• pubblicato il 28-11-2011

F1: campionato 2011

Breve overview del campionato di F1 appena concluso

Si è concluso ieri il campionato 2011 di F1. Re incontrastato della stagione e campione del mondo per il secondo anno consecutivo, il tedesco Sebastian Vettel che sulla sua Kinky Kylie con motore Renault è partito 15 volte dalla pole, 3 volte dalla prima fila, una volta terzo ed ha conquistato 11 vittorie, 5 secondi posti, 1 quarto, un terzo e un ritiro per un totale di 392 punti.

Con i suoi 24 anni, è il più giovane vincitore di mondiale nella storia dello sport e il più giovane due volte campione. I numeri parlano da soli ma non svelano interessanti aspetti di un successo che è difficile non definire straordinario. A nostro giudizio il primo tra tutti è che nel corso dell'anno, mentre il tedesco accumulava una vittoria dopo l'altra, c'è stato chi diceva che Vettel vinceva solo perchè partiva dalla pole e che partiva primo non per merito suo ma grazie al genio di Adrian Newey, il Chief Technical Officer della Red Bull, considerato l'ingegnere più straordinario nella storia della F1, l'unico ad aver vinto il Mondiale con tre scuderie diverse (5 con la Williams, 1 con la McLaren e due con la Red Bull negli ultimi due anni).

Vettel è un grande pilota - lo ha mostrato in più occasioni nel corso del mondiale e Alonso ne sa qualcosa - e caratterialmente è estremamente ricettivo e disponibile ai consigli; chi lo conosce dice che uno dei suoi principali punti di forza, e che lo distingue dalla gran parte dei suoi colleghi o anche dei comuni mortali, è che non fa mai lo stesso errore due volte.

La RB7 che Adrian Newey ha messo in pista quest'anno è un gioiello, in un sistema di regolamenti in cui la performance nelle qualifiche si è rivelata determinante per il successo in pista, le Red Bull sono sempre state più veloci di tutti gli altri e anche la KERS (Kinetic Energy Recovery System) (che noi a differenza della maggioranza chiamiamo al femminile considerandone l'aspetto di tecnologia e non quello di sistema) che ad inizio stagione era stata indicata come il punto più debole della monoposto, in realtà non ha dato problemi insormontabili.

Un altro tassello fondamentale per il successo della Red Bull è il team principal: Christian Horner - 38 anni; che mostra di gestire la scuderia, i piloti e le strategie con una abilità degna dei politici più raffinati (il gioco fatto ai danni di Alonso che ha consegnato il Gp di Abu Dhabi e quindi il titolo a Vettel l'anno scorso ne è un esempio eclatante). C'è chi ha detto che chiunque sarebbe considerato un team principal geniale con Newey alle spalle; forse, fatto è che è sotto la guida di Horner che in sei anni la Red Bull è passata dall'essere un relitto (è la ex Jaguar) a conquistare due titoli mondiali di seguito.

Una domanda a nostro giudizio legittima è se la stagione della Red Bull non sia stata così clamorosamente - potremmo anche azzardare a dire, anche facilmente - di successo anche perchè hanno sostanzialmente fallito le due rivali principali - McLaren e Ferrari - e le due che potevano "infastidirla" sono andate rispettivamente male (la Mercedes) e malissimo (la Renault, ora Team Lotus).

Il giudizio finale è individuale, e ai posteri; la nostra opinione è che probabilmente sì. La Ferrari è stata devastata da problemi irrisolti all'aerodinamica e difficile gestione dei pneumatici e non ha mai raggiunto la velocità necessaria; le qualifiche sono state caratterizzate da performance non all'altezza - Alonso è partito 9 volte dalla quinta posizione, 5 volte dalla quarta, 2 volte dalla terza, e 1 volta rispettivamente dalla ottava, dalla terza e dalla seconda; peggio è andata a Massa - con conseguenze nefande sul risultato in gara.

