Ginevra 2017: le foto dagli stand

Guida Autonoma: il punto da Ginevra

Il leitmotiv della kermesse elvetica di quest'anno sono le auto che guidano da sole. Il 2025 sarà l'anno della svolta per la guida autonoma

di Junio Gulinelli -

Come tutti gli anni, ripetutamente, i Saloni di Ginevra si susseguono, ogni volta diversi l’uno dall’altro.

Se negli scorsi anni il leitmotiv delle elettriche aveva monopolizzato l’attenzione sulle nuove frontiere della mobilità, quest’anno il filo conduttore che unisce quasi tutti verso l’auto del futuro è quello delle auto a guida autonoma.

2025: la nuova era della guida autonoma

Ormai quasi tutte le Case automobilistiche sono d’accordo nel fissare il 2025 come data di partenza per l’arrivo di un certo livello di guida autonoma nelle auto.

Una delle voci più autorevoli di questo coro è stata quella di Matthias Müller, presidente del Gruppo Volkswagen, che alla kermesse elvetica ha annunciato, presentando il prototipo Sedric (gallery in apertura) che nel 2025 Wolfsburg sarà pronta a produrre auto con un livello di autonomia classificato in 5, ovvero il massimo, o in altre parole auto al 100% autonome (fino ad ora, per questa data, in Volkswagen, si era parlato al massimo di un livello 4).

Questo vuol dire che molto presto i passeggeri dell’auto, guidatore compreso, potranno distogliere la vista dalla strada e dedicarsi, ad esempio, a lavorare, a leggere o a guardare un film.

Questo sarà il caso della ID, che oltre ad autonoma sarà anche elettrica, con un’autonomia di percorrenza compresa tra i 400 e i 600 km.

Da automobilista a mobility manager…

Qualcuno nell’ambiente è invece un po’ più prudente, e presagisce un livello 3 di guida autonoma entro il 2020.

Questo grado permetterebbe comunque al veicolo di guidare da solo, ma sempre sotto la supervisione e attenzione del guidatore, pronto a prendere i comandi in caso di necessità. Gaspar Gascón, direttore del reparto di ingegneria e membro del Consiglio Direttivo di Renault, non ha osato stabilire una data effettiva per la guida autonoma, come Müller, anche se ha assicurato che lo sviluppo di questa tecnologia sta avanzando velocemente.

Per lui il guidatore di domani si chiamerà ‘mobility manager‘, ovvero l’umano che risolverà eventuali problemi dell’auto autonoma. Sempre secondo Gascón poi, presto si elaborerà un algoritmo che permetterà un’intelligenza artificiale capace di reagire in ogni situazione.

Cosa manca ancora per la guida autonoma?

Anche se questa idea contrasta con quella degli ingegneri che stanno sviluppando questo tipo di tecnologia e che credono che i tempi dipenderanno molto, oltre che dal perfezionamento della tecnologia, anche dai regolatori, ovvero dai governi.

Ad essi spetta il compito di approvare un’etica per i sistemi di intelligenza artificiale della strada, anche se ad ora non sembrano così coinvolti in questo processo. E per completare il quadro bisognerà chiarire chi sarà il responsabile in caso di incidente.

Che rimarrà comunque una possibilità reale sulle strade popolate da auto, pedoni, ciclisti, etc..