Toyota Yaris Hybrid - Frontale
  • pubblicato il 19-09-2012

Toyota Yaris Hybrid: và dove ti porta l’ibrido

di Adriano Tosi

Và dove ti porta l’ibrido

PAGELLA
Città
18/25
Fuori città
17/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
18/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
21/25
VERDETTO
109/150
Intro

Facile dire ibrido.

All’atto pratico, invece, le difficoltà e i distinguo si sprecano.

Nelle prime rientra il lavoro di cesello degli ingegneri Toyota, costretti ad alloggiare una tecnologia sofisticata come quella della Prius nell’involucro ben più piccolo della Yaris.

Dilemma risolto compattando il propulsore a benzina: la cilindrata cala da 1,8 a 1,5 litri, l’ingombro scende del 10% e il peso di 16,5 kg.

L’Hybrid Synergy Drive, poi, utilizza un motore elettrico più compatto del 6% e più leggero di 11 kg rispetto a quello della Prius.

Nuove sono anche le batterie al nichelmetallo idruro, le cui celle sono state ridotte da 168 a 120.

Un accorgimento che ha permesso, tra l’altro, di posizionare gli accumulatori sotto il sedile posteriore, senza rubare un centimetro ad abitacolo e bagagliaio, ma solo 6 litri di capacità al serbatoio della benzina (da 42 a 36 litri).

Quanto ai distinguo, la Yaris può fregiarsi della palma di “prima” tra le full hybrid del segmento B, perché la Honda Jazz Hybrid non può fare a meno del motore a benzina per muoversi.

Cosa che alla Toyota Yaris riesce, in modalità EV, per non più di un paio di km, alla velocità massima di 50 km/h.

Città

Le aspettative erano alte: da un lato, una tecnologia che in città “si sente a casa”.

Dall’altro, un’auto che fra le viuzze del centro sguscia che è un piacere. Dall’incontro delle due, non poteva che scaturire qualcosa di unico; cosa che è puntualmente avvenuta.

Se si va di fretta, la Toyota Yaris Hybrid scatta da ferma con la sollecitudine che solo il motore elettrico è capace di garantire, aiutato dall’1.5 a benzina.

Se invece l’obiettivo è quello di consumare il meno possibile, basta alleggerire il carico sul gas per marciare in modalità elettrica e sfruttare al massimo il programma di guida “Eco mode”.

A dirla tutta, per coprire la distanza da un semaforo all’altro con la sola forza dei Volt, è meglio evitare l’orario di punta: le accelerazioni sono lente e la pazienza di chi va o torna dal lavoro non è mai abbastanza.

Per il resto, la Yaris si conferma il solito anti-stress urbano.

Parcheggiarla non è un problema: i 2 cm in più di lunghezza della Yaris Hybrid (ricavati per fare posto al modulo elettrico) non si sentono, mentre il raggio di sterzata ridotto consente di manovrare in un “fazzoletto”.

Il comfort? L’aggravio di peso ha imposto sospensioni più rigide: si spiega così qualche scossone sulle asperità più secche.

Fuori città

Dedizione all’ambiente e divertimento di guida mal si conciliano, sulla carta. Poi ci si mette al volante della Yaris Hybrid e si scopre che le cose non stanno esattamente così.

Più rigida di quanto ci si aspetti, la giapponese affronta con ritmo quasi sportivo curve e controcurve, mentre allo sterzo bastano pochi gradi per inserire il muso in curva.

L’adozione di pneumatici votati alla massima scorrevolezza (non il top, dunque, per un percorso di montagna) si fa sentire, ma la Hybrid offre dei limiti di tenuta e un feeling superiori alle aspettative, al punto che nel  misto ci si riesce quasi a divertire.

Il quasi è dovuto al carattere del sistema HSD: fatto su misura per gli stop&go della città, non rappresenta propriamente un invito alla guida sportiva sulle strade più aperte.

Specialmente in salita, il peso elevato penalizza il brio e la Toyota Yaris Hybrid accelera con un po’ di pigrizia.

In aggiunta a ciò, l’abbinamento con il cambio a variazione continua impone un regime di rotazione piuttosto alto al motore a benzina, restituendo una sensazione scooteristica poco piacevole.

Va molto meglio in pianura e con un ritmo da souplesse.

In questo caso, la collaborazione tra i magneti e i pistoni si rivela particolarmente proficua.

Il cervellone elettronico che gestisce i motori sfrutta al meglio l’energia immagazzinata nelle batterie e nel serbatoio, garantendo un buon dinamismo, contenimento della rumorosità e percorrenze di tutto rispetto.

La sfida, a questo punto, si accende con se stessi: ritrovarsi alla “caccia” del consumo medio più basso è un attimo.

E l’ambiente ringrazia.

Autostrada

A velocità costante, l’ibrido si fa un po’ da parte.

In assenza di variazioni di velocità, il contributo del motore elettrico della Toyota Yaris Hybrid viene meno quasi completamente: resta valido solo come generatore, per caricare il pacco batterie.

Quante volte, però, l’andatura sulle nostre autostrade è fissa? Poche, purtroppo.

Ecco quindi che nelle riprese l’HSD torna protagonista; come boost più che a salvaguardia dei consumi, i quali sulle tre corsie si attestano intorno ai 16,4 km/l rilevati.

In caso di necessità, la coppia del motore a magneti contribuisce alla spinta e, grazie anche al cambio CVT, i tempi rilevati sono molto più rapidi rispetto a quelli della Yaris 1.3 a benzina.

Per passare da 80 a 120 km/h sono necessari 9,6 secondi e 12,9 da 90 a 130: la 1.3 con cambio manuale impiega rispettivamente 21,8 e 31,5 secondi (in quinta e sesta marcia).

