Lancia Ypsilon Laterale
  • pubblicato il 30-08-2013

Lancia Ypsilon: scopriamo l’acqua calda (in montagna)

di Valerio Boni

Scopriamo l’acqua calda (in montagna)

IN BREVE
In viaggio con la piccola lancia tra le alpi lombarde e svizzere. Alla ricerca di strade panoramiche per testare il bicilindrico biFuel  con un ulteriore obiettivo: rilassarsi nei centri benessere più esclusivi

È possibile pagare 12 euro alla stazione di servizio e non sentirsi dei poveracci? Certo, se con quel minimo investimento si fa il pieno di gas naturale.

Al contrario, la sensazione è quasi da intelligenza superiore rispetto a chi, nella pompa a fianco, deve sborsare almeno 70 euro per un pieno di benzina.

E poi non è che siamo alla guida di una banale e magari triste citycar, ma di una Lancia, una Ypsilon, anche piccola eppure Ecochic.

Un termine che sembra un giochino di parole, ma che in realtà fonde due concetti - ecocompatibile ed elegante - il bello delle linee e delle finiture made in Italy e la necessità di spendere meno e rispettare l’ambiente.

Le Ypsilon. Ecochic sono quindi le bifuel (metano-benzina) alla base della gamma Lancia: la più recente, che proviamo, è la versione col motore bicilindrico, leggero, parco nei consumi e grintoso e che già sulla Fiat 500 ha dato buona prova di sè.

E non delude nemmeno sulla Ypsilon, che ha ingombri di poco superiori alla 500 e un’impostazione di guida su misura per la città.

Ma per la Lancia abbiamo pensato a un test più severo, su strade di montagna che magari si vorrebbero affrontare con una Abarth e non con un “motorino” a metano...

La prima cosa che va notata è che se in città il bicilindrico ha un suono caratteristico, che richiama tonalità e borbottii del passato, basta inserire la quinta e raggiungere una buona velocità di crociera per ritrovare un comfort acustico degno di un quattro cilindri.

Se la strada è tortuosa, la meta farà onore allo chic: puntiamo infatti a due giorni di relax, nelle spa più esclusive delle Alpi.

Rispetto ad altre località termali, quelle in quota hanno il pregio di essere estremamente godibili anche nei mesi estivi, quando l’acqua calda è poco gradita nelle giornate torride, ma è un toccasana quando l’aria è frizzante e il termometro non va oltre i venti gradi.

Il nostro tour alla guida della Ypsilon parte da Milano e ci porta a Lecco seguendo la superstrada, la SS 36, resa recentemente più scorrevole dal sottopasso che elimina gli ingorghi in zona Monza.

Da Lecco si potrebbe proseguire sempre sulla strada a doppia corsia, la più rapida per raggiungere Colico, sull’estremità settentrionale del Lago di Como.

Però, visto che di tempo ne abbiamo, preferiamo seguire la vecchia strada costiera, che offre scorci panoramici di sicuro effetto.

Si viaggia in quinta marcia in assoluto relax, a velocità comprese tra i 50 e i 70 km/h, con il motore che spinge con un filo di gas, e consumi minimi. Una volta superato Colico, si procede verso nord in direzione Chiavenna, e poi si svolta verso destra seguendo le indicazioni per St. Moritz.

Qualche chilometro dopo l’ingresso in Svizzera, il tracciato inizia a salire.

Ed qui che vogliamo vedere come se la cava il bicilindrico.

Grazie al turbo, ci si dimentica che l’alimentazione è a metano, la Ypsilon affronta allegra la prima serie di curve, poi affronta con piglio il caratteristico muro di tornanti che porta al Passo del Maloja: seconda-terza-seconda.

Arrivati in cima, si continua seguendo il contorno della serie di laghetti engadinesi che termina a St. Moritz, dove al piacere delle acque termali si può alternare una “vasca” lungo le vie dello shopping più esclusivo.

A Celerina si cambia nuovamente direzione, puntando verso il Passo del Bernina.

La strada torna a salire, aprendo più volte la vista verso gli imponenti ghiacciai e incrociando il tracciato con quello del caratteristico trenino delle Alpi.

Il fondo in perfette condizioni nonostante la quota e i ripetuti cambi di pendenza che portano al valico, quindi alla Forcola di Livigno e la lunga discesa verso l’altopiano invitano a mettere alla prova le doti della Ypsilon.

L’assetto prima di tutto.

Il fisico snello è perfetto tra curve e tornanti, dove la Lancia si muove agilmente, con le sospensioni che limitano il rollio.

E con la possibilità di scegliere tra uno sterzo più solido o la leggerezza dell’impostazione City, che in salita non guasta.

Dopo avere approfittato dei vantaggi offerti dalla piscina termale, ma anche da quelli della zona franca, che regala pieni di benzina a 1,13 euro al litro, si sale di nuovo.

Si raggiunge il Passo del Foscagno e si scende verso la valle di Bormio, che offre varie opportunità per chi ama le spa.

La tappa successiva non è eccitante: dopo una prima parte di strada scorrevole, si supera Sondrio e quindi si raggiunge Masino, dove inizia una nuova salita di 16 km.

Al termine c’è Bagni di Masino, una località termale non mondana ma di grande effetto, in un angolo da fiaba, tra boschi, cime innevate e torrenti.

L’ultima “fatica” è il superamente del valico di San Marco che da Morbegno porta a San Pellegrino.

Ma ci arriviamo, noi e la Ypsilon senza alcuna fatica.

Merito del made in Italy, dell’auto e, anche, delle terme.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    2 cilindri turbo, 875 cc
  • Potenza
    63 (59) kW/85 (80) CV
  • Coppia
    145 (140) Nm
  • Cambio
    manuale a 5 marce
  • Trazione
    anteriore
  • Velocità max
    169 (167) km/h
  • Acc. 0-100 km/h
    13,1 secondi
  • Consumo misto
    21,7 km/l (32 km/kg)
  • Emissioni Co2
    107 (86) g/km
  • Dimensioni
    3,84/1,68/1,55 m
  • Bagagliaio
    202 l
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