• pubblicato il 23-11-2012

Motor Show, la storia: Parte 8 - 1998-1999 - Extralarge

di Marco Coletto

Il punto più alto della rassegna motoristica bolognese

1998

Un'edizione del Motor Show XXL, di nome e di fatto. Nell'anno in cui Luca Cordero di Montezemolo diventa presidente dell'Ente Fiera di Bologna viene aggiunto un ulteriore padiglione: viene calcolato che per visitare l'intera rassegna ci vogliono sei ore (senza mai fermarsi).

L'Italia è il secondo mercato automobilistico d'Europa e il Salone emilano è il secondo con più visitatori al mondo dopo quello di Tokyo. Aumenta la presenza di pubblico femminile, che incide per il 50% sulle immatricolazioni di vetture piccole e per un terzo sulle vendite complessive di veicoli a quattro ruote.

In assenza di anteprime rilevanti sono due gli episodi da segnalare: Michael Schumacher che consegna un premio al rivale Mika Häkkinen e un convegno in cui viene erroneamente previsto che entro il 2000 la metà degli americani acquisterà un'automobile attraverso Internet.

1999

Il tema di quest'anno è Millennium Event, l'unica grande assente è la BMW mentre l'anteprima mondiale più importante è la Hyundai Atos Prime. Viene creato il Padiglione della Civiltà, uno spazio in cui riflettere sui pericoli della velocità e dell'alcool con resti di veicoli distrutti e canzoni che affrontano il tema della sicurezza stradale.

Nello stand della Sabelt è possibile simulare un crash-test mentre la mostra tematica è dedicata ai 50 anni della F1.

Motor Show, la storia: Parte 8 - 1998-1999 - Extralarge

L'opinione dei lettori