Cactus Desert Run

Cactus Desert Run, terza tappa: il deserto delle Agriate

La terza tappa comincia con una gradita sorpresa: il sole. Niente di meglio per raggiungere il deserto delle Agriate, ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.

di Francesco Neri -

La pioggia torrenziale dei giorni scorsi ha fatto strabordare il mare, allagando completamente la strada e causando disastri nella piccola città di Saint Florent. Dalla nostra base, quella è l’unica via per raggiungere il deserto, quindi ci rimbocchiamo le maniche e tentiamo un percorso alternativo.

L’ultimo giorno di viaggio

L’idea, quindi, è quella di approfittarne per andare a vedere la tappa del mondiale di rally a cui partecipa anche la DS 3, ma il maltempo non non fa sconti a nessuno e la prova speciale viene sospesa.

Ma noi non ci abbattiamo, e pur di mettere alla prova le capacità della Citroen C4 Cactus sullo sterrato, ci avventuriamo in territori sconosciuti. I vigneti verso la strada per Bastia ci offrono l’opportunità di testare la Cactus nei percorsi fuoristrada dove, grazie alla sua altezza, scopriamo che se la cava molto bene.

Gli Airbump laterali la proteggono da eventuali urti – che per fortuna non ci sono stati -, e nonostante la sola trazione anteriore, le doti da arrampicatrice sono notevoli. Ma noi non siamo soddisfatti, vogliamo portare la Cactus nel deserto, ad ogni costo, in fondo siamo qui per questo.

Fino alla meta

Il tempo migliora e proviamo a tornare sui nostri passi per vedere se la strada è stata resa agibile, e per fortuna lo è.

La strada si inerpica in salita, dove incrociamo numerosi fuoristrada attrezzati a dovere per il fango e un paio di Citroën Mehari. Man mano che saliamo il panorama si apre, e ci mostra lo splendido paesaggio arido e roccioso del Deserto delle Agriate. Non è il classico deserto di sabbia, ma non è sicuramente un territorio favorevole alla civiltà, e la sua estensione lascia comunque a bocca aperta.

Proseguiamo fino al sentiero per la spiaggia di Salecce, uno dei luoghi accessibili solamente attraverso chilometri di strade sterrate. Dopo alcuni chilometri di salite e discese allagate, finalmente riusciamo a raggiungere una radura: ce l’abbiamo fatta. La nostra C4 è insieme agli altri Cactus, nel suo habitat naturale, e riusciamo a goderci insieme le ultime luci del giorno con una vista mozzafiato.
La corsa per raggiungere il deserto è stata lunga e ricca di imprevisti, ma nonostante la fatica e le mille avversità, ne è valsa la pena.

All’avventura con la Cactus

Di chilometri con la Cactus ne abbiamo macinati tanti: tra città, autostrada e la mitica strada tutta a curve a ridosso del mare ne abbiamo passato di tempo con lei. Oggi però è la prima volta che ci avventuriamo fuori dall’asfalto, prima tra i vigneti di Patrimonio – uno dei borghi viticoli più importanti della Francia – e poi, finalmente, nel deserto delle Agriate.

La C4 Cactus non è una vera fuoristrada con trazione integrale e tutto il resto, e questo le consente di consumare poco, molto poco.

Di essere leggera e quindi maneggevole. E non meno importante, poco costosa.

L’altezza da terra di 21 cm, però, le permette di superare tratti sterrati senza battere ciglio, e lo ha dimostrato nella strada che da che dal borgo di Casta porta alla spiaggia di Salecce.

Insomma: la Citroen C4 Cactus è un’auto essenziale, ma ha tutto quello che serve e, soprattutto, ha lo spirito d’avventura.

Cactus Desert Run, terza tappa: il deserto delle Agriate