Volvo V40 Profilo
  • pubblicato il 11-09-2012

Volvo V40: sfidare le tedesche con eleganza

di Adriano Tosi

Sfidare le tedesche con eleganza

PAGELLA
Città
16/25
Fuori città
16/25
Autostrada
22/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
22/25
VERDETTO
113/150
Intro

Ricordate la V40 degli anni ’90? Dimenticatela.

Quella di queste pagine è tutt’altra cosa: non è la versione station wagon della berlina S40 (che si chiama V50), ma un modello a se stante.

Un progetto completamente nuovo con cui l’azienda di Göteborg spera di cogliere il successo laddove ha fallito con la C30: il segmento C premium.

Gli svedesi sono ripartiti proprio dagli errori commessi con la C30.

Primo, la carrozzeria solo a 3 porte: la V40 ne ha esclusivamente 5. Secondo: la prima dispone di un bagagliaio praticamente “simbolico”, la seconda ammicca a una piccola station wagon.

E se l’impostazione di base vi ricorda l’Audi A3 Sportback, allora avete capito tutto.

La rivale naturale della V40 è proprio la compatta dei quattro anelli in versione 5 porte (la nuova generazione arriverà a inizio 2013), anche se pure BMW serie 1 e Mercedes classe A potrebbero essere infastidite da questa scandinava disegnata in California e sviluppata con i capitali cinesi della Geely.

Investimenti importanti, come testimonia lo stuolo di dispositivi tecnologici che vigilano sul guidatore e su chi gli sta intorno.

Altruista come nessuna, la V40 è dotata, di serie, del primo airbag per il pedone: in caso di sinistro, non solo il cofano motore si alza, ma un cuscino sul parabrezza attutisce l’impatto.

Città

Problemi col parcheggio? Ci pensa il Park Assist Pilot, 1.030 euro, a posteggiare la vettura in uno spazio di 87 cm (minimo) superiore rispetto alla lunghezza dell’auto.

Casa vostra ha un cortile angusto, di quelli con l’uscita “cieca” su un passaggio pedonale? Il Cross Traffic Alert, 550 euro, avverte chi guida dell’eventuale traffico in attraversamento proveniente dai lati dell’auto.

Un “assistenzialismo” mai invadente e capace, anzi, di ridurre lo stress.

Proprio come l’assetto e il motore: lo smorzamento delle sospensioni è esemplare e il motore davvero lineare.

Un 4 cilindri non propriamente brioso, come testimoniano i 4,6 secondi da 0 a 50 km/h, ma che non conosce la parola vibrazioni.

Ci si può dimenticare il cambio in terza e, persino da 900 giri, il D2 riprende senza singhiozzi.

Unico neo, in città (e non solo), è la visibilità verso il tre quarti posteriore.

Fuori città

Più Volvo di così era difficile farla.

Anche senza marchio sul volante la si riconoscerebbe immediatamente: la due volumi svedese si lascia guidare, è dinamica e abbastanza precisa, ma non ama le esagerazioni.

Il mantra della sicurezza viene prima di tutto e le reazioni della vettura sono sempre compassate.

Nel caso specifico, con il turbodiesel più piccolo della gamma sotto il cofano, questa impostazione è ancor più evidente.

Le prestazioni sono solo discrete (11,9 secondi per scattare da 0 a 100 km/h) e le risposte al pedale del gas piuttosto pigre.

Il tiro è costante da 1.400 a 4.000 giri, ma non è mai incisivo: per effettuare sorpassi o accelerare con una certa rapidità in salita è necessario ricorrere al cambio.

Un sei marce che non teme i maltrattamenti, ma afflitto da una corsa un po’ lunga.

Quanto allo sterzo, è ben “accordato” alle sospensioni: se da un lato è meno pronto rispetto a quello di alcune concorrenti (specialmente la BMW serie 1 che può avere l’Active Steering), dall’altro non mette in crisi l’assetto, di suo un po’ cedevole e piuttosto incline al rollio.

Per gli amanti della guida sono disponibili le sospensioni sportive, 450 euro.

Autostrada

Ha “occhi” davanti, ai lati e anche dietro, la V40.

A mantenere la distanza di sicurezza e la traiettoria provvedono il cruise control adattivo e il Lane Keeping Aid che, fra 65 e 200 km/h, applica una coppia di sterzata al piantone nel caso in cui la vettura si avvicini alla linea della corsia e stia per andare oltre.

