Renault Captur 2013 - Profilo
  • pubblicato il 13-08-2013

Renault Captur: più di una Clio, meno di una suv

di Simone La Rocca

Più di una Clio, meno di una suv

IN BREVE
Il look è quello di una piccola 4x4, ma della trazione integrale non c’è traccia.In realtà, si tratta di una crossover compatta e molto versatile da sfruttare tutti i giorni con il motore downsized

Immaginate di coniugare lo spazio e la praticità di una monovolume con le dimensioni di un’utilitaria.

Aggiungete un carattere vivace, meglio se accompagnato da una linea innovativa e accattivante, come quella di una Sport Utility.

Solo un termine può descrivere un simile crogiolo di generi: crossover.

La Captur incarna alla perfezione lo spirito di questo segmento.

Le forme tondeggianti ricordano la Clio, i passaruota però sono più bombati e le sospensioni rialzate, mentre i vistosi ripari sottoscocca ne sottolineano le velleità da fuoristrada.

In realtà, la piccola francese non nasce per l’offroad (la trazione è disponibile solo sulle ruote anteriori) e, a differenza di certe rivali, non beneficia neppure di un controllo elettronico specifico per i fondi scivolosi.

Insomma, è una comune cittadina, agile nel traffico e performante quanto basta, un po’ più alta della media, a tutto vantaggio della visibilità e della facilità di accesso.

Gli ingombri, poi, sono contenuti: è lunga solo 412 centimetri e larga 178.

Ottimo il motore benzina da 120 CV, abbinato di serie al cambio EDC, un robotizzato a doppia frizione rapido e (quasi sempre) preciso.

Meno lodevoli le tarature delle sospensioni, troppo rigide, e del servosterzo, troppo leggero. Il prezzo? 20.500 euro: non poco, ma è adeguato alla ricca dotazione dell’allestimento Energy R-Link.

Città: scatta bene, ma rimbalza sullo sconnesso

Alla guida, questa urban-crossover stupisce piacevolmente: grazie alla seduta rialzata, la notevole visibilità aiuta a prevedere le manovre delle auto che ci circondano, concedendo anche maggior relax al volante.

Le misure, inoltre, sono compatte: così è più facile sfilare tra le insidie del traffico e trovare parcheggio non è un problema.

Solo la visibilità posteriore, penalizzata dal lunotto spiovente e affusolato, lascia a desiderare.

Per questo vi consigliamo d’investire 450 euro sul City Camera Pack: comprende un’indispensabile videocamera posteriore e gli specchietti retrovisori reclinabili elettricamente.

Promosso a pieni voti il cambio automatico EDC: la rapidità della doppia frizione garantisce scatti decisi al semaforo e nelle continue ripartenze a bassi giri.

Una parte del merito va anche al motore TCe, un turbo benzina di appena 1.197 cc (meraviglia del downsizing) che, solo nell’uso urbano, non brilla per economia: complice l’assenza dello stop&start, percorre appena 11 km/l.

Poco adatte alle asperità urbane, infine, le sospensioni, che hanno una taratura rigida.

Fuori città: l’assetto è sportiveggiante

Sulla compatta di casa, la Clio, il più potente dei motori TCe è destinato alla GT: non è la versione più sportiva (la RS ha ben 200 CV), ma neppure la più “ferma”.

Anche la Captur della nostra prova è spinta da questa unità a quattro cilindri. Naturale, dunque, aspettarsi prestazioni brillanti.

La potenza, in effetti, si fa sentire già a basso regime: la spinta è pronta e vigorosa fin dai 2.000 giri, inoltre il cambio robotizzato EDC garantisce in ogni momento il miglior rapporto possibile e, solo percorrendo le salite lente, ha mostrato un po’ di indecisione tra la seconda e la terza marcia.

La potenza, dicevamo, non manca, così basta sfiorare il pedale del gas per ottenere un buon rendimento in termini di ripresa.

Fuori città, i consumi si stabilizzano facilmente intorno ai 16 km/l. Non male, ma attenzione allo stile di guida.

Buono anche il comportamento stradale, favorito, in questo caso, dall’assetto sportiveggiante, non dallo sterzo: la taratura leggera richiede un minimo di apprendistato prima di trovare la giusta confidenza.

Autostrada: stabile e facile da gestire

All’aumentare della velocità, il difetto (quello dello sterzo) sembra accentuarsi.

Il rapporto di demoltiplicazione elevato richiede un lavoro continuo sul volante e, talvolta, diventa necessario correggere la traiettoria appena impostata, perché anche la sensibilità ne risente.

Tuttavia, la facilità di controllo del mezzo non ne risente troppo. La tenuta di strada è di aiuto: è buona anche se il fondo è scivoloso (la sicurezza non è mai in discussione), tanto che l’intervento dell’ESP è saltuario.

Ottima, inoltre, la stabilità durante i cambi di direzione, così come sugli avvallamenti e sulle giunzioni dell’asfalto.

