BMW Serie 1 M Sport - Laterale
  • pubblicato il 30-01-2013

Bmw 125d M Sport: il lato sportivo del turbo diesel bavarese

di Fabio Babini

Il lato sportivo del turbo diesel bavarese

IN BREVE
Il nostro pilota prova la serie 1 a tre porte nell’allestimento sportivo.Con 218 cavalli il turbodiesel due litri non teme gli allunghi, così come l’assetto e i freni m sport non soffrono le manovre estreme. alla fine, una cosa sola non gli è piaciuta.

Il bello della BMW è che tutto è sempre al posto giusto.

Apri la porta, ti siedi e i comandi sono lì dove devono essere.

Sulla poltrona della BMW Serie 1 M ci sono le levette per regolare la posizione di guida. Tac... pochi movimenti e la seduta è settata.

Il piantone ha ampie registrazioni, specie quella in profondità, che permettono davvero di arretrare il sedile per distendere le gambe mantenendo le braccia nella posizione più funzionale.

Poi, l’avviamento, anche se a tasto, è alla destra del piantone.

E quando si mette mano al cambio ecco altre certezze: la leva è in posizione perfetta, sul tunnel vicina al guidatore e, soprattutto, la griglia per l’uso manuale/sequenziale della trasmissione automatica riporta il “+” e il “-” nella giusta posizione.

Per scalare marcia si spinge seguendo la forza cinetica della frenata e per salire di rapporto si tira, nella direzione in cui la spinta affonda il corpo del pilota nel sedile.

Facile e intuitivo.

Ma, se non bastasse, anche gli ampi ed ergonomici paddles al volante della BMW Serie 1 M sono al top: la paletta di destra per salire e quella di sinistra per scalare (quelli della Porsche qui dovrebbero copiare...).

Con tanta attenzione riposta da BMW all’ergonomia, non c’è da stupirsi se bastano un paio di giri per entrare in confidenza con la BMW 125d a tre porte, il modello che gli amici di Panoramauto mi hanno chiesto di strapazzare.

Ben ancorato al sedile, mi sono proprio divertito, anche quando il fotografo mi ha chiesto di fare avanti e indietro, rigorosamente di traverso, sull’ultima curva prima del rettifilo.

Doveva scattare una foto speciale, diceva, e intanto io me la godevo a spazzolare con il muso aderente alla corda e con la coda che voleva andare a mangiare il pesce fritto in uno dei tanti ristoranti sulla costa.

Sì, perché con 218 CV e 450 Nm di coppia a 1.500 giri il sovrasterzo di potenza è sempre a disposizione del pilota.

Basta giocare di sterzo e dare gas.

Ok, ma facciamo un passo indietro.

Guida

Intraversare la BMW 125d è facile, basta dare gas e togliere l’ESP.

Tenere il muso aderente alla corda e disegnare una spazzolata perfettamente proporzionata alla curva è tutt’altra cosa.

Lo sterzo aiuta parecchio, per carità, ma il differenziale posteriore elettronico non è un vero autobloccante, per cui non reagisce alle variazioni di aderenza sempre nello stesso modo.

Insomma, la BMW 125d è un po’ come una donna difficile: le prime volte tiene le distanze (ti fa andare in testacoda), poi si lascia andare, impari ad accarezzarla e lei sceglie di essere tua...

La butti dentro in curva cattiva e poi la mandi di traverso dove vuoi e, proprio grazie allo sterzo preciso, impari a capire quando il differenziale sta per metterti in difficoltà.

Tu così puoi anticiparlo: imbrigli la vettura e tieni lì il muso dove devi, con le gomme posteriori che gridano pietà.

Alla fine mi sembra che il fotografo sia rimasto soddisfatto: mentre cambiavano le ruote posteriori, continuava a mostrarmi le immagini sul piccolo monitor della sua reflex.

Bene, ma io sono più interessato a fare dei buoni “hot lap” che a distruggere gomme. Anche sul giro di pista la 125d ha detto la sua.

Non tanto per il tempo registrato, più che buono per una vettura a gasolio, ma per il feeling che trasmette l’auto.

In staccata (fase fondamentale per fare il tempo), i freni mordono tantissimo e schiacciano il muso pronto per curvare con i carichi ben posizionati sulle ruote. La vettura entra svelta e punta la corda.

Non resta che gestire l’accelerazione per evitare sprechi di coppia in uscita di curva e l’auto è già pronta per la svolta successiva.

La 125d è agile sul lento, ben piantata a terra nelle curve veloci e svelta in riallineamento.

Selezionando il programma di guida Sport+, il controllo di trazione libera le ruote posteriori e il cambio automatico, se messo in manuale, tiene le marce anche quando il motore arriva al limitatore.

Una cosa importantissima per il pilota: spesso, in percorrenza, è meglio avere il motore impiccato dal limitatore che trovarsi sbilanciati da una cambiata di marcia inattesa.

A Monaco queste cose le sanno...

Motore e freni

Il propulsore è davvero instancabile, tira da 1.300 a 5.200 giri senza vuoti o buchi. Spinge, spinge e fa volare l’ago del tachimetro da una curva all’altra.

E se il motore è una furia, i freni sono solidi come un tutore del 18 secolo: hanno spalle forti per sopportare tutto il calore dei giri di pista, senza mai cedere.

Con un ABS perfetto, al pari dell’ESP che, se lasciato inserito, non mortifica la guida, anzi aiuta il pilota poco esperto a girare al limite.

Perché gli interventi sono effettuati più con i freni che con il controllo del motore, così in uscita di curva non ci sono tagli di spinta.

Questa BMW 125d e il suo motore due litri da 218 CV hanno superato l’esame della pista a pieni voti.

Anche per i consumi: contrariamente a quanto accade di solito, l’ago del carburante non è precipitato verso il basso in pochi giri.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore long. 4L, 1.995 cc
  • Potenza
    180 kW/218 CV a 4.000 giri
  • Coppia
    450 Nm a 1.500 giri
  • Cambio
    automatico a 8 rapporti
  • Trazione
    posteriore
  • Velocità max
    240 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    6,3 secondi
  • Consumo misto
    20,4 km/l
  • Emissioni CO2
    126 g/km
  • Dimensioni
    4,32/1,77/1,42 m
  • Bagagliaio
    360/1.200 l
IDENTIKIT
Bmw 125d M Sport: il lato sportivo del turbo diesel bavarese

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