• pubblicato il 25-02-2013

Mercedes Classe A: la baby “Benz” mostra i muscoli

di Andrea Rapelli

La baby “Benz” mostra i muscoli

PAGELLA
Città
16/25
Fuori città
18/25
Autostrada
20/25
Vita a bordo
18/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
20/25
VERDETTO
110/150
Intro

«Per me è la nuova A coupé». «Sì, come no... al massimo sarà la versione station. Così bassa e lunga!».

Sono soltanto alcune delle frasi che chi scrive ha ascoltato in giro, nelle situazioni più disparate: davanti al parcheggio del supermercato, in fila per il pieno, in coda all’autolavaggio.

La sfida raccolta da Mercedes con la classe A, come si può ragionevolmente intuire, è grande.

Da una parte le vecchie clienti, alla ricerca di spazio e dimensioni esterne contenute in un involucro elegante: una signora ci confessa di aver appena ordinato una A della serie precedente, proprio perché «è più piccola e pratica e, adesso, mi è anche costata meno!».

Dall’altra, un nuovo popolo di automobilisti, soprattutto maschi, che la Stella vuole andare a conquistarsi.

Gente che, fino ad ora, per dire, ha comprato Audi o BMW. Ed è più che altro a questi ultimi che la classe A strizza l’occhio.

Gli argomenti messi sul piatto sono forti: pianale completamente nuovo, in comune con la classe B, look aggressivo, misure da compatta (4,29 m, + 40 cm rispetto alla progenitrice) e setup votato al piacere di guida.

Con motori da 109 a 211 CV, tanta tecnologia e prezzi da... Mercedes vera, che possono lievitare in un batter di ciglia.

Ecco il resoconto di una settimana trascorsa insieme, per vedere l’effetto che fa un cambiamento di rotta così radicale.

Città

L’approccio con le insidie della guida cittadina sarà un po’ freddo, specie se siete abituati alla vecchia classe A.

I motivi? Tanto per cominciare, dovrete dire addio alla posizione di guida rialzata, tanto cara nelle manovre o quando si deve svicolare fra le vie più strette del centro storico.

Con una percezione degli ingombri diversa, soprattutto dietro, dove il lunotto piccolo fa vedere poco. Rispetto al passato, anche parcheggiare richiede più attenzioni: se, da una parte, dovrete appellarvi in misura maggiore alla buona sorte - visto il girovita allargato - dall’altra, la già citata scarsa visibilità posteriore non vi sarà di grande aiuto.

Mettendo mano al listino degli optional, tuttavia, potrete semplificarvi la vita con sensori di parcheggio (anteriori e posteriori, 828 euro) e telecamera (354 euro).

Fortunatamente, l’accoppiata motorecambio fa tornare il sorriso: dolce e piuttosto pronto il primo, veloce e puntuale il secondo, anche nel rapporto con il sistema Stop&Start.

Bene lo sterzo, diretto, dura la taratura delle sospensioni, che si irrigidiscono su tombini e buche secche.

Fuori città

La misura del cambiamento sta tutta qui, non appena si abbandona il noioso traffico cittadino per inerpicarsi su un passo montano, per esempio.

Tra il tortuoso nastro d’asfalto, l’assetto che sui tombini disturbava le vertebre con la sua teutonica rigidità ora fa curvare svelta la classe A, ben supportato da uno sterzo che sa il fatto suo, specialmente se si tratta del servo parametrico con cremagliera a passo variabile, preciso e soprattutto pronto.

Ai polpastrelli arriva sempre un’ottima quantità d’informazioni riguardo l’avantreno che, complice una certa pigrizia del posteriore nel reagire agli input del conducente, può sfociare - se si insiste sul gas - in un placido sottosterzo.

Ma si tratta già di velocità importanti: procedendo “andanti con brio”, infatti, si ha la sensazione di un’automobile soprattutto precisa e, poi, anche composta. Un gran bel salto in avanti, insomma.

I 109 CV dell’1.8 a gasolio fanno quello che possono e non regalano certo prestazioni al fulmicotone.

A metterci una pezza c’è però il cambio automatico a doppia frizione, rapido nell’agire anche quando lo si strapazza in modalità manuale, con i paddle dietro il volante.

Il carattere è più mansueto che feroce: fino a quota 3.500 giri la progressione convince, ma dopo tale soglia il 4 cilindri by Mercedes si affievolisce, costringendo chi guida a passare alla svelta al rapporto superiore.

Autostrada

Se non fosse per lo stemma sul volante e le bocchette dell’aria riprese pari pari dalla micidiale SLS, si sarebbe portati a pensare, sulle prime, di non essere al volante di una Mercedes.

Perché, oltrepassato il casello e impostato il cruise control a 130 km/h spaccati, basta qualche traversina (o avvallamento) per accorgersi della risposta piuttosto secca di molle e ammortizzatori, che tanto avevano convinto nei tratti guidati sull’asfalto liscio come un tavolo da biliardo.

Dal punto di vista acustico pochi problemi: non è silenziosissima, la classe A - il nostro fonometro ha fatto segnare ben 68 dB - ma si tratta principalmente di frequenze che non disturbano troppo i timpani.

Risultato: si può chiacchierare amabilmente con gli altri passeggeri senza alzare esageratamente il tono di voce.

