Prova su Strada

Mazda 5: tanto spazio, sette posti e un po’ di verve tra le curve

di Andrea Rapelli -
Mazda Mazda5 Profilo

pagella

Città
7
/10
Fuori città
7
/10
Autostrada
8
/10
Vita a bordo
9
/10
Prezzo e costi
8
/10
Sicurezza
8
/10
verdetto
7.8
/10

Una monovolume un po’ atipica, questa Mazda. Perché a caratteristiche proprie della MPV, come la spiccata praticità e i sette posti, accompagna plus degni di un’automobile “classica”. Stiamo parlando della guida piacevole e non solo. Ci sono anche consumi piuttosto contenuti e una dotazione da categoria superiore. Il tutto a un prezzo commisurato. Difetti? Manca il cambio automatico e c’è qualche risparmio nelle finiture.

Intro

Fine estate, tempo di bilanci. E di scelte. Come quella del vostro vicino d’ombrellone, che, forte della sua MPV nuova fiammante, riempiva con facilità esemplare l’ampio bagagliaio. Se siete tra quelli “berlina-dotati”, costretti agli incastri multipli per caricare le valigie al millimetro, ecco la soluzione Mazda per abbracciare definitivamente la praticità. Fatta di 7 posti e un diesel parco. Senza scontentare chi ama, almeno un po’, la bella guida.

Città

Naturale, se siete abituati a dimensioni più stringate, che le vie del centro incutano qualche timore. In ogni caso, i 4,59 metri di lunghezza non disturbano più di tanto in manovra, anche perché i sensori di parcheggio posteriori sono di serie e dal lunotto, se non viaggiate in 7, si percepiscono bene gli ingombri. Una volta nel traffico, bastano davvero pochi metri per apprezzare la notevole prontezza dell’1.6 D da 115 CV, che riprende senza problemi fin dai 1.500 giri. L’automatico? Non si può avere, ma il 6 marce manuale è morbidissimo (ne parleremo). Positivo anche il reparto sospensioni: assorbono bene, con un timbro cupo.

Fuori città

Forse non tutti lo sanno ma, nei cromosomi di ogni Mazda, c’è un po’ di sportività. In fin dei conti, è stata l’unica Casa giapponese a vincere la 24 ore di Le Mans nel 1991… Nessuno stupore, allora, per il modo in cui la Mazda 5 affronta le curve. Certo lo sterzo, pur preciso, potrebbe migliorare nel feeling di risposta e all’1.6 turbodiesel non si possono chiedere gli straordinari. Perché i 115 CV sotto al cofano spingono bene fino ai 3.000 giri, ma il carattere dell’erogazione è improntato alla souplesse. Tuttavia, se la si lascia scorrere dolcemente, senza pretendere accelerazioni esagerate, l’auto entra velocemente in curva e s’appoggia solida sulle ruote esterne, seppur con una certa quantità di rollio (ben controllato dal reparto sospensioni). Ultima menzione d’onore va al cambio manuale a 6 marce: rapidissimo, preciso negli innesti e dalla corsa corta, sembra preso in prestito dalla frizzante spiderina MX-5. Chapeau!

Autostrada

Ed eccoci in autostrada: superato il casello, l’unica (lieve) difficoltà è raggiungere i 130 km/h. Perché l’1.6 fatica un po’ nello spunto, soprattutto a pieno carico. Per il resto, una volta impostata sul cruise control (di serie) la velocità preferita, ci si può perfino rilassare. Tanto per cominciare, i 70 dB registrati dal nostro fonometro carezzano i timpani dei passeggeri, che possono conversare senza alzare troppo la voce. Merito del buon isolamento dai fruscii aerodinamici e dell’accurato lavoro svolto nella zona dei passaruota. L’assetto? Comodo, anche su traversine e avvallamenti. Potrebbe migliorare, invece, il feeling con i freni: la modulabilità è buona, ma il pedale affonda un po’.

Vita a bordo

Se è vero – e lo è – che una MPV si acquista prima di tutto per spazio e praticità, gli ingegneri di Hiroshima si sono prodotti in un sistema semplice, ma quanto mai efficace, in grado di variare la configurazione dell’abitacolo con poche e veloci mosse. Al di là dei due strapuntini annegati nel piano di carico, infatti, il cuore del sistema Karakuri (di serie) è nella seconda fila: la seduta del posto centrale si estrae dal sedile sinistro e, all’occorrenza, può essere sostituita da una pratica vasca portaoggetti (nascosta nel sedile di destra). C’è di più: tutta la seconda fila scorre longi-tudinalmente, permettendo di privilegiare lo spazio per i bagagli o per le gambe dei passeggeri. Che possono accedere con estrema facilità all’abitacolo – grazie alle porte posteriori scorrevoli e apribili elettricamente – disponendo di tanti cm in ogni direzione: solo i due occupanti della terza fila stanno un po’ stretti. Il vano, chiaramente, vive in simbiosi con i sedili: in configurazione 7 posti, lo spazio riservato alle valigie è poco più che da citycar. Migliora, e di molto, se si viaggia in cinque. Peccato, infine, per le (poche) plastiche rigide sparse sulla plancia.

Prezzo e costi

Per raggiungere l’optimum, nella dotazione, manca giusto il navigatore satellitare. Per il resto è tutto di serie, dal clima automatico alle porte posteriori apribili elettricamente, dai 7 posti al cruise control, dai sensori di parcheggio al vivavoce Bluetooth… Ecco, se un difetto c’è, è la scarsa possibilità di personalizzazione, “malattia” comune a molte jap: a pagamento si può avere solo la vernice metallizzata (che costa cara, fra l’altro) e l’estensione della garanzia a 5 anni. Se i consumi ci hanno favorevolmente colpito, con una media rilevata di 14,7 km con un litro di gasolio, il prezzo va interpretato: 27.351 euro non sono pochi, soprattutto se si considera che alcune rivali riescono a far meglio. Stiamo parlando, per esempio, della Renault Scenic 1.6 dCi 130 CV Dynamique (26.651 euro) o della Ford Focus C-Max7 1.6 TDCi 115 CV (24.651). Le quali, tuttavia, necessitano di qualche integrazione in più a pagamento per raggiungere la stessa dotazione della Mazda.

Prezzo e costi

Per raggiungere l’optimum, nella dotazione, manca giusto il navigatore satellitare. Per il resto è tutto di serie, dal clima automatico alle porte posteriori apribili elettricamente, dai 7 posti al cruise control, dai sensori di parcheggio al vivavoce Bluetooth… Ecco, se un difetto c’è, è la scarsa possibilità di personalizzazione, “malattia” comune a molte jap: a pagamento si può avere solo la vernice metallizzata (che costa cara, fra l’altro) e l’estensione della garanzia a 5 anni. Se i consumi ci hanno favorevolmente colpito, con una media rilevata di 14,7 km con un litro di gasolio, il prezzo va interpretato: 27.351 euro non sono pochi, soprattutto se si considera che alcune rivali riescono a far meglio. Stiamo parlando, per esempio, della Renault Scenic 1.6 dCi 130 CV Dynamique (26.651 euro) o della Ford Focus C-Max7 1.6 TDCi 115 CV (24.651). Le quali, tuttavia, necessitano di qualche integrazione in più a pagamento per raggiungere la stessa dotazione della Mazda.