• pubblicato il 21-10-2013

Alonso e il record di punti in F1: c'è poco da festeggiare

di Marco Coletto

Fernando si aggrappa ad un primato "bugiardo" per dimenticare l'ennesima stagione senza titolo

Fernando Alonso è, dallo scorso GP del Giappone, il pilota che ha conquistato più punti nella storia della F1. In occasione delll'evento il driver spagnolo della Ferrari ha fatto realizzare addirittura un casco celebrativo che verrà utlizzato questo week-end in India. In realtà, però, c'è ben poco da festeggiare visto che si tratta di un primato "bugiardo".

Nel corso della storia del Circus il metodo di assegnazione dei punteggi è infatti cambiato più volte: dal 1950 al 1959, ad esempio, chi saliva sul gradino più alto del podio conquistava 8 punti, 9 dal 1961 al 1990, 10 dal 1991 al 2009 e addirittura 25 dal 2010.

I piloti moderni sono quindi decisamente avvantaggiati: un misero sesto posto portato a casa oggi equivale ad una vittoria negli anni Cinquanta. A dimostrazione della mancanza di uniformità di questa classifica basta notare che in questa "top ten" c'è spazio per "onesti mestieranti" come Felipe Massa (9°, a cui mancano cinque punti per superare un certo Alain Prost) e Rubens Barrichello (10°) ma non per un fuoriclasse come Ayrton Senna. Senza contare che in passato le gare erano molte meno e le monoposto erano più fragili di quelle di oggi e maggiormente soggette a guasti.

La verità è che anche il record di Alonso verrà battuto a breve da driver che hanno disputato la loro intera carriera con questo nuovo - nonché più generoso - sistema di punti e che l'unico primato che conta davvero in F1 è quello che riguarda il vincere più Mondiali possibili. Nient'altro. Fernando ne ha due, Sebastian Vettel (pur essendo più giovane di sei anni) tre, quasi quattro. Invece di festeggiare primati di secondo piano per dimenticare la settima stagione consecutiva a "zero tituli" sarebbe meglio quindi concentrarsi sul primeggiare quando davvero serve.

Alonso e il record di punti in F1: c'è poco da festeggiare

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