Volkswagen Maggiolino 70s Edition
  • pubblicato il 03-09-2013

Volkswagen Maggiolino Cabriolet: cabrio&love alla tedesca

di Andrea Rapelli

Cabrio&love alla tedesca

IN BREVE
Faccia simpatica e tanto fascino per una cabriolet che ha scritto la storia del marchio. sapientemente rivisitata in chiave moderna, strizza l’occhio a chi si sente ancora un po’ figlio dei fiori

Sono passati più di 60 anni da quando il leggendario scarafaggio tedesco ha perso la testa.

Eppure, ancora oggi, non ha smesso di piacere.

Anche a chi, in fatto di automobili, non è un esperto.

Perché, quando si tratta del Maggiolino, in tanti (e soprattutto in tante) si sciolgono come neve al sole.

Sarà l’espressione simpatica e sorniona, marchio di fabbrica di questa storica Volkswagen, o i tradizionali fianchi generosi, ma gli sguardi sono tutti per lei: dal supermercato al lungomare, preparatevi a diventare famosi come popstar.

Anche in questo nuovo vestito, schiacciato e allargato, un’attenta via di mezzo tra innovazione e tradizione (by Walter de Silva).

L’esperienza prende forma soprattutto quando, premuto un piccolo pulsante, azionate il meccanismo elettroidraulico per l’apertura dell’ottima capote a triplo strato, che scopre una fetta di cielo in soli 9,5 secondi (anche in marcia, fino a 50 km/h).

Oltre al buonumore ne guadagna pure la linea, perché il Maggiolino Cabriolet aperto conquista uno charme tutto particolare, soprattutto grazie alla tela ripiegata all’indietro, come sul Käfer progettato da Porsche.

Così, ogni viaggio - per gli amanti del genere - diventa puro piacere distillato.

Da condividere con gli amici, perché i posti dietro non sono affatto di fortuna. Se dovessero addensarsi nubi all’orizzonte, poi, nessun problema: in meno di 10 secondi siete al calduccio, pronti per affrontare i peggiori acquazzoni.

Con una certa sicurezza e un livello di comfort sconosciuto a tante cabrio. Peccato solo che la (nostra) convivenza sia durata così poco...

Città: specchio specchio delle mie brame…

Bastano un semaforo e qualche negozio del centro in cui specchiarvi per nutrire il vostro ego, se ce ne fosse bisogno.

Perché nel quotidiano casa-ufficio questa Volkswagen saprà già come stupirvi.

A partire dalla risposta delle sospensioni: morbida - soprattutto dietro - e gentile con il fondoschiena.

Il comfort generale passa anche dal cambio DSG, ottimo nel distendere i rapporti e far riposare il polpaccio sinistro in coda.

L’1.4 TSI da 160 CV può, nel caso, anche aiutarvi a lasciare al palo concorrenti ben più potenti e sportive: basta premere l’acceleratore per ottenere risposte pronte e decise, condite con una sonorità piuttosto piacevole.

Se la visibilità anteriore è al di sopra di ogni sospetto (almeno in marcia), dietro c’è qualche problema in più, soprattutto a capote chiusa: il lunotto si rivela poco generoso e la carrozzeria tondeggiante non consente di capire bene dove finisce il paraurti, per altro assolutamente privo di protezioni.

La vostra salvezza? I sensori di parcheggio anteriori e posteriori - nome in codice Parktronic - saggiamente compresi nella dotazione di serie.

Fuori città: con un po’ di golf nei cromosomi

Basta un attimo - capote abbassata e andatura lenta - per tornare indietro nel tempo.

E per capire quanto è cambiato il Maggiolino in questi lunghi anni di evoluzione.

Il primo segreto è il telaio, irrigidito a dovere nei longheroni e nei montanti anteriori, più spessi di 0,5 mm.

E, naturalmente, le sospensioni della Golf, con retrotreno a quattro bracci.

Così agghindato, il Maggiolino Cabriolet pesa 114 kg in più rispetto alla versione chiusa, ma è capace di conservare una certa piacevolezza di guida.

Che passa dallo sterzo elettromeccanico, preciso e dal buon feeling, e dalla risposta del TSI con turbo e compressore, quasi grintoso.

Senza dimenticare il cambio DSG, veloce ad intuire i desideri del pilota, e il dispositivo XDS, che aiuta a mettere giù tutti i 160 CV.

Inutile, però, sperare che questo Maggiolino sia la versione aggiornata del corsaiolo Herbie.

Per i piedi pesanti, c’è il 2 litri turbo in versione chiusa.

Qui, aperta la capote, si respirano i profumi, ci si gode la carezza del vento e si presta attenzione al paesaggio.

Tirando, la morbidezza dell’assetto si sentirà tutta, con una certa lentezza nei cambi di direzione e maggior sottosterzo.  

Autostrada: assomiglia alla sorella chiusa

Chiusa la capote - aperta fino a 110 km/h si resiste, oltre diventa difficile a causa dei fruscii - sembra di viaggiare su un’automobile tradizionale.

Saranno i tre strati della tela o la buona insonorizzazione degli archi passaruota, fatto sta che si chiacchiera amabilmente senza alzare troppo la voce. I passeggeri dall’udito più sensibile lamenteranno solo qualche fruscio proveniente dal parabrezza, al quale si fa facilmente l’abitudine.