Il consumo medio (circa 15 km/l) è favorito dal cambio efficiente e dalla coppia elevata (190 Nm a 2.000 giri/min), che permettono di viaggiare con le marce alte.

Anche la rumorosità interna ne beneficia: il motore è praticamente impercettibile, così come sono assenti i fruscii aerodinamici.

Infine, il cruise control è di serie: utile, visto il proliferare dei Tutor.

Vita a bordo: esalta la funzionalità

Tra le caratteristiche vincenti delle crossover (vetture che, come detto, mescolano i pregi di diverse tipologie di carrozzerie) c’è l’abitacolo, sfruttabile e confortevole come quello di una monovolume ma anche rialzato come quello di una SUV.

Per questo progetto la Casa francese ha puntato anche su ingombri contenuti che, solo grazie alla sapiente gestione degli spazi interni, non si sono tradotti in mancanza di centimetri per gli occupanti.

Al contrario, la Captur fa dell’abitabilità la sua migliore caratteristica: cinque adulti viaggiano comodi; inoltre, l’accesso è facilitato dalle portiere ampie e dai montanti alti.

Piacevole anche l’ambiente hi-tech: i sedili hanno un rivestimento in stoffa resistente con delle originali cerniere “zip” a vista, mentre in tutto l’abitacolo sono numerosi i dettagli in plastica nera lucida, effetto smartphone.

Non a caso, in mezzo alla plancia spicca lo schermo da 7” del tablet R-Link: si tratta di un touchscreen che permette di gestire (dopo averle scaricate, ovvio) numerose applicazioni pratiche o d’intrattenimento, destinate principalmente a chi guida e al divertimento dei passeggeri.

Prezzo e costi: non è a buon mercato, tuttavia…

Lo sappiamo: 20.550 euro per una compatta votata esclusivamente alla strada (per nulla all’offroad) sembrano davvero troppi. L’allestimeno Energy, però, è completo: di serie offre il navigatore, il clima automatico, i cerchi in lega da 17”, i fari fendinebbia con funzione cornering (seguono l’andamento della strada e illuminano sempre il centro curva) e l’esclusivo tablet Renault.

Anche la livrea bicolore è compresa nel prezzo, ma il metallizzato costa 600 euro, così come si pagano a parte le grafiche sul tetto (300 euro) e i cerchi con trattamento diamantato (250). Utile la videocamera posteriore, disponibile con il pacchetto City camera, che fa lievitare il listino a 22.400 euro.

un paradosso, ma il risparmio comincia all’accensione: il piccolo propulsore benzina vanta costi d’esercizio contenuti (oltre al consumo medio di 14 km/l, la cubatura ridotta fa risparmiare sull’assicurazione), a patto ovviamente di non usare la Captur solo in città.

Comunque, se il cambio automatico non è indispensabile, potrete tenervi in tasca 2.100 euro “ripiegando” sull’ottimo motore TCe da 90 CV, dotato anche di stop&start.

Sicurezza: a 5 stelle, ma non c’è niente di “attivo”

È fresca di debutto, ma può già fregiarsi delle 5 stelle Euro NCAP, a conferma della bontà del progetto.

La Captur, infatti, è agile e sicura su strada (nonostante lo sterzo elettrico “impreciso”). Quanto agli sterrati, prudenza: il controllo di trazione non prevede una taratura specifica per i fondi a bassa aderenza.

Su tutti gli allestimenti l’ESP è di serie e nella dotazione standard rientrano pure l’Hill Holder, che impedisce d’arretrare nelle partenze in salita, sei airbag e gli attacchi Isofix.

Non solo disponibili, invece, nemmeno a pagamento, i più moderni sistemi di sicurezza attiva, quelli capaci di “leggere” la strada o di eseguire le frenate in modalità automatica.

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore trasversale/turbo
  • Cilindrata/disposizione
    1.197 cc/4 cilindri in linea
  • Distribuzione
    2 assi a camme in testa, 4 v. per cilindro
  • Potenza max/giri
    88 kW (120 CV) a 4.900 giri
  • Coppia max/giri
    190 Nm a 2.000 giri
  • Alimentazione
    iniezione diretta con turbo
  • Omologazione
    Euro 5
  • Trasmissione/Trazione
    automatica a 6 marce/anteriore
  • Sospensioni anteriori
    McPherson
  • Sospensioni posteriori
    a ruote interconnesse
  • Freni
    dischi, ant. ventilati/ ABS
  • Sterzo
    assistenza elettrica
  • Pneumatici
    205/55-17
  • Peso a vuoto
    1.180 kg
  • Capacità bagagliaio m/M
    377/1.235 litri
  • Capacità serbatoio
    45 l
  • Velocità max
    192 km/h
  • Acc 0-100 km/h
    10,9 sec
  • Cons urb/extra/mix
    15,2/21,3/18,5 km/l
  • Autonomia
    833 km
  • Emissione CO2
    125 g/km
  • Bollo
    227,04 euro
  • Costi chilometrici ACI
    n.d.
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