Prova su Strada

Volkswagen Maggiolino: simpatica e tecnologica non perde in sprint neanche col TDI piccolo

di Simone La Rocca -

IL look è fortemente retrò, Ma sotto pelle si nascondono un parsimonioso 1.6 TDI da 105 CV, un raffinato sistema multimediale, L’ESP e  altre chicche hi-tech.

Peccato che il listino e l’abitabilità non siano il massimo…

Fedele al suo antenato nelle forme e nel nome, il nuovo Maggiolino ha una meccanica moderna, al passo con l’ecologia e la sicurezza.

In più ha uno stile davvero accattivante, quasi da coupé. Tra le varie motorizzazioni in gamma, la più interessante è la 1.6 TDI da 105 CV, la migliore per l’ottimo rapporto guidabilità/costi.

Certo, paragonata alla variante a benzina da 200 CV potrebbe sembrare sottodimensionata, ma grazie alla generosa coppia del motore (250 Nm) su strada viaggia brillante e agile e non fa rimpiangere nemmeno la 2.0 TDI da 140 CV.

Nessun rammarico soprattutto quando ci si accorge che tra un rifornimento e l’altro passano ben 1.000 km.

Di questi tempi, tenere il portafogli in tasca, al caldo, dà grandi soddisfazioni.

Perché, in fondo, a cosa servirebbe un’ulteriore dose di potenza? L’auto scatta da 0 a 100 km/h in soli 11,5 secondi e riprende da 90 a 130 km/h in 16,8 secondi senza incertezze, tanto che non viene l’istinto di spostare la mano sul cambio.

Con i limiti imposti dal Codice della strada, questi 105 CV sono più che adeguati all’uso quotidiano.

Saliti a bordo (la portiera è lunga e tende ad aprirsi di scatto), l’abitacolo si rivela molto spazioso davanti – non mancano centimetri in altezza e nemmeno in larghezza – mentre dietro è meno arioso: colpa dei montanti bassi e dei seggiolini di piccole dimensioni.

Del resto, questa è un’auto destinata soprattutto alle coppie senza figli.

Il look è retrò e al tempo stesso sportiveggiante.

L’ambiente è un misto tra moderno e vintage: plancia e profili porta sono in tinta carrozzeria, la strumentazione è di forma circolare e davanti al passeggero c’è un piccolo cassetto portaoggetti; proprio come sulla prima Beetle.

Avviato il motore, l’insonorizzazione è ottima già da fermo (40 dBA al minimo).

Impugnando il volante piccolo, rivestito in pelle e tagliato nella parte bassa, comincia il divertimento: il turbodiesel da 1,6 litri eroga i cavalli fin dal basso, mantenendo una buona progressione per tutto l’arco di erogazione.

E, nonostante questa capacità di allungo, i consumi medi sono superiori ai 18 km/l: un buon risultato, per fortuna poco sensibile allo stile di guida.

Perché il Maggiolino invoglia a guidare con un bel piglio nei percorsi ricchi di curve, dove sfoggia tenuta di strada e sicurezza.

Il muso entra rapido in curva e l’auto volta ben appoggiata sulle quattro ruote, con una buona stabilità del retrotreno e con l’ESP pronto a dire la sua se il pilota commette qualche errore o si lascia prendere da un eccesso di foga.

Pure in autostrada il comportamento è ottimo, anche se si avverte l’assenza della sesta marcia.

Se sul veloce diverte, in città il Maggiolino si rivela agile e confortevole perfino sullo sconnesso.

In retromarcia (e non solo) bisogna però fare attenzione ai parafanghi bombati e alla visibilità ridotta. Utile in questo senso è il Park Pilot (423 euro) che fa le manovre da solo e che mette a disposizione del guidatore i sensori di parcheggio davanti e dietro.

La dotazione dell’allestimento provato è arricchita da navigatore, Bluetooth, clima automatico bi-zona, cerchi da 17” e ruotino di scorta per un listino che supera i 27.000 euro: del resto, è noto che il fascino vintage e i contenuti hi-tech hanno un certo prezzo.

E quindi…

Scheda Tecnica
Velocità max 180 km/h
Acc 0-100 km/h 11,5 secondi
Cons urb/extra/mix 18,5/24,4/22,2 km/l
Autonomia 1.221 km
Emissione CO2 119 g/km
Bollo 198,66 euro
Costi chilometrici ACI 0,63 euro/km - 10.000 km
0,44 euro/km - 20.000 km
0,38 euro/km - 30.000 km