Volkswagen Polo GTI vista frontale
  • pubblicato il 10-07-2011

Volkswagen Polo GTI: ben ritrovata sottile linea rossa

di Adriano Tosi

Ben ritrovata sottile linea rossa

PAGELLA
Città
24/30
Fuori città
25/30
Autostrada
23/30
Vita a bordo
23/30
Tempo libero
19/30
Sicurezza
20/25
Prezzo e costi
20/30
VERDETTO
154/205
Intro

GTI. Tre lettere che per molti appassionati di auto significano una cosa soltanto: Golf. Il meglio, della Golf: la versione che unisce dinamismo e comfort, misurata immagine sportiva ed eleganza; praticamente, un marchio a sé dal 1976, anno di presentazione. Ma l’allestimento GTI esiste da molto tempo anche per la Polo, una sorta di declinazione in scala ridotta dell’equilibrio vincente della sorella maggiore. Facile, detto così. I dati di mercato, però, indicano che il successo della Polo GTI è sempre stato al di sotto delle aspettative di Volkswagen. Ma questa volta le cose potrebbero cambiare. Perché la piccola di Wolfsburg non è mai stata così potente (180 cavalli), così scattante (solo 6,9 secondi per raggiungere i 100 km/h) e così tecnologica, con doppia sovralimentazione e doppia frizione per la massima reattività ai comandi. Giusto per rimanere in famiglia, la prima che potrebbe avvertire il fiato sul collo della piccola sportiva di Casa VW è proprio la Golf GTI. Perché se il mercato deve ancora dare risposte, il cronometro le sue le ha già date: per scattare da 0 a 100 km/h, le due rivali impiegano esattamente lo stesso tempo: 6,9 secondi. Se invece si parla di competitor in senso stretto, Seat Ibiza Cupra e Skoda Fabia RS (con cui la VW condivide motore, cambio e telaio) impiegano rispettivamente 7,2 e 7,3 secondi, mentre l’Alfa MiTo 1.4 Turbo Multiair Q.V. e l’Abarth Grande Punto SS richiedono 7,5 secondi. La Citroën DS3 1.6 Turbo e la Mini Cooper S? 7,3 e 7 secondi.

Divertirsi con giudizio

Una GTI non si compra certo, almeno non solo, per i freddi numeri. Si cercano emozioni e appagamento anche quando le strade non sono rettilinee. In questo caso, va detto subito, la Polo è ottima ma non così esaltante come la Mini Cooper, il riferimento del segmento. Nel pieno rispetto della filosofia VW (e GTI), l’assetto è rigido ma non “marmoreo”, mentre le reazioni del retrotreno sono sempre molto composte. Si può rilasciare il gas a centro curva senza preoccupazioni, visto che le ruote dietro non allargano la traiettoria. Una messa a punto rassicurante, non c’è dubbio. In uscita di curva, inoltre, è ben avvertibile il lavoro dell’XDS: la funzione dell’ESP che frena la ruota motrice interna in caso di pattinamento. Il sottosterzo di potenza sparisce, ma anche in questo caso il margine lasciato al guidatore è molto risicato. Quanto allo sterzo è svelto nell’inserire il muso in curva, ma fa mancare leggermente la “connessione” con le ruote all’approssimarsi del limite di aderenza. Sia chiaro: si sta parlando di situazioni difficili da riscontrare normalmente. Nella guida di tutti i giorni emergono infatti l’eccellente tenuta di strada, la rapidità degli inserimenti e la brillantezza dell’accoppiata motore-cambio. Il primo inizia a spingere a 1.000 giri e non smette prima dei 6.500, il secondo non lesina marce alte (a vantaggio dei consumi), ma se si affonda il gas è fulmineo nei passaggi di rapporto.

Spazio e silenzio

Dicevamo del sapiente mix di ogni GTI fra dinamismo e comfort: la Polo non tradisce. Tolti alcuni inequivocabili richiami (volante “tagliato”, cuciture rosse e sedili con fantasia scozzese), questa è una Polo come un’altra: ampia davanti e dietro, dove anche in tre non si sta stretti, offre comandi razionali e un’insonorizzazione curata. Solo pieno gas, infatti, lo scarico si fa più vivo in abitacolo. Capitolo costi: 21.376 euro non sono pochi, ma la concorrenza, dalla MiTo Q.V. alla Mini Cooper S, è allineata, se non più cara.

Città

Non si direbbe che è una GTI

Nonostante le tarature non siano morbide, nel comfort delle sospensioni la Polo merita 4 stelle: lo smorzamento delle vibrazioni è esemplare. Bene in manovra, grazie a ingombri facilmente percepibili, mentre 1.4 TSI e DSG assicurano prontezza in ogni condizione.

Fuori città

Divertente, se non si esagera

Per ricavare il meglio bisogna individuare il limite e non avvicinarlo troppo. In questo modo la GTI più piccola si rivela veloce, precisa, appagante. Se si esagera, lo sterzo perde sensibilità e in ingresso curva si innesca del sottosterzo. “Infinito” il tiro del TSI.

Autostrada

Pronta per viaggiare, ma...

Anche in salita e a pieno carico, la doppia sovralimentazione e il DSG assicurano elasticità. Ma a 130 km/h c’è una rombosità costante che limita il comfort, altrimenti ottimo, assicurato dall’assorbimento delle sospensioni. Il cruise control è di serie.

Vita a bordo

Ampia e ben fatta

Convincente da tutti i punti di vista: davanti, c’è spazio in abbondanza e le ampie regolazioni consentono di personalizzare al meglio la posizione di guida. Dietro, non si sta troppo stretti nemmeno in tre. Infine, qualità dei materiali e cura per le finiture sono da vera tedesca.

Tempo libero

Capiente, ma senza guizzi

Soluzioni particolari per sfruttare lo spazio non ce ne sono (non si va oltre il piano di carico regolabile su due altezze e i ganci per la borsa della spesa), ma le forme regolari del bagagliaio permettono di ospitare due valigie grandi e una media. Il weekend in 4 si può fare.

Sicurezza

Non tradisce mai

Il controllo elettronico di stabilità non si può escludere del tutto, ma il retrotreno è “fermo” e non richiede interventi frequenti da parte dell’elettronica. Bene la frenata (63,3 metri da 130 km/h) e la tenuta di strada, mentre nella dotazione manca solo l’airbag ginocchia.

Prezzo e costi

Un po’ cara, come le rivali

Come detto, la Polo GTI non è certo regalata. Ma dal DSG alla doppia sovralimentazione, la tecnologia è al top. E poi le competitor sono sullo stesso livello: la MiTo Multiair Q.V. costa 20.800 euro, la DS3 1.6 Turbo 19.520 (con 25 CV in meno) e la Mini Cooper S parte da 24.200...

Verdetto

La pagella mette in luce la carta vincente della Volkswagen Polo GTI: l’equilibrio. Non ci sono veri punti di debolezza (il voto minimo è un 19), così come non ci sono doti straordinarie. E se il giudizio più alto si registra al capitolo “fuori città”, come ci si aspettava da una sportiva, la tedesca si dimostra a proprio agio anche in autostrada e in centro. Quanto al prezzo, 21.376 euro non sono pochi, ma la GTI si rivela più conveniente delle versioni “tranquille”, in rapporto ai contenuti e alla concorrenza.

Volkswagen Polo GTI: ben ritrovata sottile linea rossa

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