel frontale e nel disegno dei montanti posteriori, che hanno un andamento sinuoso e originale. Tutto rose e fiori? No perché il prezzo è tutt’altro che mini... Si parte da 12.051 euro, ma la Tobasco del nostro test supera i 15.000 euro. Una bella spesa per fare la spesa.

Città

Per affrontare le avversità del traffico cittadino, niente è meglio di un’auto di piccole dimensioni. Nell’immaginario collettivo la Smart Fortwo è la citycar per eccellenza, ma anche la Toyota iQ, seppur più lunga di 29 centimetri, non è certo da meno. La compatta quattro posti giapponese vanta agilità: nel traffico come nelle manovre strette è praticamente ineguagliabile. Parte del merito va al buon diametro di sterzata di 8,8 metri. Apprezzabile anche la capacità di digerire le imperfezioni dell’asfalto, grazie alla taratura delle sospensioni, mentre a garantire il disimpegno tra gli ostacoli, ci pensa il vivace motore benzina da 69 CV, abbinato al cambio CVT Multidrive: le partenze non sono fulminee, ma la ripresa ai medi regimi è sempre pronta e i consumi non nerisentono troppo. Lo sterzo è abbastanza diretto ma attenzione a non esagerare con la rotazione, il passo corto rende l’auto nervosa.

Fuori città

Chi pensa che un’auto lunga tre metri non possa regalare soddisfazioni e piacere di guida sui percorsi misti, probabilmente dovrà ricredersi. Già, perché la iQ sopperisce alla mancanza di centimetri, utili per garantire stabilità e precisione, con la corretta taratura delle sospensioni. La piccola Toyota ha un buon bilanciamento generale, coniuga sapientemente guidabilità e comfort e, solo forzando un po’ la mano, evidenzia l’inevitabile tendenza al sottosterzo, ma senza impensierire. Piacevole lo sterzo, leggero nelle manovre a bassa velocità, ma sempre preciso e sincero nei tratti più impegnativi. Ottimo anche il responso del motore, che non brilla certo per cattiveria, ma si rivela pronto e scattante quando serve, supportato anche dal cambio CVT, preciso, non molto silenzioso, ma fluido nell’usare la coppia del motore. Volendo divertirsi un po’, è possibile tarare la gestione elettronica sulla modalità Sport: aumenta il regime di rotazione del motore, ma i consumi salgono.

Autostrada

Non nasce certo per affrontare i lunghi tragitti autostradali, ogni elemento infatti è stato concepito per muoversi in città o sui percorsi misti. Il limite più evidente è dato dalla scarsa potenza a disposizione: la velocità massima è limitata. Inoltre, toccati i 90 km orari, raggiungibili in breve tempo, per guadagnare altra velocità è necessario insistere molto sul pedale dell’acceleratore. Buona, invece, la stabilità sul veloce. La iQ, inoltre, nonostante il peso leggero non subisce i fastidiosi contraccolpi d’aria al passaggio dei mezzi pesanti. Il comfort di marcia è sempre piuttosto buono, a patto però di stare nei posti anteriori.

Vita a bordo

L’abitabilità anteriore è a prova di critiche: i sedili sono ampi e confortevoli, inoltre la plancia ha una forma asimmetrica che permette al passeggero di stare più avanti rispetto al guidatore, aumentando così lo spazio a disposizione di chi siede dietro. Qui lo spazio è più sacrificato, in particolare quello per le gambe, mentre non mancano centimetri in altezza, quanto basta per affrontare brevi tragitti senza troppi sacrifici. L’accesso è però difficoltoso: bisogna far scorrere il sedile del passeggero (quello di guida è “fisso”), che dovrà poi essere riposizionato manualmente, perché sprovvisto del meccanismo di memoria. Abbattendo uno o entrambi i seggiolini posteriori si guadagna spazio per qualche bagaglio: interessante il sistema di ribaltamento dello schienale (frazionato di serie), che permette di ottenere un piano di carico regolare e privo di fastidiosi gradini.

Prezzo e costi

La versatilità dell’abitacolo e le dimensioni contenute rendono la iQ una delle cittadine più appetibili, tuttavia sul fronte costi e dotazioni resta qualche perplessità. Per un’utilitaria, infatti, 15.151 euro sono tanti, specialmente se si tratta di una versione che, ad esclusione di qualche piccolo dettaglio estetico, non offre molto di più degli allestimenti meno costosi. Ingiustificata anche l’assenza di accessori utili, come il climatizzatore automatico o la memoria per il sedile del passeggero. La Tobasco del test è riconoscibile per l’originale vernice arancio metallizzato, corredata di specchi retrovisori e cerchi in lega di colore brunito, mentre all’interno si distingue per l’elegante selleria in misto pelle e microfibra.

Sicurezza

Nonostante le misure ridotte e l’aspetto da “scatolotto”, è tra le cittadine più sicure: oltre ai vari sistemi elettronici di sicurezza attiva (ABS, EBD, ESP...), vanta la presenza di ben 9 airbag, tra cui quello a tendina sul lunotto, che protegge i passeggeri dietro in caso di tamponamento. Scelta lodevole vista la compattezza della vettura. L’iQ è valida anche sul fronte della guidabilità: nonostante il passo corto (scelta tecnica che rende le auto più nervose nella dinamica in velocità), grazie alle carreggiate larghe, la stabilità non desta grandi preoccupazioni e c’è sempre il paracadute dell’ESP (di serie), pronto a gestire la traiettoria. L’impianto frenante, infine, è reattivo ed efficiente.

Verdetto

L’auto ideale per chi vive o lavora in città: le misure contenute permettono di parcheggiarla praticamente ovunque; inoltre è molto agile e scattante nel traffico. Per due adulti abbonda lo spazio a bordo e ci sta qualche bagaglio. Volendo è possibile ospitare altri due passeggeri (meglio se di bassa statura), rinunciando al vano di carico. Molto interessanti i consumi e i costi di gestione, decisamente meno popolare il prezzo di listino.

Toyota IQ: sarà anche cara e pure un po’ snob, ma quanto è pratica!

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