Audi Q5 2012
  • pubblicato il 25-06-2013

Audi Q5: la Suv che piace anche agli ambientalisti

di Andrea Rapelli

La Suv che piace anche agli ambientalisti

IN BREVE
Rinfrescata più nella meccanica che nell’estetica, ora la sport utility tedesca ha emissioni più pulite, grazie a un additivo che abbatte gli ossidi di azoto allo scarico. Il prezzo è alto, ma la qualità non si discute

Il finissimo maquillage facciale - una smussatina agli angoli della calandra e ritocchi ai gruppi ottici - è solo una delle nuove sfaccettature della Q5, SUV a quattro anelli che sembra non conoscere crisi.

Nuovo additivo AdBlue

Saldamente nelle prime posizioni della classifica delle grandi Sport Utility più vendute, questa sciccosa Audi affronta il 2013 con un’arma in più: l’additivo AdBlue, magico liquido a base di urea che contribuisce ad abbattere gli ossidi di azoto allo scarico (in vista dell’Euro 6).

Il bello è che poco cambia rispetto ad una Q5 2.0 TDI Quattro S-Tronic qualunque: generalmente, ogni 15.000 km circa occorrerà riempire il piccolo serbatoio dell’additivo, in grado di contenere 23 litri di prodotto.

Senza svenarsi, dicono in Audi: il costo del pieno di AdBlue è sui 40 euro.

Un prezzo piccolo, in rapporto ai vantaggi.

Eccellente qualità e comfort

Perché, oltre ad offrire al facoltoso proprietario il sottile piacere di inquinare molto meno rispetto alla media delle concorrenti, la Q5 ha un sacco di altre frecce al suo arco: tralasciando la solita eccellente qualità Audi, non vanno dimenticati un comfort sopra le righe - l’autostrada è il terreno d’elezione, con sospensioni dolci e isolamento superlativo dai decibel esterni - e una guidabilità curata, anche se un po’ troppo perfettina (un cliché dei quattro anelli).

Per mandare il cuore 2 litri TDI da 177 CV in extrasistole ci vuole un bell’impegno, soprattutto con i servigi del cambio S-Tronic, pezzo di notevole bravura teutonica.

Che zittisce dolcemente gli ultimi detrattori (ma ne esistono ancora?) delle trasmissioni automatiche.

A patto, certo, di non cercare quel brio che solo il 3 litri V6 TDI sa regalare.

Ma il 3 litri, per quanto valido, porta in dote anche alti costi di utilizzo e una maggiore attenzione fiscale...

E, in fondo, questa Q5 alla fine non crea rimpianti.

Le modalità di guida

Soprattutto se si gioca con le modalità del Drive Select: la differenza fra Efficiency e Normal, già molto marcata, raggiunge il suo apice in Sport, dove la Q5 tira fuori una bella grinta rispetto ai suoi 177 CV.

Si può perfino ritagliare la dinamica secondo i propri gusti, modificando pure i setting di assistenza dello sterzo e smorzamento delle sospensioni.

Le variazioni da un programma all’altro di guida si sentono, ma non si raggiunge mai un livello di vera sportività.

C’è sostanza quanto basta per provare a godersi un misto di montagna, semmai vi dovesse pungere vaghezza di esplorare i limiti della Q5 2.0 TDI. Così facendo, però, vi troverete a fare i conti con un consumo elevato, che può significare non più di 8-9 km con un litro di gasolio.

Viaggiando più tranquilli (cioè in modalità Efficiency, che lima anche l’uso del climatizzatore), si riescono a toccare i 12 km/l, non di più.

Il peso e l’aria da spostare in velocità porgono il conto.

Se volete percorrenze da utilitaria, meglio ripiegare su un’A4 allroad.

Altra nota dolente, sempre in tema di soldi, è il listino: passi il prezzo, ma l’elenco degli accessori a pagamento è ancora troppo lungo.

E comprende, fra l’altro, dotazioni che ormai dovrebbero essere di serie su una SUV di tale levatura.

Parliamo, per esempio, degli airbag laterali posteriori (410 euro), del vivavoce Bluetooth (350) e del navigatore MMI (2.160).

SCHEDA TECNICA
  • Velocità max
    200 km/h
  • Acc 0-100 km/h
    9 sec
  • Cons urb/extra/mix
    14,1/18,2/16,4 km/l
  • Autonomia
    1.230 km
  • Emissione CO2
    159 g/km
  • Bollo
    374,10 euro
  • Costi chilometrici ACI
    0,855 (10.000 km)
  • 0,600 (20.000 km)
  • 0,515 (30.000 km)
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