Opel Adam - Profilo
  • pubblicato il 11-06-2013

Opel Adam: il bello è vestirla a propria immagine e somiglianza

di Andrea Rapelli

Il bello è vestirla a propria immagine e somiglianza

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
18/25
Autostrada
18/25
Vita a bordo
17/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
21/25
VERDETTO
109/150
Intro

La forza dell’oggettino in questione, poco più di un fazzoletto di stile e simpatia, s’intuisce tutta dal nome.

Perché per andare a scomodare niente di meno che Herr Adam, fondatore di Opel, significa che qui c’è qualcosa che scotta.

In senso buono, naturalmente.

Il metro di paragone? Vi basti sapere che, secondo la Casa, questa tedeschina saprà ritagliarsi uno spazio tutto suo in un segmento appannaggio di Mini e Fiat 500. Un gioco da nulla...

Le frecce al suo arco? Tanto per cominciare (novità delle novità in Opel) possibilità di personalizzazione pressoché infinite: i vulcanici esperti di marketing hanno calcolato più di un milione di configurazioni possibili.

Condite con look fresco, multimedialità alla portata di tutti e un comportamento stradale che s’annuncia graffiante.

Senza dimenticare un bel “value for money”.

Vediamo come si traduce tutto ciò su strada, dopo qualche giorno di stretta convivenza. 

Città

Sarebbe un delitto non cominciare da qui, il regno della piccola Opel Adam.

E allora, regolato il posto guida, si scopre subito una maneggevolezza super, grazie allo sterzo rapidissimo e al diametro di volta contenuto.

Premendo il tasto City, inoltre, il servo si addolcisce e le manovre di parcheggio (favorite dai sensori, 300 euro) riescono che è una meraviglia.

Non si può dire la stessa cosa delle protezioni: l’assenza di paracolpi in plastica scura rende i fascioni vulnerabili ai piccoli urti.

E i retronebbia, così in basso, sembrano dover saltare da un momento all’altro.

Con sommo gaudio da parte del carrozziere e del ricambista...

Detto questo, le sospensioni se la cavano bene: sono rigide, ok, tuttavia il timbro sonoro non appare mai fastidioso o sgarbato alle orecchie dei passeggeri.

Che sobbalzano solo in presenza di dossi o tombini particolarmente profondi.

Va un filo meglio sul pavé, dove la gommatura ribassata non influisce troppo sull’assorbimento.

Al semaforo imparerete poi ad apprezzare il sistema stop&start, rapido e puntuale.

L’1.4 Ecotec da 101 CV? Più fluido che arrembante nelle ripartenze, va stimolato a dovere se si cercano le prestazioni.

Fuori città

Il lato vivace dell’Opel Adam esce fuori quando tombini e rotaie del tram lasciano spazio a curve aperte, verde e un nastro d’asfalto che si srotola dolcemente sulle montagne.

Qui, a dispetto delle dimensioni prettamente cittadine, la mini Opel tira fuori gli artigli.

Anzi, le unghie perché, complici i generosi cerchi da 17 pollici (dal democratico prezzo di 300 euro), si riesce a sentire ogni singolo tassello di gomma aggrapparsi all’asfalto.

Il gioco è molto divertente e s’impara in fretta.

La prima cosa di cui non dovete dimenticarvi è una certa pigrizia del motore, perché i 101 CV non scalpitano mai davvero.

Quello che si perde in accelerazione, tuttavia, lo si guadagna (con gli interessi) in entrata di curva: lo sterzo è davvero molto rapido - anche se un po’ insensibile ai piccoli angoli di rotazione - e, dopo una leggera incertezza iniziale, anche il retrotreno trova l’appoggio giusto.

Così si percorrono tutti i tipi di curve con gran gusto e una buona riserva di tenuta nel taschino, da tirar fuori nel caso si commetta qualche grossolano errore di valutazione.

Oltre al motore, un po’ fiacco quando si decide di spingere, anche il cambio non è esattamente all’altezza di cotanto assetto: gli innesti sono contrastati e l’escursione della leva appare fin troppo lunga.

Piccolezze in confronto al caratterino che può vantare questa Adam.

Autostrada

Alzata la sbarra del casello, la piccola tedesca non è così stancante come potreste essere portati a pensare.

In quinta marcia, a 130 km/h, l’1.4 frulla sonoramente a quasi 4.000 giri ma i fruscii aerodinamici non riescono a disturbare più di tanto l’orecchio.

Inserito il cruise control, di serie, si scopre ben presto che si può andare avanti a chiacchierare con gli altri passeggeri piuttosto facilmente: a velocità Codice il nostro fonometro ha rilevato 69 dB, valore piuttosto basso per auto di questo segmento.

Buona parte del discreto comfort passa anche dalle sospensioni della Opel Adam: non sono mai davvero morbide, ok, ciononostante sanno regalare un timbro sordo sulle traversine ed evitano di far sobbalzare in maniera evidente gli ospiti sugli avvallamenti.

Nelle lunghe trasferte il consumo della piccola di Russelsheim è tutt’altro che preoccupante: peccato che il serbatoio riesca a contenere solo 35 litri di benzina.

Ecco perché vi troverete fermi in area di servizio piuttosto frequentemente.

Nella media, infine, il livello di sicurezza percepita e la modulabilità della frenata.

