Prova su Strada

Dacia Sandero: quasi suv in saldo

di Renato Dainotto -

Il prezzo è competitivo e la dotazione comprende il climatizzatore e il vivavoce per il telefono.

Non sarà un’auto bellissima, ma sa fare bene il lavoro di utilitaria.

Non perdonabile, invece, l’assenza dell’ESP.

Accessorio irrinunciabile.

Non è la bellezza della linea a rendere attraente questa variante della Dacia Sandero.

Se scocca la scintilla tra l’automobilista e questa utilitaria è solo per convenienza: perché a prezzo di saldo si porta a casa una vettura abbastanza solida, spaziosa, rispetto alle dimensioni, e con il telaio rialzato fino a quota 21 cm per viaggiare sullo sterrato senza rischiare contatti tra il fondo stradale e il pianale dell’auto.

Niente trazione integrale, sia chiaro, ma solo una maggiore escursione e qualche orpello alla carrozzeria per rendere più “fuoristradistico” il look.

I passaruote in plastica grezza hanno pure il vantaggio di essere più robusti ai graffi, anche in caso di parcheggio con toccatina.

Il motore 1.5 a gasolio ha una discreta verve e fa poco rumore anche a freddo. Le prestazioni non sono travolgenti, ma l’auto ha una discreta agilità: scatta da 0 a 100 km/h in 14,1 secondi (13,3 dichiarati) e in ripresa non costringe troppo a mettere mano al cambio (80-120 km/h in 17 secondi).

Gli spazi di arresto non sono da record, ma l’ABS lavora bene.

Il problema è che spesso interviene con “apprensione”, perché l’auto tende ad affondare con il muso e a scaricare la coda (a causa dell’altezza da terra maggiorata).

La tenuta di strada è discreta: il limite si raggiunge presto e la vettura entra in sottosterzo.

Facile da controllare.

Buona la stabilità nei cambi di direzione, ma manca (e non si può avere) l’ESP.

Scheda Tecnica
Velocità max 162 km/h
Acc 0-100 km/h 13,3 sec
Consumo misto 19,6 km/l
Emissione CO2 130 g/km
Bollo 170,28 euro