Altro capitolo sono i piloti: Alonso è la superstar, Massa il brutto anatroccolo a servizio della scuderia e che a forza di essere trattato come la ruota di scorta ha iniziato a dare segni di cedimento psicologico - difficile mantenere vivo il fuoco necessario per competere quando è certo che se in vantaggio sarà chiesto di lasciar passare il compagno di squadra. Da Montecarlo si è anche ritrovato in una rissa con Hamilton per cui ad ogni GP ci si aspettava di vedere quando si sarebbero presi, alla fine sono state cinque volte, varie penalizzazioni e qualche polemica, comunque un affare poco bello che si è chiuso solo ieri a fine Gp con Hamilton che è andato a Canossa nella motorhome del brasiliano.

Cosa possiamo aspettarci dal 2012 del Cavallino? Più di uno ha commentato che se le persone rimangono le stesse difficile che i risultati cambino. Sul fronte tecnico si è vista la partenza di Aldo Costa - era il direttore tecnico - e secondo alcune indiscrezioni la challenger 2012 è stata disegnata da Rory Byrne. Sul fronte manager Montezemolo ha più volte rinnovato la fiducia a Stefano Domenicali. A questo punto diremmo, chi vivrà vedrà.

McLaren: ha iniziato male ma è migliorata progressivamente nel corso della stagione tanto che Button pur non essendo mai un vero pericolo per Vettel ha concluso al secondo posto nella classifica piloti e tutti sono stati costretti a riconoscere che è un grande pilota; si è confermato uno, forse addirittura il più bravo nel mantenere i pneumatici. La stagione di Hamilton è stata invece molto infelice, i problemi personali lo hanno seguito anche in pista e la performance ne ha sofferto pesantemente - è stato accusato di essere troppo aggressivo, si è addirittura parlato di razzismo nei suoi confronti, ha manifestato in più occasioni insofferenza verso la scuderia che non rendeva, si è rumoreggiato di un suo arrivo a Maranello (l'accoppiata Alonso-Hamilton sotto le mani di Domenicali sarebbe un vero spettacolo), insomma non all'altezza delle aspettative.

Alla fine ha concluso il campionato al quinto posto, con 227 punti. E' finito? Secondo noi no, è giovane e ha molto da maturare ancora. Certo è che deve essere disposto a riconoscerlo e fare quel durissimo lavoro interiore che serve per migliorare. Grande delusione la Mercedes GP di Ross Brawn: la scuderia non ha mai trovato la forma necessaria per essere competitiva e i due piloti sono una strana accoppiata. La nostra idea era che Schumacher fosse arrivato per svolgere una funziona di test driver di lusso che permettesse alla scuderia di portare in pista una macchina perfetta in un anno. Non è stato così, vediamo se in realtà è perchè ci volevano due anni; altrimenti non riusciamo a capire perchè lo abbiano preso.

Rosberg non ha mai vinto niente e fa esternazioni come se fosse un pluricampione del mondo. Non diciamo altro. Annus horribilis infine per la Renault orfana di Robert Kubica - ma se anche ci fosse stato lui sarebbe cambiato poco: è arrivata ad inizio campionato con una soluzione rivoluzionaria di scarichi con uscita anteriore che avrebbe potuto rivelarsi decisiva per il tanto atteso ritorno al successo. Si è rivelata decisiva sì ma al contrario come ha ammesso la stessa scuderia, definendola un fallimento, ardido ma sempre un fallimento, che non solo non ha funzionato ma ha anche pregiudicato gli sviluppi ulteriori della monoposto e con loro l'intera stagione.

Chiudiamo con i protagonisti indiretti del campionato: i nuovi pneumatici Pirelli. Disegnati per incrementare lo spettacolo sono stati molto discussi ad inizio stagione perchè si usuravano troppo, hanno aggiunto pit stop, hanno imposto il ripensamento delle strategie di gara e sono in continua evoluzione.  

Foto: Gettyimages

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