fuori città

Fuori città

Una volta premuto il tasto sport la Volkswagen Polo GTI si risveglia. Lo sterzo diventa più consistente e la risposta all’acceleratore si fa più pronta. Anche il set up degli ammortizzatori cambia, aumentando la rigidità senza però far decollar la macchina ad ogni buca. Prendo una rapida successione di curve e la Polo GTI appare subito molto neutra e agile. Il motore è pieno fin dai 1.500 giri ma oltre i 5.000 perde fiato. Il ritardo del turbo è ridotto al minimo e le velocità che la Polo tocca in rettilineo sono notevoli.
 
La leva del cambio è bella da manovrare, anche se non offre una consistenza meccanica da sportiva dura e pura; ma l’importante è che il cambio sia preciso, e quello della Polo lo è.
I rapporti sono lunghi e nel misto stretto vi ritroverete ad usare quasi sempre la terza. In uscita dalla curve più strette tuttavia si sente la mancanza di un differenziale autobloccante (non c’è nemmeno elettronico) e se non si dosa bene la potenza la ruota interna comincia a girare vorticosamente.

Ma la Polo non è un’auto che va presa per le corna. È veloce e sufficientemente precisa, ma quando si comincia a tirare davvero manca quel senso di connessione che si instaura con le sportive vere, e l’assetto da stabile diventa un po’ impacciato. Questo rende la Polo GTI un’auto facile e sicura anche per chi non è un asso del volante, ma anche un po’ asettica nella guida al limite. Un assetto più sovrasterzante avrebbe donato un altro sapore alla Polo, ma probabilmente avrebbe anche allontanato un certo tipo di clientela.

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25/11/2016 17:44
25/11/2016 17:44
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