Volkswagen Golf Cabriolet Tre quarti anteriore
  • pubblicato il 21-11-2011

Volkswagen Golf Cabrio: il gusto di stare (sempre) all’aria aperta

Il gusto di stare (sempre) all’aria aperta

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
18/25
Autostrada
22/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
19/25
VERDETTO
113/150
Intro

Dopo nove anni di assenza dal mercato è tornata la Golf Cabrio: la terza di sei serie totali di Golf. Tra il 1979 e il 2002 questa “scoperta” fu la più scelta della sua categoria e nel 2003 venne rimpiazzata dalla Eos con il tetto rigido che non seppe però replicarne il successo. In Volkswagen, allora, hanno innestato la marcia indietro e sono tornati a proporre la cabrio come l’hanno sempre amata gli appassionati del marchio. Ovviamente alcuni retaggi del passato sono rimasti nel museo, come il roll-bar centrale presente nelle precedenti Golf, antiestetico e ingombrante, sostituito da due elementi ad azionamento automatico situati dietro i poggiatesta posteriori. Confermata ovviamente la copertura in tela, ripiegabile elettricamente fino a una velocità di 30 km/h. Operazione veloce perché la struttura rimane a vista anche da aperta: così i progettisti sono riusciti a dare più spazio ai passeggeri posteriori e a mantenere una discreta capacità di carico. L’esemplare della nostra prova monta il 1.600 TDI da 105 CV: davvero adatto. In alternativa, per ora, c’è il 1.200 turbo benzina con medesima potenza. L’automatico DSG non è ancora disponibile, purtroppo.

Città

Diciotto centimetri meno della Eos si sentono, ma è inutile trattare la Golf come un’utilitaria: 4,24 metri di lunghezza e 1,78 di larghezza sono misure importanti. Che dire della visibilità in parcheggio? A capote chiusa, è sacrificata. Bisogna quindi fare attenzione, perché la protezione della carrozzeria è scarsa e, senza l’ausilio dei sensori di parcheggio (538 euro), si rischia di graffiare i paraurti in tinta. Il 1.600 TDI è perfetto per la guida cittadina: consuma poco e le emissioni di gas nocivi sono minime (e nelle soste non si avverte odore di combustione). Lo scatto da fermo non è coinvolgente, ma la Golf copre lo 0-100 km/h in 12,1 secondi, un tempo di tutto rispetto. Il sistema start/stop non è previsto: peccato, perché a capote aperta, durante le soste il rumore del motore si sente.

Fuori città

«Le cabrio sono poco sfruttabili, si possono godere solo nelle stagioni calde». Questo luogo comune non vale per la Golf, perché è la “scoperta” per tutte le stagioni. In estate e in primavera la si apprezza apertissima, in autunno e in inverno basta alzare i quattro finestrini, installare il frangivento (di serie, ma sacrifica i posti posteriori) e ci si può godere il cielo aperto senza rischiare cervicale e sinusite. Nella guida extraurbana si gusta in modo stupefacente la morbidezza e il comportamento turistico della Golf Cabrio; meno gratificante la guida sportiva perché l’inserimento di curva è condizionato dallo sterzo leggero e poco preciso. Il motore diesel non regala di certo spinte mozzafiato, ma porta a passeggio la Golf con scioltezza: la coppia motrice di 250 Nm, disponibile in un range di giri basso (da 1.500 a 2.500 giri), non fatica a gestire la massa di 1.500 kg. Nella prova di ripresa da 80 a 120 km/h in quarta marcia, la Golf ha segnato un tempo discreto (10,89 sec.). Del resto, il motore è a corto di cavalli solo dopo i 3000 giri: per essere più incisivo nelle zone alte del contagiri servirebbe un’iniezione di potenza. Il cambio manuale con sole 5 marce non lascia molta libertà di gestione, ma ha innesti precisi e vellutati.