Il BLIS (sistema che sorveglia la parte retrostante l’auto) è stato potenziato e vede i veicoli fino a 70 metri di distanza.

Al volante c’è il rischio di annoiarsi? Forse, ma il Driver Alert previene i colpi di sonno.

Per il resto, il comfort si conferma il punto forte della V40, sia dal punto di vista dell’assorbimento sia da quello dell’insonorizzazione, mentre le riprese non sono brillantissime.

Vita a bordo

Da una parte, i classici del design Volvo: la console piatta e staccata dalla plancia, i poggiatesta dalla forma sinuosa e le 4 manopole con tastiera al centro.

Dall’altra, un quadro strumenti nuovo, completamente digitale e personalizzabile.

Un mix ben amalgamato dal punto di vista stilistico, ma anche da quello ergonomico: la V40 è molto hi-tech, però facile da utilizzare.

Quanto alla qualità, i materiali sono sugli standard tedeschi, al pari dell’assemblaggio.

Generosa l’abitabilità, ma in cinque (come sulle rivali) si viaggia piuttosto costretti.

Per il bagagliaio, leggere il box alla pagina successiva.

Prezzo e costi

Dalla versione base al top di gamma, i prezzi della V40 sono allineati a quelli della Mercedes classe A e più bassi, rispetto a quelli della BMW serie 1, in media di 2.000 euro.

In realtà, però, se si prende in esame la dotazione, la Volvo scava un solco importante, grazie soprattutto alla disponibilità di optional, di serie o a pagamento, che fanno della V40 una delle auto più sicure in circolazione.

Ottimo anche il consumo, 18,9 km/l rilevato, pur se lontano dal fantascientifico dato dichiarato: 27,8 km/l. Non va oltre i due anni a km illimitati la garanzia, mentre il valore residuo nel tempo non preoccupa, grazie alla forza del marchio Volvo e alla tecnologia d’avanguardia della V40.

Sicurezza

Il giorno in cui tutti raggiungeranno la Volvo, le strade saranno sicure quasi al 100%. Gli svedesi, non paghi di aver lanciato il Pedestrian Detection (riconosce i pedoni e frena automaticamente, se c’è il rischio di investirli) e il City Safety (evita i tamponamenti fino a 50 km/h), fanno debuttare il primo airbag che protegge chi va a piedi.

Previsto di serie, sgancia il cofano motore nella parte vicina ai tergicristalli e copre buona parte del parabrezza.

Ma non è tutto: a rassicurare ci sono il cruise control adattivo (1.940 euro) e il Driver Alert Sistem (850), comprensivo di rilevatore della stanchezza, attivazione automatica abbaglianti, supporto al mantenimento della corsia e lettura cartelli stradali.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    4,6
  • 0-80 km/h
    8,2
  • 0-90 km/h
    10,1
  • 0-100 km/h
    11,9
  • 0-120 km/h
    16,7
  • 0-130 km/h
    20,6
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in 4a
    8,8
  • 60-100 km/h in 4a
    8,5
  • 80-120 km/h in 5a
    11,3
  • 90-130 km/h in 6a
    16,9
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,5
  • 100-0 km/h
    38,5
  • 130-0 km/h
    62,6
  • Rumorosità
  • al minimo
    40
  • max clima
    65
  • 50 km/h
    47
  • 90 km/h
    63
  • 130 km/h
    67
  • Carburante
  • consumato/km
    41l/775
  • Percorrenza
  • media
    18,9
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    88
  • a 130 km/h
    127
  • Giri
  • al volante
    2,2
  • Motore
  • a 130 km/h 6a
    2.300
Verdetto

La V40 smonta una a una le teorie di chi pensava che la proprietà cinese potesse penalizzare la Volvo.

La nuova due volumi è un concentrato di tecnologia per la sicurezza, propria e degli altri utenti della strada.

Non solo: ha un design che si fa notare, nel pieno rispetto della tradizione del marchio, unito a una qualità costruttiva di vertice.

Con il turbodiesel 1.6 non bada troppo al piacere di guida, ma ripaga con percorrenze prossime ai 20 km/l.

Volvo V40: sfidare le tedesche con eleganza

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