Ambiente molto alla tedesca

Vita a bordo

La sportività è anche una questione di postura: non a caso, sulla nuova Auris la seduta è più bassa di 4 cm, il piantone dello sterzo gode di regolazioni più ampie in profondità e il volante è dotato di una corona più spessa.

Migliorato l’aspetto ergonomico, in Toyota si sono preoccupati di dare una connotazione più “fasciante” all’abitacolo: abbandonata la soluzione del ponte che partiva dalla console, ospitava la leva del cambio e arrivava fino al tunnel, ecco una plancia più massiccia e squadrata, simile a quella delle compatte tedesche.

Insieme all’aspetto da piccola monovolume se n’è andata, però, anche la praticità: se l’Auris prima maniera era un fiorire di portaoggetti sparsi in ogni dove, sulla nuova non è così semplice trovare sistemazione a tutto.

Non ci sono problemi invece per i passeggeri posteriori: anche chi tocca il metro e 90 cm di altezza non ha limitazioni né per la testa né per le ginocchia.

Non solo: grazie al pavimento piatto, viaggiare in tre sul sedile posteriore non richiede i “contorsionismi” imposti da tutte le rivali.

Il bagagliaio? La capacità è nella media del segmento C, lo schienale posteriore reclinabile e frazionabile è di serie, ma non ci sono reti o box per gli oggetti più piccoli.

Inoltre, a causa dell’alloggiamento delle batterie sotto il divano (che non permette di ribaltare la seduta), il piano di carico a schienale abbattuto non è piatto.

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11/02/2013 21:09
11/02/2013 21:09
toyota, auris, hybrid
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