Autostrada

Dimenticate i fruscii che filtrano dagli spifferi e il frastuono del vento. La Golf è, infatti, una cabrio molto silenziosa: la capote ha materiali all’avanguardia nell’imbottitura e nelle finiture. Nuove guarnizioni sono state applicate, poi, nelle sedi dei vetri per evitare l’effetto vela in velocità: il rigonfiamento del telo, oltre a far rumore, comprometteva l’efficienza, facendo salire i consumi alle medie autostradali. Le ruote da 16 pollici e le sospensioni morbide assorbono bene le asperità dell’asfalto. A fare un po’ di chiasso ci pensa il turbo diesel che con sole cinque marce gira a 2.500. La poca verve del propulsore ai regimi medio-alti tiene lontano il benzinaio: più di mille km di autonomia.

Vita a bordo

La Golf Cabrio è da vivere in quattro, anzi quattro adulti perché non si è fatta economia di spazio. I sedili anteriori sono avvolgenti con rivestimento in misto Alcantara: ampie le sedute, ma le regolazioni sono tutte manuali. La posizione di guida è bassa, sportiva e i comandi presenti sulla console sono intuitivi. I due sedili posteriori sono accoglienti perché non hanno lo scomodo schienale quasi verticale delle classiche cabriolet e lo spazio per le gambe (da 9 a 34 cm) è più che sufficiente per non stare con le ginocchia in gola. La cura dei dettagli e delle finiture sono da vera Volkswagen.

Prezzo e costi

La Golf Cabrio è offerta con un solo allestimento, ma gli accessori a pagamento sono a volontà. La dotazione base comprende, oltre agli essenziali cerchi da 16”, regolatore di velocità, volante multifunzione e luci diurne a led. Degli otto pacchetti disponibili il nostro esemplare è dotato del Design&style (sedili in misto Alcantara, volante in pelle, pedaliera in acciaio e inserti cromati) e del pacchetto tecnologia (sensore pioggia, sistema light assist, sensori di parcheggio... ecc). Il prezzo, poi, parte da 26.750 euro: non basso per questi tempi difficili, ma in linea con la concorrenza. Tuttavia il marchio dovrebbe tenere alto il valore dell’usato. Il motore è invece parsimonioso: nelle nostre prove abbiamo rilevato 18,3 km/l di media.

Sicurezza

Rispetto alla berlina, la Golf Cabrio è stata rinforzata in molte sue parti: il telaio del parabrezza cela un arco di protezione e nuovi elementi in acciaio e in alluminio contribuiscono a migliorare la rigidità torsionale, influendo positivamente su stabilità e sicurezza di marcia. Le sospensioni votate al comfort rendono la Golf un po’ morbida, ma la tenuta di strada difficilmente può essere compromessa: il controllo di stabilità (ESP) interviene in modo regolare senza essere invadente. L’impianto frenante a quattro dischi assicura spazi di frenata ridotti (62,5 metri da 130 km/h) ed è efficiente anche sotto sforzo: il pedale non diventa mai spugnoso e l’ABS interviene in modo rapido. Otto gli airbag di serie.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,54
  • 0-100 km/h
    12,11
  • 0-130 km/h
    21,6
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in 2a
    4,06
  • 50-90 km/h in 4a
    10,17
  • 80-120 km/h in 4a
    10,89
  • 90-130 km/h in 5a
    14,01
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    8,9
  • 100-0 km/h
    33,8
  • 130-0 km/h
    62,5
  • Rumorosità
  • al minimo
    45
  • max clima
    65
  • 50 km/h
    61
  • 90 km/h
    65
  • 130 km/h
    70
  • Carburante
  • consumato
    71
  • Distanza
  • percorsa
    1.300
  • Percorrenza
  • media
    18,3
  • a 50 km/h
    46
  • a 90 km/h
    83
  • a 130 km/h
    121
  • Diametro
  • di volta
    nr
  • Giri
  • al volante
    2,5
  • a 130 km/h in D
    2.500
Verdetto

Dopo averla provata sembra proprio che in Volkswagen abbiano fatto bene a tornare alla soluzione della classica cabriolet. Un’auto comoda e sicura da usare tutto l’anno e senza limitazioni. Il motore turbodiesel non è potente, ma va bene così, a misura di una vettura che va guidata in souplesse godendosi il mondo che le si muove attorno. Peccato che l’ottimo cambio automatizzato DSG non sia disponibile, ma forse lo sarà a breve.

Volkswagen Golf Cabrio: il gusto di stare (sempre) all’aria aperta

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