Per il resto, le sospensioni isolano dagli avvallamenti, ma rispondono un po’ bruscamente sulle giunture dell’asfalto.

Quanto alla frenata, la prima parte di corsa del pedale attiva il freno a motore elettrico, che rigenera la batteria: fatta l’abitudine, la modulabilità non crea problemi.

Vita a bordo

Verde? Troppo facile.

Toyota ha scelto il blu per distinguere la gamma ibrida - che va dalla Yaris alla Prius+, passando per Prius e Auris - dal resto della produzione.

Al colore del cielo si ispirano i marchi apposti esternamente e numerosi dettagli interni: le cuciture della pelle del volante, il pomello della leva del cambio, il pulsante d’avviamento e la “dominante” della grafica di bordo, dalle schermate del navigatore alle lancette della strumentazione.

Ed è proprio questa la differenza più marcata tra la Hybrid e le altre Yaris.

Per il resto, invece, l’installazione di una tecnologia sofisticata come quella dell’HSD di Toyota non ha imposto alcuna rinuncia.

Gli accumulatori sono stati posizionati sotto il sedile posteriore e, per non rubare nemmeno un centimetro alle gambe di chi siede dietro, sono anche stati ridotti nelle dimensioni.

L’abitabilità si conferma dunque ai vertici del segmento B, nonostante la lunghezza resti sotto i 4 metri (3,91).

Quanto alla qualità, i materiali non sono certo dei più morbidi, ma l’assemblaggio è di buon livello e, grazie anche all’aspetto hi-tech della plancia, il colpo d’occhio è più che soddisfacente.

Nessuna variazione al capitolo ergonomia: lo schermo del navigatore si arricchisce delle schermate di visualizzazione dei flussi di energia, mentre la posizione di guida e i comandi principali sono invariati.

Stesso discorso per il bagagliaio, che si conferma spazioso ma non molto regolare nel volume.

Prezzo e costi

Sarà che dopo 15 anni di tecnologia ibrida i costi iniziali sono stati ammortizzati, sarà che dal Giappone vogliono far vedere che il proprio impegno verso l’ambiente è sempre più forte; sta di fatto che l’ibrido non è più una scelta da radical chic con il pallino per l’ecologia e con una capacità di spesa superiore al minimo.

Toyota propone la Yaris Hybrid 5p Lounge allo stesso prezzo della 1.4 D-4D Lounge. Come dire: il cliente è libero di scegliere la tecnologia che più gli si addice.

L’utilizzo dell’auto è prevalentemente urbano? Hybrid tutta la vita.

Diesel, invece, nel caso in cui extraurbano e autostrada siano le strade più battute.

La Yaris Hybrid non è disponibile nelle versioni base e Active, ma solo dalla Lounge in su, con una ricca dotazione di serie, in cui non mancano specchietti elettrici, clima automatico, stereo mp3...

Sicurezza

Nel capitolo Fuori città si era parlato di un certo dinamismo tra le curve, di una discreta reattività della Toyota Yaris Hybrid nel misto.

Qui è obbligatorio precisare che tale vivacità non mette in discussione nemmeno per un istante la sicurezza.

La stabilità e la prevedibilità delle reazioni sono stati obiettivi primari degli ingegneri del Sol Levante nella messa a punto della dinamica della vettura.

La si può provocare finché si vuole, ma il controllo elettronico di stabilità non concede nemmeno un grado di tolleranza al sovrasterzo.

Le correzioni sono sempre tempestive e, talvolta, paiono quasi preventive: basta un movimento rapido del volante per allertare i chip.

Data la mission della vettura, non si può che condividere questa impostazione. Che la Yaris (ibrida e non) tenga alla sicurezza è chiaro anche dalla dotazione e dal crash test Euro NCAP.

La prima è comprensiva dei classici sei airbag più quello per le ginocchia del guidatore, ma anche dell’ESP su tutta la gamma.

Il secondo ha messo in luce una protezione elevata sia per gli adulti sia per i bambini.

Non eccellenti, invece, gli spazi di frenata: da tutte e tre le velocità di riferimento - 50, 90 e 130 km/h - la giapponese fa registrare spazi di arresto leggermente superiori alla media, rispettivamente 10,2, 40,6 e 68,4 metri.

Non solo: il feeling del pedale risulta un po’ inficiato dall’interazione tra l’impianto frenante tradizionale e la funzione di ricarica delle batterie.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,8
  • 0-80 km/h
    7,9
  • 0-90 km/h
    9,8
  • 0-100 km/h
    12,1
  • 0-120 km/h
    18,2
  • 0-130 km/h
    22,4
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in d
    6,1
  • 60-100 km/h in d
    6,9
  • 80-120 km/h in d
    9,6
  • 90-130 km/h in d
    12,9
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,2
  • 100-0 km/h
    40,6
  • 130-0 km/h
    68,4
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    51
  • 90 km/h
    62
  • 130 km/h
    70
  • max clima
    66
  • Carburante
  • consumato
    58,7
  • Distanza
  • percorsa
    1.245
  • Percorrenza
  • media
    21,2
  • a 50 km/h
    47
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    127
  • Giri
  • al volante n.d.
    2,1
  • Motore
  • a 130 km/h in d
    n.d.
Verdetto

Dopo averla lanciata nel panorama automobilistico, Toyota rende ora più democratica la tecnologia ibrida.

Proposta allo stesso prezzo del diesel, la Yaris Hybrid costituisce una validissima (e conveniente) alternativa per gli automobilisti metropolitani.

Che risparmieranno sul pieno, ma anche sui ticket di ingresso alle ztl, come a Milano per l’Area C.

Il tutto al volante di un’auto versatile, spaziosa e tecnologica.

Che non si confonde con altre utilitarie.

Toyota Yaris Hybrid: và dove ti porta l’ibrido

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