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Ormai non è più una novità, molte auto cambiano pelle, a volte anche parte dell’anima, ma non il loro nome. È successo pure alla Sharan, la monovolume Volkswagen che, dopo 15 anni di condivisione tecnica e stilistica con la Ford Galaxy, si presenta tutta nuova. È più lunga di 22 centimetri (4,58 metri in totale) e più larga di 9, ma non per questo ha un aspetto impacciato, da furgone: al contrario ha assunto forme più automobilistiche, che contribuiscono a mimetizzare gli ingombri reali. Il cocktail appare riuscito, soprattutto se si valuta la capacità di carico elevata, che parte dai 267 litri nella configurazione a sette posti (optional a 741 euro per questa versione), per arrivare ai 2.430 se si rinuncia alla seconda e terza fila di sedili, dedicando tutto lo spazio ai bagagli. E, se quel che conta è stivare oggetti molto lunghi, con la possibilità di abbattere lo schienale del sedile del passeggero a fianco di chi guida, si ottiene uno spazio profondo tre metri. Il salto generazionale rispetto alla serie precedente è notevole. Se quello stilistico è evidente, ancor più marcato è il passo in avanti nella flessibilità. Le configurazioni possibili erano già numerose, ma oggi diventano più semplici e rapide da variare, grazie alle tre poltrone della seconda fila che scorrono separatamente in senso longitudinale e si abbattono formando un fondo del vano piatto. E, volendo, due possono essere trasformati in seggiolini per bambini (257 euro). A completare il tutto c’è la praticità assicurata dalle porte posteriori scorrevoli che, a richiesta, possono essere ad apertura elettrica. Per non dire dei 33 vani portaoggetti (alcuni optional a 130 euro).

Spaziosa ed ecologica

Se si passa ad analizzare l’abitabilità, la nuova Sharan entusiasma, perché lo spazio è tanto, in tutte le direzioni. Anche i posti della terza fila sono veri e non semplici strapuntini d’emergenza per accogliere due bimbi. La posizione di guida è migliorata con un assetto automobilistico e ampie regolazioni. Il motore 2.0 TDI da 140 CV non infastidisce grazie al timbro sommesso. È arricchito dalla BlueMotion Technology, con Start&Stop, alternatore intelligente, che carica la batteria in frenata e rilascio, e indicatore che segnala il momento più opportuno per cambiare marcia. Inoltre viene montato di serie il catalizzatore SCR per abbattere gli ossidi di azoto: utilizza l’additivo adBlue. Va rabboccato ogni 15.000 km: il pieno di 17 litri costa circa 12 euro. Ma i consumi di gasolio contenuti compensano: la Sharan percorre in media quasi 15 km/l. La potenza è più che sufficiente per dimensioni e peso, nonostante la presenza di rapporti del cambio lunghi. La Sharan offre una discreta elasticità, grazie al limitato ritardo del turbo. E vista la brillantezza non c’è da stupirsi se l’auto è omologata per trainare fino a 2.200 kg. Tra gli optional è previsto un gancio di traino automatico (1.035 euro): fuoriesce premendo un pulsante nel vano di carico. In marcia l’auto resta silenziosa e, anche passando su delle sconnessioni, non si avvertono rumorosità parassite: l'assemblaggio è curato, come la qualità dei materiali. Le sospensioni, pur essendo tarate per smorzare i colpi, riescono a frenare abbastanza i movimenti del corpo vettura. Per essere un’auto alta 1,72 metri e con una stazza a vuoto di 1.669 kg, che arriva a 2.340 a pieno carico, il rollio non è mai eccessivo. La tenuta di strada è rassicurante, con l’auto che entra in curva rapidamente, con un facile e sicuro appoggio sulle ruote esterne. Se fosse necessario cambiare direzione all’improvviso il telaio reagisce con la coda che non fa scherzi, tanto che l’ESP entra in azione raramente. Se la sua spia lampeggia, di solito, è per segnalare l’intervento dell’ASR. Le dimensioni e la massa influiscono più sulla capacità di trazione che sulla stabilità. Per chi volesse di più, Volkswagen ha previsto tre optional, con prezzi da 295 a 1.055 euro, che permettono di intervenire sull’assetto, partendo dalla scelta di una taratura più sportiva, per passare alle sospensioni posteriori autolivellanti e arrivare al DDC, il dispositivo di regolazione adattiva, con tre livelli di personalizzazione. Comunque, anche nella configurazione di serie, la dinamica non riserva sorprese: alla peggio la coda galleggia un po’ nelle frenate violente, ma senza mettere in difficoltà il guidatore. La visibilità di marcia è solo discreta: il parabrezza è ampio ma i montanti del tetto sono un po’ invasivi nelle svolte a sinistra. Quando cala la notte, invece, le luci di serie hanno un fascio ampio. Inoltre i fendinebbia si accendono nella direzione delle svolte per illuminare la zona buia, non coperta dai fari anabbaglianti. E volendo ci sono i fari allo Xeno a 1.370 euro. Ricordiamo infine che la Sharan può essere ordinata a sei posti con un sovraprezzo di 738 euro rispetto a quella standard con cinque poltrone.

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10/07/2011 12:43
sharan, volkswagen, monovolume
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