Curva agile, ma accelera con calma

Fuori città

Stabile, facile da guidare e prevedibile: fin qui, una Toyota come un’altra (GT86 a parte).

Ma l’Auris è di più: basta affrontare la prima curva per capire di cosa stiamo parlando.

Con pochi movimenti delle mani, infatti, lo sterzo imprime alla vettura un inserimento rapido, supportato da un assetto che, senza essere eccessivamente rigido, garantisce limiti di tenuta elevati e reattività nei cambi di direzione.

Non solo: alle mani del guidatore giunge un buon flusso di informazioni, che consente di instaurare il giusto feeling con la vettura e di capire con anticipo eventuali perdite di aderenza.

A proposito: nonostante non si possa disinserire, l’ESP lascia un pizzico di margine di controllo al guidatore prima di intervenire.

Una messa a punto che, insieme alla leggera tendenza del retrotreno ad allargare la traiettoria rilasciando il gas in curva, si traduce in un dinamismo insospettabile.

Tutto un altro pianeta rispetto al vecchio modello.

Quello che non cambia è la cronica avversione del sistema HSD per la guida grintosa.

Una questione di numeri, come indicano gli 11,3 secondi per scattare da 0 a 100 km/h, ma anche e soprattutto di feeling; non appena si affonda il gas, il regime dell’1.8 a benzina schizza verso l’alto con l’E-CVT che restituisce un poco appagante “effetto scooter”: il motore si imballa e fa più rumore.

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11/02/2013 21:05
11/02/2013 21:05
toyota, auris, hybrid
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