I viaggi, anche quelli più lunghi, non destano particolare preoccupazione: il Maggiolino scorre con nonchalance, offrendo anche una discreta autonomia grazie alla sete moderata dell’1.4 TSI.

Bene infine il cruise control, di serie, e la modulabilità della frenata, con un pedale preciso e non troppo cedevole.

Vita a bordo: promossi comfort ed estetica

Rispetto alla Beetle, il passo in avanti c’è e si vede.

Perché, pur avendo pensionato il caro vecchio vasetto per i fiori, l’occhio si rallegra davanti al design della plancia, all’estetica del quadro strumenti e ai marchietti Fender sui tweeter (se si sceglie l’impianto audio a 10 altoparlanti per 763 euro).

Meno appaganti, invece, le sensazioni tattili, specie nelle zone più nascoste, dove c’è traccia di qualche plastica rigida.

L’assemblaggio, però, è da vera Volkswagen e lascia le vibrazioni solo alle casse musicali.

La posizione di guida trova una giusta via di mezzo fra comfort e sportività, mentre gli amici che siedono dietro potranno lagnarsi solo per l’ingresso.

Una volta seduti, infatti, pur potendo contare su schienali verticali come muri di un grattacielo, avranno un discreto agio per ginocchia e testa, anche a capote chiusa.

Capitolo bagagliaio: se i 225 litri non sono certo un valore strepitoso, va detto che si possono abbattere - tirando due leve poste all’imboccatura del vano - gli schienali separatamente.

In questo modo, trasportare gli oggetti lunghi e bassi non sarà un problema.

Il ruotino di scorta? Costa 100 euro, ma non toglie spazio al baule.

Prezzo e costi: listino alto, dotazione completa

Come da tradizione del marchio, il Maggiolino si fa pagare profumatamente: per l’1.4 TSI da 160 CV e l’allestimento Sport servono più di 30.000 euro.

Tanti, ma compensati almeno in parte da una dotazione piuttosto completa, integrabile con poche aggiunte.

Molto interessante il risultato raggiunto nella prova consumi, con quasi 15 km/l rilevati nel misto.

Bastano però un po’ di km in città (o ad andatura allegra) per vedere il dato scendere in fretta.

Peccato per la garanzia di soli due anni - integrabile a pagamento - mentre la tenuta del valore nel tempo sarà probabilmente ottima.

Sicurezza: c’è proprio tutto, di serie o a richiesta

Una volta, le cabriolet potevano far paura, soprattutto in caso di ribaltamento. Perché il telaio, privato del tetto, perdeva forza.

Oggi, invece, grazie ai rinforzi sul pianale e ai montanti del parabrezza, non ci si deve preoccupare più di nulla.

Oltre ai soliti airbag di rito (frontali, laterali, testa) il Maggiolino offre anche un rollbar che fuoriesce in tempo zero in caso di ribaltamento.

Ipotesi davvero remota, poiché su strada questa Volkswagen è sicura come un panzer: le reazioni del telaio sono sempre misurate, i limiti sono facilmente percepibili da tutti i tipi di guidatori e non mancano angeli custodi come ESP e differenziale attivo XDS.

La lista degli accessori di serie continua con fendinebbia e indicatore della pressione dei pneumatici, anche se non contempla i preziosi fari allo xeno, che vanno pagati a parte (763 euro).

Pur non frenando come le sportivissime cugine di Stoccarda, il Maggiolino è comunque rimasto entro i 60 metri da 130 km/h nelle nostre prove, senza accusare troppo la fatica al pedale.

L’ultima nota è per la visibilità: percepire gli ingombri non risulta mai facilissimo, ma i sensori di parcheggio aiutano.

A capote aperta, comunque, è tutto un altro vivere

SCHEDA TECNICA
  • Motore
    anteriore trasversale/benzina
  • Cilindrata/disposizione
    1.390 cc/4 cilindri in linea
  • Distribuzione
    2 alberi, 4 valvole per cilindro
  • Potenza max/giri
    118 kW (160 CV) a 5.800 giri
  • Coppia max/giri
    240 Nm a 1.500-4.500 giri
  • Alimentazione
    iniezione diretta di benzina, turbo
  • Omologazione
    Euro 5
  • Trasmissione/Trazione
    automatico a 7 rapporti/anteriore
  • Sospensioni anteriori
    McPherson
  • Sospensioni posteriori
    a bracci multipli
  • Freni
    dischi ventilati/dischi, ABS
  • Sterzo
    assistenza elettrica
  • Pneumatici
    215/55-17
  • Peso a vuoto
    1.468 kg
  • Capacità bagagliaio m/M
    225 litri
  • Capacità serbatoio
    55 l
  • Velocità max
    205 km/h
  • Acc 0-100 km/h
    8,6 sec
  • Cons urb/extra/mix
    12,5/18,2/15,6 km/l
  • Autonomia
    858 km
  • Emissione CO2
    148 g/km
  • Bollo
    327,66 euro
  • Costi chilometrici ACI
    n.d.
IDENTIKIT
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