Ford Focus ST - In motion
  • pubblicato il 26-07-2013

Ford Focus ST: sdoppiamento di personalità

di Fabio Babini

Sdoppiamento di personalità

IN BREVE
Doctor Jekyll o Mr Hyde? Ecco Lo strano caso della Focus St: facile berlina da famiglia durante la settimana e grintosissima vettura da pista nel weekend

Alla faccia della sobrietà...

La Ford Focus ST si fa notare, eccome. Quando la guidi su strada, tra spoiler, alettone e colore della carrozzeria, la gente si volta. Per fortuna, a tanta apparenza corrisponde anche parecchia sostanza. Qui l’arrosto non è nascosto dal fumo.

Pronti per divertirci? Allora via, in pista per svelare i segreti di questa berlina tutto pepe. Usciti dalla corsia box, dopo il solito colpetto di freno per verificare che l’impianto sia ok, giù tutto il piede destro. Il motore 2.0 turbo è più che una certezza.

Motore

Spinge con forza, tanta forza, tra i 2.000 e i 6.000 e poi, verso il limite massimo dei giri, tende un po’ a calare. Ma, attenzione, non tentenna quando lavora nella zona bassa del contagiri. Merito della doppia fasatura variabile che consente di gestire al meglio l’erogazione e ottimizzare il flusso dei gas di scarico che vanno al turbocompressore.

Il motore è un quattro cilindri pronto a tutto, come s’impone su una sportiva tuttofare, da usare quotidianamente nei classici trasferimenti casa-lavoro-scuolacasa e, poi, da scatenare il sabato o la domenica, in pista, per un appagante track day.

Entriamo nel caldo della prova.

Guida

La Focus ST dispone di un controllo di stabilità (ESC) regolabile su tre livelli: normale, da usare tutti i giorni per un aiuto a 360°; sportivo, con disinserimento dell’ASR e con maggiore possibilità di sovrasterzo; infine, tutto escluso per lasciare il controllo al solo pilota.

Questa volta l’ESC mi ha sorpreso: in modalità sportiva mi ha permesso di ottenere il tempo migliore. Di solito avviene il contrario, ma in questo caso la taratura è talmente ben regolata che il pilota si può concentrare sulle traiettorie.

Lo sterzo è molto preciso: con pochi gradi di rotazione entri ed esci dalle curve senza sbracciare. Forzando l’andatura, ovvero staccando all’ultimo istante prima della curva, l’assetto mostra un evidente sottosterzo, cosa che fa sprecare tempo.

Il sottosterzo si fa più fastidioso senza l’ausilio dell’ESC. Il controllo di stabilità, infatti, integra il Torque Vectoring Control, che applica una leggera coppia frenante alla ruota all’interno delle curve più strette, per tenere l’auto su una traiettoria più chiusa.

In uscita di curva, comunque, bisogna modulare la potenza: i 250 CV tutti sulle ruote anteriori possono avere effetti “devastanti” sul battistrada... E, come si vede in foto, il fumo delle gomme non manca... L’assetto, oltre che ribassato di 10 mm, è davvero rigido. Tra le curve della pista ne esce bene: poco rollio e un appoggio sempre piatto sull’asfalto.

Gli elementi elastici sembrano rubati a un’auto preparata per il circuito: sui cordoli, infatti, non è difficile saltare e staccare da terra uno o anche due ruote. Sui freni devo annotare due cose. Il feeling che ho con il pedale è perfetto: è facile modulare la potenza applicata ai dischi, tanto che si riesce a scaricare il posteriore con molta precisione.

Però, nonostante i dischi generosi e ventilati (anteriori 320x25 mm, posteriori 271x11 mm) e le ruote da 18” che fanno fluire molta aria, dopo un paio di giri si sente un netto calo del “bite” (mordente) che costringe a una maggiore pressione sul pedale centrale. Attenzione, però: i freni vanno sotto pressione ma non cedono, non ti fanno prendere spaventi in staccata.

A proposito di temperature: anche il motore, quando viene spremuto fino all’ultimo cavallo, tende a scaldare, ma forse si tratta dello stato dell’esemplare in prova, che nei 10.000 km già percorsi deve aver combattuto più di una guerra... Difetti? Uno, legato proprio all’uso in pista della Focus ST.

La posizione di guida su strada è perfetta: i sedili Recaro sono molto avvolgenti, hanno regolazioni elettriche pratiche e un look davvero sportivo. I poggiatesta, tuttavia, non sono integrati nel guscio e sono troppo aderenti alla nuca.

Se, in strada, ciò si rivela comodo e rilassante per la cervicale, con il casco comporta una postura della testa protesa in avanti, che costringe a inclinare di più lo schienale, allontanando così le braccia dal volante.

Che i tecnici della Ford ci facciano una riflessione... Per il resto trovo che la Focus ST sia divertente ma al tempo stesso sicura. I margini di stabilità sono tali da permettere a chiunque di giocare con la vettura.

Bisogna fare solo un po’ più di attenzione in piena accelerazione in seconda e in terza marcia, perché il muso si alza e l’auto tende a un leggero destra-sinistra con l’avantreno. La coppia è tanta e le sospensioni McPherson devono sudare per tenere chiusa la convergenza.

Look

Infine la Ford Focus ST appaga anche l’occhio.

Ovviamente è meglio che i timidi si astengano: il frontale è davvero incattivito e l’alettone posteriore ha dimensioni tali da poterci stendere un intero bucato. Un’auto così va acquistata per passione e un bel colore sgargiante, vistoso, non guasta.

Il prezzo? Per questa Focus ST da 250 CV bisogna staccare un assegno di 30.500 euro. Una cifra di tutto rispetto.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore trasv. 4L, 2.000 cc
  • Potenza
    184 kW/250 CV a 6.000 giri
  • Coppia
    360 Nm a 1.750 giri
  • Cambio
    manuale a 6 rapporti
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    248 km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    6,5 secondi
IDENTIKIT
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