Volkswagen Maggiolino Vista frontale
  • pubblicato il 16-03-2012

Volkswagen Maggiolino: poca nostalgia, un tocco di ironia e tanta tecnologia

di Alessandro Pasi

Poca nostalgia, un tocco di ironia e tanta tecnologia per la seconda generazione del ritorno di un classico VW

PAGELLA
Città
17/25
Fuori città
22/25
Autostrada
20/25
Vita a bordo
19/25
Prezzo e costi
18/25
Sicurezza
21/25
VERDETTO
117/150
Intro

Facile metterle vicine, ma anche dovere di cronaca.

Non fosse altro per il fatto che Walter de Silva, responsabile del design del gruppo Volkswagen, ha definito il Maggiolino del nuovo millennio figlio delle linee di quello primo e originario, molto più di quanto non sia accaduto con l’operazione New Beetle.

E, in effetti, per quanto nettamente più “chiatto” il nuovo Maggiolino riprende non pochi elementi stilistici dal “vecchio fedele” come lo chiamavano i tedeschi: il cofano, i fanali, la fuga della fiancata, i vetri bassi e filanti verso la coda.

Dopodiché il gioco finisce qui: il Maggiolino del terzo millennio è una vettura totalmente diversa e nuova.

Basata sul pianale della Golf attuale, ha trazione anteriore, motore anteriore raffreddato a liquido, spazio in abbondanza per quattro persone e bagagli.

In più, nella versione da noi provata, la Turbo, sotto il cofano romba un possente quattro cilindri a iniezione diretta di carburante sovralimentato e capace di 200 CV!

Città

Muso spiovente e coda che non si capisce dove finisce: parcheggiare richiede un minimo di attenzione all’inizio, per quanto il bip dei sensori di parcheggio sia un aiuto fondamentale.

Poi prese le misure ci si accorge che serve sempre meno spazio di quello che si pensa, anche se, come accade su tutte le vetture di ultima generazione, i fascioni paracolpi verniciati, qualche patema da striatura, lo fanno venire.

Una volta usciti dalle righe blu, con agilità, merito dello sterzo con ampio angolo, la Turbo fila via con un filo di gas, basta lasciare il settaggio dov’è, senza attivare la funzione Sport, riservandola per altre e più gratificanti situazioni.

Sul pavé milanese, uno dei peggiori al mondo, si avverte una evidente rigidezza del sistema delle sospensioni, ma senza mai soffrire rimbalzi delle gomme o eccessi di saltellamento, come accade su anche più blasonate sportive.

Fuori città

Il Maggiolino Turbo non chiede di meglio che infilare una qualche strada di montagna.

Il motore è pronto, prontissimo: spinge da un tornante all’altro con calcolata violenza. Sembra di essere al volante di una Golf GTI tanto il sistema sterzo, telaio, motore è capace di assecondare la vostra voglia di accelerazione e velocità.

La funzione Sport è tutt’altro che di facciata: non soltanto cambia la rombosità, una bella voce roca agli scarichi mai volgare, mai invadente nell’abitacolo, ma fa un salto di qualità l’erogazione del quattro cilindri.

Basta tenere giù il gas e la centralina consente di arrivare al limitatore dei giri prima di infilare, con precisione e velocità, grazie al cambio a doppia frizione, la marcia superiore.

Lo sterzo vi consente traiettorie pulite con un minimo di naturale sottosterzo, sempre controllabile se non da voi dall’ESP, davvero ben tarato.

Insomma, senza pretendere di vivere le emozioni ruvide al limite dell’ignoranza di una Lotus o di una Mini John Cooper Works, il divertimento alla guida è garantito.

Prestazioni accompagnate da un impianto frenante più che efficace e che, forse solo in un trackday, mostrerebbe segnali di affaticamento.

Mancano giusto i paddle!

Autostrada

Alle velocità consentite dal Codice, il Maggiolino Turbo è un’auto anche da lunghi viaggi.

Nel senso che l’insieme ben congegnato di smorzamento delle varie rumorosità (aerodinamica, motore, rotolamento delle gomme), unito ad una posizione di guida quasi perfetta per tutte le taglie e a sedili sagomati con intelligenza, riduce e di molto l’affaticamento alla guida.

