Fiat Panda 2012 4x4
  • pubblicato il 23-01-2013

Panda 4x4: scalare una montagna come se fosse una collina

di Renato Dainotto

Scalare una montagna come se fosse una collina

PAGELLA
Città
18/25
Fuori città
18/25
Autostrada
17/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
16/25
Sicurezza
21/25
VERDETTO
109/150
Intro

All’orizzonte vedi arrivare un ostacolo: sembra insormontabile.

Per di più senti il limite già vicino, perché le ruote affondano nella neve e, sotto la coltre bianca, c’è il fondo dissestato di una mulattiera, anzi di un sentiero che porta a un alpeggio dove d’estate, e non come oggi d’inverno, i pastori conducono le vacche a pascolare.

E intanto quell’ostacolo si avvicina...

Le mani sono più tese sul volante.

Ci siamo: il muso scende e poi risale.

L’auto prosegue, sussulta, slitta: il differenziale elettronico entra in azione e il muso della Panda punta orgoglioso verso l’alpeggio.

I muscoli tornano a rilassarsi.

La Panda 4x4 è così.

Sembra una normale utilitaria, un po’ pasticciata, con qualche protezione e con l’assetto rialzato, ma è molto di più.

Sale, scende, lavora meglio di una SUV, praticamente si muove come una vera offroad.

Con armi tanto semplici, quanto efficaci: un sistema di trasmissione con l’integrale a inserimento automatico, vere gomme invernali, il controllo elettronico della trazione - con effetto di bloccaggio dei differenziali - e il plus della leggerezza, che aiuta.

Aiuta parecchio, anzi di più, specie quando il fondo è molle e cedevole.

Città

Nella giungla urbana, la Panda 4x4 sa difendersi bene.

Contro il caro carburante mette sul piatto un motore turbodiesel parsimonioso che ha anche il sistema stop&start per evitare qualsiasi spreco.

Inoltre c’è l’indicatore di cambiata: aiuta a usare la marcia giusta nel momento corretto.

Un propulsore che, nonostante abbia solo 75 CV, risulta molto brillante in partenza e ripresa, grazie alla coppia portata a 190 Nm (prima era pari a 145) a 1.500 giri e ai primi due rapporti del cambio ravvicinati.

Le sospensioni sorprendono per la capacità di assorbire i colpi, ma il comfort deve fare ancora i conti con alcune vibrazioni che arrivano dalla trasmissione, quando si riprende velocità con il motore sotto i 1.500 giri.

Al di sopra di questo valore, invece, l’auto viaggia fluida e compatta.

Come altri modelli Fiat, anche la Panda 4x4 ha la funzione city per il servosterzo che alleggerisce il comando sotto i 50 km/h e rende più agevoli le manovre.

In parcheggio, la visibilità posteriore è discreta.

Peccato che le protezioni della carrozzeria siano pensate più per la guida offroad che per le toccatine da città.

I sensori di parcheggio costano 300 euro.

Fuori città

Viaggiando sulle strade costellate di curve e tornanti, la Panda 4x4 sorprende con un assetto ben tarato che, a dispetto dell’altezza da terra incrementata di 5 cm, consente al guidatore di controllare bene l’inserimento di curva e di contrastare il sottosterzo.

Questi accorgimenti regalano un buon feeling che fa di questa Panda una vettura molto gradevole da guidare su qualsiasi tipo di percorso.

La precisione di guida si deve al giusto mix raggiunto tra affinamento delle sospensioni ed elettronica.

Sul fronte telaistico, all’anteriore, la classica struttura McPherson è stata rinforzata con una bielletta che accoppia il montante al braccio guida, permettendo al gruppo molla/ ammortizzatore uno scorrimento più fluido (aumenta il comfort e le reazioni dell’auto sono più progressive).

Al posteriore, Fiat ha perfezionato il ponte torcente che guida le ruote.

Un asse solido che incrementa la stabilità, ma permette anche di trovare regolazioni che riducano il sottosterzo in fase di inserimento, da qui la suddetta precisione di guida che si fa apprezzabile sul misto veloce.

Peccato per lo sterzo un po’ sterile, nel senso che non trasmette bene al guidatore lo stato di aderenza delle ruote anteriori, un difetto tipico dei comandi elettrici mono-pignone (un solo pignone per gestire sia la fase di sterzata sia quella di riallineamento).

Autostrada

Date le caratteristiche della vettura, l’autostrada non è il terreno più adatto per la Panda 4x4.

Non per la sicurezza, che è sempre garantita dall’assetto sincero e da un frenata stabile, con il posteriore che non si alleggerisce come sulla versione a sola trazione anteriore.

Il punto debole è il comfort di marcia. L’insonorizzazione del motore c’è, ma le gomme da neve (di serie) fanno abbastanza rumore e dagli specchi si sente crescere una turbolenza a partire dai 110 km/h.

Niente di troppo fastidioso, ma la specializzazione verso il fuoristrada ha comportato qualche scelta di compromesso.

Le percorrenze, invece, non sono in discussione: il motore 1.3 Mjet è sempre parsimonioso anche a 130 km/h costanti con un dato di 16,8 km/l.

E lo spunto non manca anche in quinta, quando si cerca di riprendere abbrivio dopo un rallentamento: l’istinto fa spostare la mano destra sulla leva del cambio, ma poi la risposta del motore convince e viene spontaneo lasciare la marcia inserita, mentre l’ago del tachimetro risale alla velocità desiderata.

