Francoforte 2017: le foto

Audi Aicon, Audi Elaine: visioni dal futuro (a mani libere)

Le due concept Audi prefigurano un futuro che stravolge il concetto di auto. E che ormai è davvero vicino.

di Claudio Mastroianni -
Audi Elaine frontale - Francoforte 2017

Che il Gruppo Volkswagen non si tiri indietro di fronte alla sfida della guida autonoma possiamo dirlo senza timore di smentita.

E la cosa vale ancora di più per Audi, che sulla attenzione massima verso la tecnologia più moderna ci ha fatto addirittura il suo slogan (“Advancement through technology”).

Non stupisce quindi che il fil-rouge del marchio dei Quattro Anelli di questo Francoforte 2017 sia stato quindi proprio l’autonomous drive, l’auto del futuro che – semplifichiamo – si guiderà da sola.

Il tutto in salsa Audi, guardando – cioè – una misura avanti agli altri marchi: non soltanto le vetture di produzione (come la nuova Audi A8, con funzioni di guida autonoma di livello 3) ma anche due concept molto realistiche, che prefigurano le tecnologie di guida autonoma di livello 4 e 5 che vedremo sulle future Audi da qui al 2030.

I nomi? Giocano attorno al concetto di “Artificial Intelligence” (intelligenza artificiale), incorporando in entrambi i casi la sigla AI: Audi Elaine e Audi Aicon.

Francoforte 2017: le foto

Audi al Salone di Francoforte 2017

La A8 è senza dubbio la regina dello stand Audi al Salone di Francoforte 2017. La Casa di Ingolstadt, però, ha presentato molte altre novità (come la R8 a trazione... posteriore)

Audi Elaine

Non fatevi spaventare.

Il livello 4 di guida autonoma della concept Audi Elaine significa una cosa semplice: la macchina è in grado di gestire da sola QUASI tutte le situazioni di guida, ma è limitata a contesti predefiniti. In parole ancora più semplici: l’auto se la cava da sola, ma ci sono ancora un paio di situazioni in cui il guidatore dovrà darle una mano.

Nel caso della Audi Elaine, la berlina a metà strada fra un crossover e un coupé (basata sul prototipo e-tron Sportback visto allo scorso Salone di Shanghai) è in grado di gestire in completa autonomia i percorsi autostradali, a partire da 60Km/h e fino ai 130 km/h. Rallenta e accelera in base ai flussi di traffico, cambia corsia quando necessario e sta anche attenta a quelli che proprio non sono in grado di guidare decentemente.

In più si parcheggia da sola. Nel senso che la Elaine di Audi si cerca un parcheggio da sola, mentre voi ve ne andate tranquillamente a casa senza perdere tempo: se il futuro è davvero questo, dove metto la firma?

 

Audi Aicon

La concept Audi Aicon è ancora più avveniristica, perché racconta un futuro dove i sistemi di guida autonoma di livello 5 saranno realtà.

Cosa vuol dire “guida autonoma di livello 5”? Che l’auto farà tutto da sola. Tutto. Si completerà quindi quel processo di trasformazione dell’auto verso un oggetto funzionale, di cui si parla ormai da molti anni e che ora, incredibilmente, non sembra più così lontano o avveniristico. E che non ci spaventa più.

Nella Aicon Concept – così come in tutte le future auto autonome di livello 5 – spariscono volante e pedaliera, perché non c’è più bisogno del controllo umano. Sparisce anche il tunnel centrale con cambio e freno a mano (di nuovo: fa tutto la macchina grazie all’elettronica, via al superfluo).

Insomma: l’auto diventa qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che conosciamo ora. Trasformandosi – forzando un po’ l’immagine – in un’estensione della nostra casa, una camera in più dove leggere, parlare, mangiare (senza sporcare, grazie), leggere le notizie, scrivere, lavorare.

L’Audi Aicon offre tutto questo in una imponente silhouette di 5,44 metri di lunghezza per 1,50 metri di altezza. Grazie all’assenza di un montante centrale, regala a chi sale a bordo uno spaziosissimo abitacolo 2+2 (i sedili posteriori non sono davvero il centro di quest’auto), con i sedili anteriori in grado di cambiare fisionomia in base alla funzione desiderata, e di muoversi in avanti e indietro all’interno dell’abitacolo di 50 cm. Oltre che di ruotare verso l’esterno per favorire l’uscita e l’entrata dall’abitacolo, per i più pigri.

Più che sedili, delle sedie da salotto.

In Audi li definiscono “lounge chairs”, che è un termine preso in prestito dal mondo del design in cui sono più a loro agio i cugini di Icon Desing.

Il viaggio si trasforma così in un momento di relax, favorito anche dalla presenza ipertecnologica di superfici touch e schermi lungo tutto l’abitacolo (quasi a formare una cornice che avvolge chi viaggia), e a quella di una intelligenza artificiale che dialoga vocalmente con chi è nell’abitacolo, risponde alle esigenze e alle necessità dei passeggeri, imposta il percorso di viaggio e gestisce tutto il percorso.

La macchina diventa qualcosa a metà strada fra un pilota e un compagno di viaggio. E mentre diventa sempre più tecnologica e robotica, sembra rivelarsi un po’ più umana.