Da riferimento la modulabilità del pedale centrale, che offre feeling nei panic-stop come nelle decelerazioni dolci e l’autonomia: grazie ai bassi consumi più che alla capacità del serbatoio, questa Mercedes può percorrere distanze importanti prima di fermarsi a rifornire.

Vita a bordo

Se vi aspettate di trovare lo stesso arioso abitacolo della vecchia classe A, rimarrete delusi.

Perché - come detto - questa Mercedes strizza l’occhio ad una clientela del tutto diversa, anche in termini di esigenze... “spaziali”.

Quindi, il padiglione dall’andamento più basso e rastremato (per chi occupa i posti dietro) non deve far storcere il naso: in fin dei conti, la disponibilità di centimetri è paragonabile a quella di una BMW serie 1.

Gli schienali anteriori scavati sono una manna per le rotule, mentre in larghezza si sta stretti solo in cinque.

Capitolo bagagliaio: pur con forme regolari e ben sfruttabili, il vano paga qualche litro rispetto alle migliori concorrenti.

Oltretutto, gli amanti degli sport invernali sappiano che il dispositivo per il carico passante è optional e costa 198 euro.

Altri 208 serviranno per aumentare la flessibilità con vani sotto i sedili, reti portaoggetti, presa 12 V... Grandi conferme sulla qualità interna: che si parli di design, materiali o accoppiamenti, questa Mercedes molto difficilmente si fa trovare impreparata.

Chi è al volante, inoltre, può contare anche su una disposizione dei comandi cristallina, con tasti non troppo numerosi (fatta eccezione per i pulsanti sulla console centrale) e il manopolone del Comand, sul tunnel, per gestire senza troppe difficoltà l’impianto multimediale.

Prezzo e costi

L’argomento - trattandosi di Stella a tre punte - appare quantomeno delicato.

Cominciamo con il listino: 27.410 euro, considerando che una BMW 116d Sport 5 porte costa 30.180 euro e una VW Golf 1.6 TDI DSG Highline 26.800, sono una cifra tutto sommato adeguata alla caratura dell’auto.

Con una dotazione che comprende Attention Assist, cambio e clima automatici, Collision Prevention Assist, cruise control, ESP, impianto audio con prese usb/aux... Bisognosa, tuttavia, di importanti integrazioni: fari bi-xeno (1.029 euro), navigatore (da 877 a 3.348) e altro ancora.

Molto buoni i consumi, con più di 18 km/l registrati durante il nostro test.

La tenuta del valore nel tempo dovrebbe essere ottima.

Peccato invece che, in fatto di garanzia, a Stoccarda si ostininino a offrire solo due anni a km illimitati.

Sicurezza

La nuova classe A porta al debutto - di serie - un dispositivo che può fare la differenza nella guida quotidiana: oltre al già noto Attention Assist, che capisce quando siete stanchi e vi consiglia una pausa, ora arriva il Collision Prevention Assist.

Sostanzialmente, si tratta di un rilevatore del pericolo di collisione basato su un radar, capace di tenere d’occhio la distanza con il veicolo che precede e la differenza di velocità.

Se il sistema rileva un eventuale pericolo di incidente, i chip avvisano con una spia e un allarme sonoro il guidatore.

Allertando, nel contempo, il Brake Assist: in questo modo, quando ci si accorge del possibile tamponamento e si agisce sul freno, l’impianto si adopera per offrire la massima potenza possibile.

Difficile invece da spiegare, considerata l’attenzione della Stella per la sicurezza, la presenza dei windowbag posteriori tra gli optional (444 euro).

Nulla da obiettare sul comportamento dinamico: la fermezza del retrotreno, anche a seguito di brusche manovre con sterzo e gas, rende la classe A facilissima da condurre, anche per i meno esperti.

E poi c’è sempre il controllo di stabilità, più che solerte.

Infine, se la visibilità posteriore è un po’ compromessa dal lunotto piccolo e dai montanti larghi, le prestazioni dell’impianto frenante strappano applausi, soprattutto nel test 130-0 km/h, il più gravoso: 59,9 metri sono un risultato da (quasi) sportiva.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    4,0
  • 0-80 km/h
    7,7
  • 0-90 km/h
    9,4
  • 0-100 km/h
    11,2
  • 0-120 km/h
    16,5
  • 0-130 km/h
    18,6
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in d
    4,8
  • 60-100 km/h in d
    5,2
  • 80-120 km/h in d
    6,7
  • 90-130 km/h in d
    9,0
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,5
  • 100-0 km/h
    37,6
  • 130-0 km/h
    59,9
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    56
  • 90 km/h
    59
  • 130 km/h
    68
  • max clima
    71
  • Carburante
  • consumato
    51,6
  • Distanza
  • percorsa
    950
  • Percorrenza
  • media
    18,4
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    88
  • a 130 km/h
    126
  • Giri
  • al volante
    2,1
  • Motore
  • a 130 km/h in d
    2.100
Verdetto

La mutazione genetica ha dato i suoi frutti soprattutto dal punto di vista estetico, con linee smussate e aggressive.

Quanto al piacere di guida, la classe A se la gioca con le migliori: più nell’handling che in termini di prestazioni pure.

Che cosa ha perso? Un po’ di flessibilità interna e qualche centimetro per chi siede dietro.

Mercedes Classe A: la baby “Benz” mostra i muscoli

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