Vita a bordo

La Panda, a essere pignoli e rigorosi, va classificata tra le utilitarie.

Questa parola, tuttavia, ha perso significato di fronte al crescere delle dimensioni.

Come si fa a definire così un’auto lunga 3,68 metri, con cinque porte e, nel caso della Panda 4x4, con un prezzo che supera i 17.000 euro? Non c’è da stupirsi se l’abitacolo è comodo per quattro (il quinto posto è optional a 225 euro).

Inoltre, il bagagliaio, nonostante la presenza della trasmissione all’asse posteriore, contiene qualcosa in più della valigetta 24 ore: il volume minimo è di 225 litri che arriva a 870 abbattendo l’intero divano, frazionabile al 60/40% (a pagamento per 175 euro).

Per rendere più versatile l’abitacolo si può attingere dagli optional e installare il pack flex, che comprende l’omologazione a cinque posti, il sedile anteriore del passeggero abbattibile in avanti (utile per alloggiare oggetti molto lunghi), il divano frazionabile 50/50 ma scorrevole, il cargo box e le tasche asportabili sugli schienali anteriori: tutto per 500 euro.

Nelle finiture, infine, si vede una cura maggiore rispetto al vecchio modello: plastiche di qualità, con montaggi solidi, a prova di strada sconnessa.

E per la 4x4 c’è qualche personalizzazione ulteriore, come il vano davanti al freno a mano (in totale i portaoggetti sono 15) e i tessuti specifici per i sedili con colori verde (esemplare provato), sabbia e zucca.

Prezzo e costi

La Panda 4x4 è l’unica mini-SUV del segmento A e così non c’è da stupirsi se Fiat la fa pagare 17.650 euro.

Un prezzo a cui, inevitabilmente, va aggiunto il costo degli accessori. Perché? Semplice: come si fa a rinunciare ai cinque posti, al divano frazionabile, al volante in pelle, al clima automatico e alla radio con connessione Blue&Me per il telefono (per un totale di oltre 1.000 euro)? Ci sono poi accessori meno importanti, ma comunque molto apprezzati come il tetto apribile (1.000 euro) e il navigatore TomTom estraibile (500 euro).

A fronte di questa spesa, Fiat propone la solita garanzia di legge (2 anni).

Per fortuna, sono previste delle estensioni a pagamento per cautelarsi fino a 8 anni.

Comunque, dopo aver speso quasi 20.000 euro, la Panda 4x4 vi ripagherà con un’ottima tenuta del valore dell’usato e una facile rivendibilità.

Sicurezza

Che peccato! La Panda 4x4 poteva fregiarsi di 5 stelle alla voce dotazione per la sicurezza e, invece, ne lascia una sul campo per via degli airbag laterali optional a 300 euro.

Di serie ci sono quelli frontali, quelli per la testa (anteriori e posteriori), l’ESP con funzione Hill Holder, i fendinebbia, ma alla fine tocca pagare per quelli laterali...

Che, tra l’altro, sono molto importanti nella protezione dei passeggeri anteriori. Nel comportamento stradale, invece, solo lodi.

Gli spazi di arresto sono contenuti, nonostante le gomme da neve (tecniche per l’offroad), e la stabilità non mette paura.

Una volta in appoggio, l’auto sente un po’ i trasferimenti di carico, passa cioè rapidamente dal sottosterzo al sovrasterzo, ma senza innescare scodate, perché l’ESP corregge con prontezza.

Inoltre, in fase di uscita di curva, accelerando, la coppia viene trasferita progressivamente sulle ruote in aderenza con un effetto stabilizzante.

Lo si avverte subito non appena il fondo si fa scivoloso, come durante la nostra prova speciale in alta montagna, dove abbiamo viaggiato sul ghiaccio vivo, confidando solo sulle gomme da neve.

La Panda non ci ha mai tradito: è difficile che l’auto perda la traiettoria o abbia delle reazioni poco prevedibili.

Il pilota ha sempre un buon controllo del mezzo nonostante il passo corto e l’altezza della vettura: così diventa tutto facile anche per i poco esperti.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,95
  • 0-80 km/h
    9,9
  • 0-90 km/h
    12,3
  • 0-100 km/h
    14,2
  • 0-120 km/h
    19,5
  • 0-130 km/h
    24,2
  • Ripresa
  • 50-90 km/h in D
    8,25
  • 60-100 km/h in D
    8,37
  • 80-120 km/h in D
    11,66
  • 90-130 km/h in D
    18,41
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    10,9
  • 100-0 km/h
    42,5
  • 130-0 km/h
    67,3
  • Rumorosità
  • 50 km/h
    60
  • 90 km/h
    68
  • 130 km/h
    72
  • max clima
    70
  • Carburante
  • consumato
    53,9
  • Distanza
  • percorsa
    950
  • Percorrenza
  • media
    17,6
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    87
  • a 130 km/h
    126
  • Giri
  • al volante
    2,2
  • Motore
  • a 130 km/h in D
    2.400
Verdetto

Partiamo subito dai costi: per quanto la panda 4x4 non abbia concorrenti dirette, sia un prodotto di qualità e consumi poco, il prezzo è alto e si avvicina a quello di una Fiat sedici scontata.

Detto questo, la piccola Fiat a trazione integrale è un’auto funzionale, una vera mini-offroad, da usare in città tutti i giorni e in montagna, per arrivare lassù, dove molte altre suv alzano bandiera bianca.

Panda 4x4: scalare una montagna come se fosse una collina

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