Come appare evidente fin dal primo sguardo, la Ypsilon ha un aspetto chic, enfatizzato da un’attenta campagna di comunicazione.
Dovrebbe, quindi, piacere soprattutto per il look elegante e la cura del dettaglio (vedi i cerchi in lega con le razze a forma di “Y”).
Oppure per gli interni ben rifiniti e abbastanza spaziosi, dove non manca un pizzico di leziosità.
Civetterie si direbbe, se la Lancia Ypsilon fosse una donna.
Perché è proprio alle donne che questo modello strizza l’occhio. Bene.
La piccola Lancia piacerà per queste ragioni, ma scommettiamo che anche il più macho degli uomini saprà apprezzarla e convivere con tutta la sua femminilità.
A convincere il conducente di sesso maschile basteranno poche centinaia di chilometri e la pressione del tasto sul devioluci destro, quello che fa sfogliare le funzioni del computer: raggiunta l’indicazione del consumo medio (oltre 22 km con un litro di gasolio), l’umore migliorerà.
Perché vuol dire che, con il classico “deca”, si possono percorrere oltre 120 km e con un pieno si arriva a superare gli 800 km di autonomia vera.
E, sempre alla voce costi, il motore 1.3 Multijet da 95 cavalli mette sul piatto intervalli di manutenzione spalmati a 30.000 km e la catena di distribuzione con durata a vita.
Insomma, una volta acquistata, la Lancia Ypsilon non dovrebbe alleggerire il portafoglio.
Il comportamento stradale è, poi, rassicurante.
Un’auto facile da guidare con un assetto bilanciato e l’ESP di serie (a richiesta solo sulla base).
Anche i freni infondono sicurezza, persino alle velocità autostradali, dove il passo corto non crea problemi di serpeggiamento per il buon effetto “antidive” (antiaffondamento) dell’avantreno.
Il comfort è discreto.
Il motore turbodiesel un po’ si sente e le sospensioni faticano a isolare i colpi secchi, come il pavé e le rotaie del tram.
Il servosterzo city addolcisce la vita in città con la possibilità di alleggerire il comando sotto i 50 km/h.
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