Prova su Strada

Jaguar XF Sportbrake: eleganza, stile praticità. E motore brillante. Come giaguaro comanda

di Adriano Tosi -

Station wagon? riduttivo.

Ecco perché la casa di coventry ha scelto una denominazione che richiama le shooting brake.

La classe è tanta, così come lo spazio per passeggeri e bagagli. sotto il cofano, il 2.2 biturbo diesel da 200 cv coniuga prestazioni e costi di gestione abbordabili.

Non ce ne vogliano i guru del marketing Jaguar, ma questa è una XF station wagon a tutti gli effetti: definizione probabilmente troppo popolare e che mal si concilia con il lignaggio del felino appoggiato sul cofano.

Di fatto, però, la XF Sportbrake non è altro che la versione familiare della berlina inglese lanciata alla fine del 2007.

Un modello che ha avuto il merito di rivoluzionare lo stile di un marchio fino a quel momento ancora troppo legato al proprio passato.

La XF, tuttavia, non ha rappresentato solo un momento di rottura, ma anche un tentativo fortunato – firmato dal designer Ian Callum – di togliere dalle cattive acque l’azienda, sofferente dopo alcuni modelli di scarso appeal e successo come X-Type e S-Type.

A distanza di cinque anni, mentre la maggioranza delle quote societarie è passata dalla Ford alla Tata, ecco dunque questa declinazione con portellone, il cui obiettivo dichiarato è quello di sfidare le tedesche Audi A6 Avant, BMW serie 5 Touring e Mercedes classe E SW.

Come? Con un mix equilibrato fra imponenza e dinamismo e con un motore 2.2 biturbo a gasolio, perfetto per tagliare i costi di gestione senza scendere a compromessi a livello di prestazioni.

Scheda Tecnica
Velocità max 214 km/h
Acc 0-100 km/h 8,8 sec
Cons urb/extra/mix 16,4/23,3/19,6 km/l
Autonomia 1.372 km
Emissione CO2 135 g/km
Bollo 439,89 euro
Costi chilometrici ACI n.d.