Certo resta un’auto sportiva, dunque i grossi pneumatici si fanno sentire, specie sull’asfalto ruvido, il motore comunque gira abbastanza alto, se siete abituati ai regimi dei turbodiesel, ma comunque la sensazione è sempre quella di viaggiare entro larghi limiti di sicurezza.

L’autonomia risentirà del vostro stile di guida: però un 400 km sono a portata.

Vita a bordo

Non avrete l’abitabilità di una Golf, ma in quattro si sta comunque belli comodi, anche se il Maggiolino sembra più votato per una coppia moderna che ama viaggiare due cuori e una vettura.

Nulla da dire sui comandi: ormai in Volkswagen sanno bene il fatto loro in termini di ergonomia, né sulle finiture, anche se qualche particolare tradisce la provenienza messicana dell’auto come la ridotta presenza di fonoassorbente sulle ruote posteriori.

Il bagagliaio è cresciuto notevolmente rispetto alla New Beetle: ora consente di caricare i trolley per le vacanze, almeno per due persone.

Prezzo e costi

La versione Turbo parte da 28 mila euro, in linea con la Golf GTI, giusto una decina di cavalli in meno.

Con il navigatore, Bluetooth e ruotino di scorta si arriva a 34.290 euro.

Però si ha una vettura davvero completa, alla quale non c’è da aggiungere nulla.

La garanzia, come da copione teutonico, è sempre quella di legge, i due anni.

Però è anche vero che la qualità indiscussa del Maggiolino dovrebbe mettere al riparo da brutte successive sorprese.

I consumi, come per tutti i Turbo, variano enormemente a seconda dell’utilizzo, dai 12 agli 8-9 km litro, questi ultimi facilmente raggiungibili in città.

Per quanto riguarda la tenuta del valore, sulla scorta di quanto accaduto alla New Beetle, si ipotizza un buon lavoro residuo.

Sicurezza

Il nuovo Maggiolino si è guadagnato facilmente il massimo punteggio nei crash test dell’Euro NCAP, cinque stelle, con un’ottima protezione per adulti, bambini e pedoni, nonché contro il colpo di frusta.

Per quanto riguarda la sicurezza attiva, l’ESP di serie (ma non poteva essere altrimenti) è una garanzia in caso di manovre ardite e in combinazione con l’ABS, garantisce una tenuta di strada a prova di tonto anche sui fondi difficili e sul bagnato.

Gli spazi di frenata, rilevati su asfalto molto freddo, sono più che buoni fino a 100 km/h e nella media per questa categoria di auto da 130 km/h. Infine, per quanto riguarda la visibilità, da un’auto così non si possono aspettare miracoli: buona davanti, meno dietro.

I nostri rilevamenti
  • Accelerazione
  • 0-50 km/h
    3,00
  • 0-100 km/h
    7,58
  • 0-130 km/h
    11,96
  • Ripresa
  • 20-50 km/h in Ds
    1,60
  • 50-90 km/h in Ds
    3,26
  • 80-120 km/h in Ds
    4,76
  • 90-130 km/h in Ds
    5,35
  • Frenata
  • 50-0 km/h
    9,8
  • 100-0 km/h
    36,9
  • 130-0 km/h
    63,6
  • Rumorosità
  • al minimo
    42
  • max clima
    66
  • 50 km/h
    46
  • 90 km/h
    63
  • 130 km/h
    69
  • Carburante
  • consumato
    105
  • Distanza
  • percorsa
    1.180
  • Percorrenza
  • media
    11,2
  • a 50 km/h
    48
  • a 90 km/h
    86
  • a 130 km/h
    126
  • Diametro
  • di volta
    10,2
  • Giri
  • al volante
    2,2
  • a 130 km/h in D
    2.100
Verdetto

Il Maggiolino, in questa ulteriore rinascita, è un bel mix di nostalgia delle forme, richiami ironici al passato, come i vetri posteriori, e una tecnologia elevata.

Almeno in questa versione sportiva, dotata di un motore potente ma al tempo stesso docile. Una vettura che può dar del filo da torcere alla Golf GTI.

Ma con una carica di simpatia in più. Accettabili i consumi. Non popolare il listino: non parte alto ma s’impenna facilmente.

Volkswagen Maggiolino: poca nostalgia, un tocco di ironia e tanta tecnologia

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