Porticine in chiaroscuro

Vita a bordo

Graficamente e dal punto di vista degli accostamenti cromatici, l’abitacolo della i3 appare davvero curato, con quello stile minimal che fa chic e non impegna. Ci si accorge, insomma, di viaggiare su un’auto proiettata verso il futuro: non solo per lo schermo che ha preso il posto del quadro strumenti, ma anche per la miriade di possibilità di connessione del ConnectedDrive.

Tramite il proprio smartphone (l’App si chiama iRemote) si può gestire a distanza una serie di parametri vitali dell’auto, come il livello di carica o il preriscaldamento dell’abitacolo. Un bel posto in cui stare, nel traffico dell’ora di punta. Perché, per i quattro occupanti, c’è spazio da vendere in ogni direzione, anche se si ospitano taglie extralarge.

L’assenza del fastidioso montante centrale aiuta nell’ingresso, tuttavia accedere al divano posteriore risulta difficoltoso: per sbloccare le due porticine posteriori, infatti, bisogna aprire prima quelle anteriori.

Al contrario, la capienza del bagagliaio soddisfa le esigenze dell’automobilista medio, tanto più se si considera che la i3 resterà molto probabilmente relegata alle mura cittadine. Di forma regolare, il vano può anche contare sugli schienali posteriori sdoppiati (50:50) di serie.

Piuttosto curata, infine, la finitura, con un elegante connubio fra materiali nobili come la pelle ed ecologici come il rivestimento della plancia.

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25/05/2014 16:40
25/05/2014 16:40
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