Vita a bordo

I 3,70 metri di lunghezza, pur ben confezionati, non mentono.

L’abitacolo della Opel Adam, se ancora avete qualche dubbio, è tarato su esigenze prettamente cittadine.

Finché ci si siede davanti, tutto ok.

Tanto che si finisce per soffermarsi sugli interni ottimamente realizzati (la finitura “piastrellata” verde, tuttavia, ha un gusto fin troppo nordico per le nostre latitudini) o sui comandi, a portata di mano.

Senza dimenticare la posizione di guida perfettamente regolabile e il magico IntelliLink (300 euro): tramite il proprio smartphone si può navigare, ascoltare file musicali, vedere foto sullo schermo...

Le difficoltà, per i passeggeri posteriori, cominciano già dall’ingresso: il meccanismo di ribaltamento del sedile è laborioso e, una volta raggiunto il proprio posto, si fatica a trovare una sistemazione comoda.

Perché i centimetri latitano sia in altezza sia in profondità: solo in larghezza si sta quasi comodi e, per fortuna, in non più di due.

Le cose prendono una brutta piega anche nel capitolo bagagliaio: al di là della capacità, risicata, il vano è profondo ma non è stato previsto un apposito alloggiamento per il ruotino di scorta.

Se lo ordinate, quindi, lo spazio utile si ridurrà notevolmente.

Fortunatamente, per 700 euro potrete contare sul FlexFix, intelligente portabici a scomparsa che fuoriesce alla bisogna dal paraurti posteriore.

Prezzo e costi

Uno dei punti fermi, nell’idea che il marketing aveva in mente per l’Adam, è quello del risparmio.

O meglio, un buon pacchetto: non si deve costringere il cliente finale ad un esborso troppo cospicuo ma, allo stesso tempo, la dotazione di serie deve essere attenta.

E la Opel Adam, qui, non delude.

Dei quattro allestimenti (base, Jam, Glam e Slam), il nostro è il secondo.

Ma non costringe a grosse rinunce: di serie ci sono cerchi in lega da 16”, Bluetooth, radio cd e mp3 con prese aux/usb, cruise control...

Per un mix azzeccato.

E, soprattutto, personalizzabile con cifre ragionevoli.

Ok anche il consumo (lontano dal dichiarato), specie se si presta attenzione all’indicatore di cambiata.

Meno soddisfacente la garanzia, ferma ai soliti due anni previsti dalla legge.

Ma estendibile con 399 euro fino a 4 anni/150.000 km.

Sicurezza

Nel mirino, l’avrete intuito, la Opel Adam ha proprio i giovani automobilisti in erba.

E allora non deve stupire che la sicurezza sia stata tenuta in gran conto dai progettisti.

Se infatti il crash test Euro NCAP non è ancora stato effettuato, certo è che la mini Opel ha molte frecce al suo arco.

A cominciare da un setup delle sospensioni che tende ad essere comprensivo con gli errori più grossolani (leggi rilascio repentino del gas in curva, magari condito da una brusca sterzata).

Bene anche la tenuta di strada: esagerando, comparirà un rassicurante quanto facilmente correggibile sottosterzo.

Quando poi le cose si mettono davvero male, c’è sempre il controllo di stabilità, di serie, a riprendervi per il bavero.

Compresi nel prezzo ci sono pure sei airbag e la predispozione Isofix sui sedili posteriori.

Last but not least, in combinazione con il sistema di parcheggio automatico Advanced Park Assist (500 euro) si ha il Side Blind Spot Alert, capace di sorvegliare l’angolo cieco in fase di sorpasso.

Quasi straordinaria la prestazione dei freni, nonostante l’impianto preveda tamburi sulle ruote posteriori: da 130 km/h la Adam s’è inchiodata dopo soli 60,9 metri dall’inizio del “pestone” sul pedale centrale.

Senza fra l’altro accusare troppo la fatica.

Ultime note per la visibilità: dietro, il lunotto piccolo potrebbe creare qualche grattacapo, risolto brillantemente dai sensori (300 euro).

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    4,2
  • 0-80 km/h
    7,9
  • 0-90 km/h
    9,7
  • 0-100 km/h
    11,9
  • 0-120 km/h
    16,6
  • 0-130 km/h
    19,5
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in 4a
    11
  • 60-100 km/h in 4a
    11,2
  • 80-120 km/h in 5a
    11,7
  • 90-130 km/h in 6a
    18,6
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,8
  • 100-0 km/h
    39,6
  • 130-0 km/h
    60,9
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    56
  • 90 km/h
    62
  • 130 km/h
    69
  • max clima
    72
  • Carburante
  • consumato
    63,6
  • Distanza
  • percorsa
    1.100
  • Percorrenza
  • media
    17,3
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    88
  • a 130 km/h
    126
  • Giri al volante
  • Motore
  • a 130 km/h in 5a
    3.800
Verdetto

Nella botte piccola sta il vino buono: si può sintetizzare così l’indole della Opel Adam.

Che piace prima di tutto perché la si può confezionare su misura, senza svenarsi.

Poi, certo, anche per la sua guida divertente e spigliata.

Con consumi piuttosto contenuti.

Così come il listino, alla portata di molti.

Il prezzo da pagare è un motore un po’ fiacco e un’abitabilità modesta, con un bagagliaio minuscolo.

Opel Adam: il bello è vestirla a propria immagine e somiglianza

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